In sintesi
- Un 24-70mm f/2.8 usato costa 700-1.300 euro contro i 1.800-2.500 del nuovo, ma pesa 800-900 g e non sempre serve.
- La versione f/4 pesa 400-500 g, costa la metà ed è spesso la scelta giusta per chi non lavora al chiuso o di notte.
- I difetti da controllare su un 24-70 usato sono play dell'elicoide, zoom creep e funghi sulle lenti interne, non solo i graffi frontali.
- Su mirrorless le versioni native (Sony GM, Nikon S, Canon RF, Sigma DG DN) battono nettamente gli adattati reflex per AF e dimensioni.
Il 24-70mm è l'obiettivo che monto per primo quando non so cosa fotograferò. Copre il grandangolo da paesaggio, il 50mm da reportage e il 70mm da mezzo busto, tutto senza cambiare lente. È il motivo per cui da dieci anni al banco lo chiamiamo 'il tuttofare': nove clienti su dieci che entrano per il primo zoom serio finiscono per guardare questo.
Qui ti spiego cosa cambia davvero tra le versioni, quando l'f/2.8 vale il prezzo e il peso e quando un f/4 ti rende più felice, e soprattutto cosa controllare prima di comprarne uno usato. Niente sigle di marketing: solo quello che vediamo sul banco e in laboratorio.
Perché il 24-70mm è lo zoom standard per eccellenza
Se dovessi tenere un solo obiettivo in borsa per un matrimonio, un viaggio o una giornata di reportage in città, sarebbe un 24-70mm. Non perché sia il migliore in qualcosa, ma perché è discreto in quasi tutto. Copre il grandangolo che serve per un interno stretto e arriva alla focale giusta per un ritratto a mezzo busto senza che tu debba cambiare lente. È l'obiettivo da camminata per definizione: lo monti la mattina e non lo togli fino a sera.
Per questo lo chiamiamo "standard". La gamma 24-70 racchiude le focali che l'occhio umano percepisce come naturali, senza la distorsione spinta del super-grandangolo né la compressione del tele. È il motivo per cui copre, da solo, circa l'80% degli scatti che la maggior parte dei fotografi fa davvero.
Cosa copre davvero la focale 24-70mm
Ogni estremo della gamma ha un suo lavoro preciso. Spostarsi lungo lo zoom cambia il tipo di foto che stai facendo, non solo l'inquadratura.
- 24mm — paesaggio, architettura, interni stretti, foto di gruppo dove devi includere tutti senza arretrare contro un muro.
- 35-50mm — il cuore del reportage e della street: la focale che racconta una scena con le proporzioni che l'occhio si aspetta.
- 70mm — il ritratto ambientato, dove il soggetto stacca dal fondo ma resta dentro il contesto.
Detto questo, è un obiettivo che si ferma dove serve. A 70mm non hai un vero teleobiettivo: per fotografare uno spettacolo dal fondo della sala o un animale a distanza resti corto. E non è una lente macro: la distanza minima di messa a fuoco ti permette qualche dettaglio ravvicinato, non il rapporto 1:1 di un vero macro. Chi compra un 24-70 aspettandosi che faccia anche il tele o il macro resta deluso, ma sta chiedendo all'obiettivo qualcosa che non è il suo mestiere.
Full frame, APS-C e l'equivalenza
Tutto quanto detto vale su full frame, il formato per cui il 24-70 è progettato. Su un corpo APS-C il discorso cambia, e qui si fa confusione.
Il sensore APS-C è più piccolo, quindi ritaglia l'immagine: il fattore di crop (1,5x Sony/Nikon, 1,6x Canon) trasforma un 24-70 in un equivalente 36-105mm circa. Il problema è evidente — perdi tutto il grandangolo. A 36mm equivalenti non fai più paesaggio ampio né interni stretti, e il vantaggio principale dello zoom standard svanisce.
