In sintesi
- Le tre focali classiche per ritratto sono 85mm, 50mm e 135mm su full frame; su APS-C scalano a circa 56mm, 35mm e 90mm equivalenti.
- Un 85mm f/1.8 usato sotto i 400 euro batte quasi sempre un 85mm f/1.4 nuovo da 1.500 euro per chi non scatta in studio.
- Sull'usato i controlli critici sono iris oleoso, decentramento, funi diaframma elettronico e motore AF: tre minuti di test risparmiano riparazioni da 200 euro.
- Vintage adattati funzionano bene per ritratto stilizzato ma perdono autofocus: senso solo se accetti messa a fuoco manuale al 100%.
Ogni settimana mi capita la stessa scena al banco. Entra qualcuno con la sua mirrorless nuova, kit zoom 18-50mm, e mi chiede l'obiettivo giusto per fare ritratti ai figli o alla compagna. Il kit zoom non sbaglia, è semplicemente fatto per altro: per il ritratto serve focale lunga e diaframma aperto, due cose che lo zoom base non offre.
In questa guida ti dico cosa cerco io quando un cliente mi chiede consiglio su un'ottica ritratto, cosa controllo in laboratorio prima di rivendere un obiettivo usato, e quali abbinamenti corpo-ottica funzionano davvero senza spendere cifre da professionista. Niente classifiche generiche da Top 10: scelte concrete con motivazioni.
Cosa cerchiamo davvero in un obiettivo da ritratto
Un buon obiettivo da ritratto fa tre cose: separa il soggetto dallo sfondo, restituisce la pelle in modo credibile, mette a fuoco dove dici tu senza farti perdere lo scatto. Tutto il resto — il prezzo, il logo rosso sulla ghiera, il numero di lenti asferiche nello schema ottico — viene dopo. Prima di guardare i modelli specifici conviene capire cosa stiamo davvero comprando quando spendiamo da 200 a 1.500 euro per un'ottica fissa.
Focale: perché compri compressione, non zoom
La focale lunga non ti avvicina al soggetto, schiaccia i piani. È una differenza che cambia tutto. Un 50mm a due metri dal viso restituisce naso e zigomi con proporzioni più marcate; lo stesso viso ripreso con un 135mm a cinque metri appare più piatto, con i lineamenti compressi e lo sfondo che sembra incollato dietro la testa.
Quella compressione è il motivo per cui le focali medio-lunghe lusingano i volti. Non perché "sfocano di più", ma perché correggono la distorsione prospettica che il grandangolo accentua. Se scatti a un metro e mezzo con un 35mm, il naso del soggetto diventa il protagonista. Con un 85mm alla stessa inquadratura sei a tre metri e la geometria del viso torna naturale.
Apertura: lo sfocato è uno strumento, non un obiettivo
F/1.4 sembra sempre meglio di f/1.8, finché non lo usi davvero. A tutta apertura su un 85mm la profondità di campo a due metri è di circa 5 centimetri: occhio a fuoco, orecchio già morbido. Se sbagli di pochi centimetri la messa a fuoco, lo scatto è da buttare.
Ecco quando ogni apertura ha senso:
- f/1.4: ritratto stilizzato, piano ravvicinato, soggetto fermo, condizioni di luce difficili. Costa il triplo, pesa il doppio, lavora bene solo se chiuso almeno a f/2.
- f/1.8: il punto di equilibrio per il 90% dei ritrattisti. Sfocato sufficiente, peso contenuto, prezzo onesto, nitidezza già ottima a tutta apertura sui modelli moderni.
- f/2.8: zoom da reportage e matrimoni. Sfocato sufficiente per isolare a focali lunghe (135mm, 200mm), molta più versatilità.
Bokeh, micro-contrasto, transizioni: cosa guardare
Le specifiche non ti dicono come l'obiettivo disegna. Due 85mm f/1.8 della stessa generazione possono produrre file molto diversi. Quando valutiamo un'ottica in laboratorio guardiamo la forma delle luci puntiformi sfocate (le "bolle" di bokeh dovrebbero essere tonde, non a limone verso i bordi), come il fuoco transita verso il fuori fuoco (una transizione brusca crea il classico effetto "cartone"), e il micro-contrasto sulla pelle illuminata di taglio.
Sono caratteristiche che vedi solo aprendo i RAW al 100%. Per questo, sull'usato, contano tanto le recensioni di chi ha davvero stampato e ritoccato i file, non i grafici MTF dei produttori.
Le tre focali classiche: 85mm, 50mm, 135mm
Nel ritratto su pieno formato esistono tre focali che hanno superato indenni cinquant'anni di evoluzione tecnica: 85mm, 50mm e 135mm. Non è nostalgia, è geometria. Queste lunghezze focali producono proporzioni del viso e separazioni dallo sfondo che il nostro occhio legge come "naturali" o "cinematografiche". Su APS-C i valori scalano per il fattore di crop: circa 56mm, 35mm e 90mm equivalenti diventano i nuovi riferimenti.