Per questo su APS-C lo standard vero sono altri obiettivi, i 16-50mm o i 17-50mm, che restituiscono una gamma equivalente vicina al 24-75mm. Se hai un corpo APS-C, è lì che devi guardare: montare un 24-70 full frame su APS-C ha senso solo se hai già la lente e prevedi di passare al full frame.
f/2.8 contro f/4: la scelta che conta davvero
Qui si decide l'acquisto, più che sul brand o sulla generazione di lente. Tra un 24-70 f/2.8 e un f/4 ballano 400 grammi sulla tracolla e quasi mille euro sullo scontrino. La domanda giusta non è "quale è meglio", ma "lo stop in più mi serve davvero o sto pagando un numero". Per la maggior parte degli usi diurni la risposta onesta è no.
Cosa ti dà davvero lo stop in più
Uno stop significa una cosa sola: a parità di esposizione, dimezzi il tempo di posa oppure dimezzi gli ISO. A f/2.8 scatti a 1/100 dove con l'f/4 saresti a 1/50, o resti a ISO 1600 invece di salire a 3200. Sembra poco scritto così, ma al chiuso, sui matrimoni in chiesa, ai concerti e nei reportage serali quel margine è la differenza tra una foto pulita e una mossa.
Il punto è che oggi quel margine pesa meno di dieci anni fa. La stabilizzazione sul sensore recupera tre o quattro stop sui soggetti fermi, e i sensori moderni reggono ISO 6400 con un rumore gestibile. Se fotografi paesaggio, viaggio, street di giorno o ritratti all'aperto, l'f/4 chiude tranquillamente l'80% del lavoro. Lo sfocato dell'f/2.8 a 70mm è leggermente più morbido, ma su uno zoom standard non è mai il vero motivo per cui compri la lente: per il bokeh prendi un fisso.
Peso e ingombro: 900 g non sono uno scherzo
Questa è la voce che la gente sottovaluta in negozio e maledice in viaggio. Ecco i numeri reali, attacco a parte:
| Versione | Peso tipico | Prezzo usato |
|---|---|---|
| 24-70mm f/2.8 | 800-900 g | 700-1.300 € |
| 24-70mm f/4 | 400-500 g | 350-600 € |
Su una giornata di reportage a mano libera, 900 grammi appesi al corpo macchina si sentono dopo tre ore, non dopo dieci minuti. In viaggio cambia anche cosa entra nello zaino e cosa lasci a casa. Molti fotografi comprano l'f/2.8 per la sicurezza di "averlo" e poi montano sempre l'f/4 perché è quello che escono di casa volentieri.
Il consiglio pragmatico: se non lavori regolarmente in luce difficile, parti dall'f/4 e tieni i soldi risparmiati per un corpo migliore o un fisso luminoso. L'f/2.8 ha senso quando la luce scarsa è il tuo pane quotidiano, non quando capita due volte l'anno.
Le versioni per attacco: Sony, Canon, Nikon e Sigma
Lo stesso 24-70mm cambia volto a seconda dell'attacco. Su mirrorless le ottiche native battono quasi sempre le adattate dal reflex per autofocus, ingombro e resa ai bordi. Ma il prezzo varia molto, e qui il mercato dell'usato premia chi conosce le alternative terze parti.
Sony FE: GM, GM II e l'alternativa Tamron 28-75
Sony ha tre strade. Il 24-70 GM di prima generazione si trova usato intorno ai 1.000-1.100 euro: ottica eccellente, ma pesa 886 g e l'autofocus è una generazione indietro rispetto al GM II (più leggero a 695 g, raramente sotto i 1.700 usato). Per la maggior parte dei fotografi la scelta intelligente è il Tamron 28-75 G2, sui 650-750 euro usato: perdi 4mm in basso, guadagni 300 g in meno e mille euro in tasca. Monta bene su tutto, da una Sony A7 Mark II a 550 euro fino alla Sony A7r a 700 euro, dove i 36 megapixel chiedono comunque vetro decente.
Canon RF e Nikon Z: nativi contro adattati
Su Canon RF e Nikon Z il discorso adattatori conta. Se hai già un parco EF o F-mount f/2.8, l'adattatore costa 100-150 euro e l'autofocus resta ottimo: ha senso per chi migra gradualmente. Su questo passaggio abbiamo scritto una guida dedicata alla migrazione da reflex a mirrorless. Per chi parte da zero su un corpo accessibile come la Canon EOS RP a 600 euro o la Nikon Z5 a 680 euro, conviene puntare alle versioni f/4 native: l'RF 24-105 f/4 e lo Z 24-70 f/4 S stanno sui 600-800 euro usato e pesano meno della metà degli f/2.8.
Sigma e Tamron: la via intelligente al risparmio
Il Sigma 24-70 DG DN Art esiste in versione E-mount e L-mount, usato intorno ai 700-800 euro. La resa ottica è a un soffio dai nativi e spesso supera i vecchi GM di prima serie. Cosa perdi, onestamente:
- Autofocus di punta: ottimo per foto, un gradino sotto i nativi sul tracking video continuo.
- Tropicalizzazione: presente ma meno spinta dei flagship; sotto pioggia battente non lo userei senza riparo.
- Firmware: aggiornamenti meno frequenti rispetto alle case madri.
Per il 90% degli usi non te ne accorgi. Per il restante 10% — matrimoni sotto la pioggia, video a pagamento — il nativo si ripaga.
Su quali corpi monti un 24-70mm (e quali abbiamo in catalogo)
Un 24-70mm dà il meglio su full frame, perché è lì che la gamma 24-70 resta davvero 24-70. Su un corpo APS-C lo zoom funziona, ma il sensore taglia i bordi e ti ritrovi un equivalente 36-105: hai perso il grandangolo proprio dove serviva. Per questo il primo ragionamento da fare non è "quale zoom", ma "su che corpo lo monto".
I full frame d'ingresso: dove parte la coppia corpo + zoom
Per chi vuole entrare nel full frame senza spendere 2.000 euro di solo corpo, l'usato apre una porta concreta. Questi sono i body più sensati su cui montare un 24-70, con prezzi reali che abbiamo oggi a banco:
| Corpo | Prezzo | Perché ha senso |
|---|---|---|
| Sony A7 Mark II | 550 euro | Il full frame stabilizzato più economico in casa, attacco E pieno di zoom usati |
| Canon EOS RP | 600 euro | Leggero, attacco RF moderno, ideale per chi parte da zero su Canon |
| Nikon Z5 | 680 euro | Doppio slot, mirino ottimo, stabilizzazione sul sensore. Il più completo della fascia |
| Sony A7r | 700 euro | Alta risoluzione per chi stampa o ritaglia, stesso attacco E della A7 II |
| Canon EOS R | 800 euro | Un gradino sopra la RP per costruzione e mirino, sempre attacco RF |
Con una di queste basi più un 24-70 usato copri eventi, viaggio e ritratto ambientato senza cambiare obiettivo. La A7 II a 550 euro con un 24-70 f/4 nativo resta sotto i 1.000 euro complessivi: difficile fare meglio in full frame.
E se hai un APS-C?
Su Sony a6600 (800 euro) o Nikon Z50 Mark II (780 euro) un 24-70 full frame ci si monta, ma è la scelta sbagliata. Lo zoom è grande, pesa il doppio del corpo e sbilancia tutto in avanti. Soprattutto, sul crop diventa un 36-105: addio grandangolo.
Su questi corpi ha più senso uno zoom standard pensato per APS-C, tipo un 16-50 o 18-50, che ti restituisce un campo visivo equivalente vicino al 24-70 vero, costa meno e pesa la metà. Il 24-70 full frame tienilo per quando passi al sensore intero, non prima.
Cosa controllare prima di comprare un 24-70mm usato
Su un 24-70mm i graffi frontali sono l'ultimo dei problemi. Questo è uno zoom complesso: 15-18 lenti in movimento, un barilotto che si allunga, ingranaggi che dopo dieci anni di reportage hanno macinato chilometri. I difetti veri stanno dentro e si testano in un minuto, se sai dove guardare.
Zoom creep, gioco dell'elicoide e barilotto
Tieni l'obiettivo verticale con la baionetta in alto e osserva: se il barilotto scende da solo per gravità, hai uno zoom creep. Su un 24-70 estensibile è il segno che la frizione interna è consumata. Fastidioso in macro o cavalletto inclinato, raramente bloccante, ma è leva di trattativa.
Poi prendi la ghiera dello zoom e muovila micro-avanti e indietro: un play meccanico sul barilotto esteso a 70mm dice che l'elicoide ha gioco. Un conto è qualche decimo di millimetro, fisiologico dopo anni; un conto è un wobble evidente con clic. Quello costa caro da rettificare.
Lenti interne: funghi, separazione e polvere
Con uno zoom 15+ lenti la probabilità di trovare qualcosa dentro è più alta che su un fisso. Non tutto è grave. Distingui:
- Polvere interna — quasi sempre innocua. Granelli sparsi non toccano la resa, sono normali su un usato. Non pagarli come difetto, ma non farteli passare per "perfetto".
- Funghi (fungus) — ragnatele biancastre sul vetro. Crescono nell'umido, si propagano e mangiano il trattamento. Da evitare, punto.
- Separazione del balsamo — aloni iridescenti dai bordi dei gruppi incollati. Irreversibile, peggiora con il calore. Scarta.
Punta una torcia obliqua attraverso le lenti, a tutta apertura e zoomando: funghi e separazione saltano fuori subito, la polvere resta innocua.
AF e contatti elettronici
Metti a fuoco a 24, 35, 50 e 70mm su un soggetto contrastato. L'AF deve agganciare deciso a ogni focale, senza pompare avanti e indietro cercando il punto. Su versioni reflex adattate a mirrorless controlla i contatti: se ossidati o anneriti, l'AF cade in modo intermittente e l'EXIF perde i dati di diaframma.
Questi controlli li fai tu in negozio se ti lasciano provare. Da privato spesso non puoi, ed è lì che la garanzia sull'usato fa la differenza: copre proprio i difetti interni che a occhio non vedi.
Quando il 24-70mm NON è la scelta giusta
Il 24-70 è uno zoom che fa tutto discretamente, e proprio per questo non fa nulla in modo eccellente. Ci sono almeno due fotografi a cui consiglio di tenere i soldi in tasca o di spenderli diversamente: chi vive di ritratto e chi vuole davvero viaggiare leggero. Se ti riconosci in uno dei due, un 24-70 f/2.8 da 800 grammi è il compromesso sbagliato.
Se fai soprattutto ritratto
A 70mm f/2.8 il 24-70 ti dà un mezzo busto onesto, ma lo sfocato resta piatto rispetto a un fisso luminoso. Un 85mm f/1.8 o un 50mm f/1.8 usato lavora su tutt'altro piano: due stop e mezzo di luce in più, separazione soggetto-sfondo che lo zoom non raggiunge, e bokeh più morbido sui punti luce dietro al soggetto.
Il bello è che costano meno. Un 50mm f/1.8 usato lo trovi spesso sotto i 200 euro, un 85mm f/1.8 intorno ai 300-400. Se il ritratto è il tuo 70% degli scatti, prendi prima il fisso e tieni un kit zoom economico per il resto. Ne ho parlato in dettaglio nella guida ai migliori obiettivi da ritratto usati: i numeri parlano chiaro.
Se viaggi leggero
Un 24-70 f/2.8 più corpo full frame ti mette al collo 1,5 kg che senti dopo due ore di cammino. Per chi scatta paesaggio e street di giorno, l'apertura f/2.8 serve raramente, e quel peso diventa un freno.
Le alternative sensate, in ordine di compattezza:
- 24-105 f/4 — più escursione, mezzo chilo in meno, copre dal grandangolo al piccolo tele. La scelta da viaggio per eccellenza.
- Pancake o fisso compatto — un 40mm o un 35mm pancake sta in tasca. Ti obbliga a muoverti, ma riduci il sistema a qualcosa che porti sempre.
- Zoom standard f/4 — se proprio vuoi lo zoom, la versione f/4 dello stesso 24-70 pesa 400-500 g e costa la metà.
La regola che ripeto al banco: compra l'obiettivo per quello che fai l'80% del tempo, non per il caso raro. Se quel caso raro è il matrimonio al chiuso o il concerto, allora sì, l'f/2.8 ha senso. Altrimenti stai pagando peso e prezzo per uno stop che non userai.
Quanto risparmi davvero comprando usato
Un 24-70mm f/2.8 usato in buone condizioni costa tra 700 e 1.300 euro, contro i 1.800-2.500 del nuovo a listino. La forbice sembra enorme, ma va letta con attenzione: dipende dall'attacco, dalla generazione e da quanto il modello è ricercato. Un Sigma 24-70 f/2.8 DG DN parte più in basso di un Sony GM, anche da usato.
Il punto che pochi considerano: il nuovo non si paga sempre a prezzo pieno. Quando un produttore lancia la versione II di un obiettivo, la versione I scende del 20-30% da rivenditore, e a quel punto il delta con l'usato si assottiglia. Prima di firmare un usato a 1.250 euro, controlla cosa costa il nuovo della generazione precedente in promo.
Le tre fasce di prezzo
Ho diviso lo scenario in tre categorie reali. I prezzi usato sono riferiti a esemplari testati, non a fondi di magazzino senza garanzia.
| Categoria | Nuovo | Usato | Risparmio |
|---|---|---|---|
| f/2.8 nativo (Sony GM, Nikon S, Canon RF, Sony GM II) | 1.800-2.500 € | 900-1.300 € | 35-50% |
| f/4 nativo (kit pro, Sony FE, Canon RF f/4) | 900-1.300 € | 450-700 € | 40-50% |
| Terze parti f/2.8 (Sigma DG DN, Tamron) | 900-1.200 € | 600-850 € | 25-35% |
La fascia dove l'usato conviene di più è la f/2.8 nativa: lì il risparmio assoluto supera spesso i 1.000 euro, e questi obiettivi invecchiano poco perché sono già al limite ottico. La fascia terze parti rende meno in percentuale, semplicemente perché il nuovo costa già poco: a volte vale la pena prendere il Sigma nuovo con garanzia piena.
Lo stesso ragionamento sui corpi vale per gli obiettivi: comprare la generazione precedente testata batte spesso l'ultima novità a prezzo pieno. Ne ho parlato nel confronto Sony A7 III vs A7 IV: vale la pena il salto sull'usato, dove il delta di prezzo racconta più delle schede tecniche.
Da noi ogni zoom in queste fasce passa dal laboratorio prima di entrare a catalogo: il prezzo usato che leggi include il test, non è una scommessa al buio.
Cosa facciamo noi al laboratorio su ogni zoom
Uno zoom standard ha più parti mobili di qualsiasi fisso, e ogni parte mobile è un punto che può cedere. Per questo un 24-70mm che entra in negozio non passa lo stesso controllo di un 50mm f/1.8: lo apriamo, lo smontiamo nelle parti accessibili e lo testiamo a tutte le focali, non solo a 24 e a 70.
Ecco i passaggi che facciamo su ogni zoom standard prima di metterlo in vetrina:
- Test dell'elicoide a tutte le focali. Estendiamo e ritraiamo la canna decine di volte cercando gioco laterale, scatti irregolari o punti duri. Un play che a 24mm non senti diventa evidente a 70mm con la lente tutta fuori.
- Prova dello zoom creep. Puntiamo l'obiettivo verso il basso e verso l'alto: se la canna scende o sale da sola sotto il proprio peso, lo segnaliamo. Su un 800 g è un difetto che peggiora nel tempo, non un dettaglio.
- Ispezione delle lenti interne in controluce. Con una torcia puntata di taglio cerchiamo funghi, separazione del balsamo e polvere mobile nei gruppi interni, dove un controllo frontale veloce non arriva mai.
- Test AF su tutta l'escursione. Verifichiamo che la messa a fuoco agganci e tenga sia a 24mm sia a 70mm, perché un motore stanco spesso cede solo a una delle due estremità.
- Controllo del decentramento ottico. Scattiamo su un piano frontale a f/2.8 e f/4 e confrontiamo gli angoli: se un lato resta molle mentre l'altro è nitido, l'elemento è disallineato e l'obiettivo non passa.
Quando un difetto è recuperabile lo sistemiamo in laboratorio; quando non lo è, lo zoom non finisce in vendita. È un filtro che ci costa tempo ma evita resi e clienti scontenti. Su un oggetto meccanico complesso come un 24-70mm questo lavoro pesa più che sul corpo macchina: l'ottica la userai per anni su corpi diversi, e un play ignorato oggi diventa una riparazione da 200 euro fra due stagioni.
Ogni zoom che vendiamo esce con due anni di garanzia, perché dopo questi test sappiamo cosa stiamo mettendo nelle tue mani. Se vuoi capire perché la garanzia sull'usato cambia davvero le cose e non è una formula scritta sul cartellino, ne abbiamo parlato qui: perché la garanzia sull'usato fa la differenza.
Domande frequenti
Conviene un 24-70mm f/2.8 o due obiettivi fissi?
Dipende dall'uso. Se cambi inquadratura di continuo a eventi e matrimoni, lo zoom vince per praticità. Se cerchi massima qualità e sfocato per ritratto o reportage ragionato, due fissi come un 35 f/1.8 e un 85 f/1.8 costano meno e rendono di più.
Posso usare un 24-70mm full frame su una fotocamera APS-C?
Sì, ma diventa un equivalente ~36-105mm: perdi tutto il grandangolo a 24mm, che spesso è il motivo per cui lo compri. Su APS-C ha più senso uno zoom standard dedicato come un 16-50 o 17-50.
Quanti 'scatti' ha un obiettivo usato? Come ne valuto l'usura?
Gli obiettivi non contano gli scatti come i corpi. L'usura si valuta su gioco meccanico dell'elicoide, fluidità dello zoom, stato delle lenti e precisione dell'autofocus. Sono proprio i test che facciamo in laboratorio prima di mettere in vendita.
Un 24-70mm di terze parti come Sigma o Tamron è affidabile sull'usato?
Sì. Le ultime serie Sigma DG DN Art e Tamron G2 hanno qualità ottica vicina ai nativi a prezzo inferiore. Rinunci a un filo di velocità AF di punta e talvolta alla tropicalizzazione completa, ma per la maggior parte degli usi non te ne accorgi.
Lo zoom 'scende da solo' quando punto in basso: è un difetto grave?
Si chiama zoom creep ed è un segno di usura dell'elicoide. Su un esemplare molto usato è comune e non sempre compromette le foto, ma è un punto su cui trattare il prezzo. Conta verificarlo prima dell'acquisto.
Vale la pena adattare un vecchio 24-70mm per reflex sulla mia mirrorless?
Per risparmiare può avere senso se hai già l'obiettivo o lo trovi a prezzo basso. Su un acquisto da zero, però, le versioni native rendono meglio in autofocus e ingombro. Valuta caso per caso.
Quanto pesa davvero un 24-70mm f/2.8 in una giornata di scatto?
Tra 800 e 900 grammi solo l'obiettivo, a cui aggiungi il corpo. Su una giornata intera a mano libera si sente. Se cammini molto o viaggi leggero, un f/4 da 400-500 grammi cambia l'esperienza.
Stai cercando il tuo 24-70mm usato? Parliamone
Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.
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Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.