85mm: lo standard per ritratto in mezzo busto
L'85mm è considerato il re del ritratto per due ragioni misurabili. La prima è la distanza di lavoro: per inquadrare un mezzo busto stai a circa 2,5-3 metri dal soggetto, abbastanza vicino per dirigerlo a voce, abbastanza lontano per non invadere il suo spazio. La seconda è la resa delle proporzioni del viso. A questa focale naso, zigomi e orecchie restano nel rapporto che il cervello riconosce come fedele, senza l'allungamento che si vede a 35mm né lo schiacciamento eccessivo dei tele lunghi.
La compressione moderata aiuta a separare il soggetto dallo sfondo già a f/2.8, e diventa drammatica a f/1.8. Per chi inizia, un 85mm f/1.8 è la scelta che dà più resa per euro speso in tutto il sistema fotografico.
50mm: l'ottica ambientale e da quotidiano
Il 50mm fa un altro mestiere: il ritratto contestualizzato. Includi parte dell'ambiente — la finestra, il muro di mattoni, il bancone del bar — e racconti chi è la persona, non solo come è fatta in faccia. La distanza di lavoro scende a 1,5-2 metri per un mezzo busto, con un coinvolgimento maggiore tra fotografo e soggetto.
Su APS-C il 50mm diventa equivalente 75mm e cambia lavoro: si trasforma in un ritrattista quasi puro, perdendo la vocazione ambientale. È il motivo per cui chi ha un corpo APS-C con un 50mm f/1.8 in cassetto ha già, di fatto, un'ottica da ritratto decente senza saperlo.
135mm: per i puristi del primo piano
Il 135mm è la focale del primo piano stretto e della compressione estrema. La distanza di lavoro sale a 4-5 metri per un mezzo busto, lo sfondo si schiaccia, il bokeh si scioglie in modo che nessuna focale più corta riesce a replicare.
I limiti sono altrettanto evidenti:
- Spazio richiesto: in casa o in studi piccoli sotto i 5 metri di profondità non riesci a inquadrare nemmeno una figura intera.
- Comunicazione: a 5 metri di distanza dirigere il soggetto significa alzare la voce o usare un assistente.
- Peso e prezzo: i 135mm f/1.8 luminosi sono lenti grandi, sopra il chilo, e costano il doppio di un 85mm di pari apertura.
È un'ottica da chi sa già cosa vuole. Come secondo obiettivo specialistico, non come primo acquisto.
Apertura massima: quanto serve davvero f/1.4
La differenza tra f/1.4 e f/1.8 è uno stop di luce. Sul prezzo è il triplo, sul peso quasi il doppio, sulla resa pratica spesso impercettibile. Vale la pena solo se sai esattamente perché ti serve.
f/1.4: paghi il triplo per uno stop di luce
Un 85mm f/1.4 nuovo da 1.500 euro pesa 950-1.100 grammi e a tutta apertura ha una profondità di campo di pochi centimetri a distanza ritratto. Se metti a fuoco sull'occhio destro, il sinistro è già morbido. Se il soggetto si muove di mezzo passo, hai sbagliato lo scatto.
L'autofocus a f/1.4 lavora in condizioni difficili: meno tolleranza al front/back focus, più richiesta sul motore. Sui corpi mirrorless recenti con eye-AF la situazione migliora molto, ma sulle reflex usate il tasso di scarto a tutta apertura supera spesso il 30%. In studio con flash, dove chiudi a f/5.6-f/8 per avere tutto il viso a fuoco, l'apertura massima diventa irrilevante.
Ha senso pagare l'f/1.4 in tre casi reali:
- Reportage matrimoniale in chiesa con luce ambiente, dove ogni stop in più ti tiene gli ISO sotto 6400.
- Ritratto editoriale con look bokeh estremo come scelta stilistica voluta.
- Lavoro professionale dove il cliente paga la resa specifica di un Sigma Art o di un G Master.
f/1.8: il rapporto qualità-prezzo che ha senso al 90% dei casi
Un 85mm f/1.8 usato sta tra 250 e 400 euro a seconda del mount, pesa 350-400 grammi e a tutta apertura produce uno sfocato già più che sufficiente per separare il soggetto dal fondo. La differenza visiva con l'f/1.4 a parità di distanza si nota sul monitor calibrato, non sui social.
Per chi fa ritratto come secondo lavoro, per famiglia, per progetti personali, l'f/1.8 è la scelta corretta. Il Nikon 85mm f/1.8G, il Canon EF 85mm f/1.8 USM, il Sony FE 85mm f/1.8 sono tutti obiettivi onesti che girano tra i 280 e i 400 euro sull'usato e fanno il lavoro senza compromessi visibili.
f/2.8 zoom: quando ha senso rispetto a un fisso
Il 70-200 f/2.8 è uno strumento diverso. Non è un sostituto del fisso luminoso, è un'altra macchina. Pesa 1.400-1.500 grammi, costa sull'usato tra 700 e 1.300 euro, e ha senso quando devi coprire la cerimonia in chiesa, il ricevimento, il reportage aziendale dove non puoi cambiare lente ogni due minuti.
A f/2.8 e 200mm la profondità di campo è simile a un 85mm f/1.4 a media distanza, quindi lo sfocato c'è. Quello che perdi è la luce in interni bui e il peso al collo dopo otto ore. Per il ritratto puro in posa, un fisso f/1.8 resta più leggero, più nitido al centro e meno della metà del prezzo.
Sistema e mount: scegli l'obiettivo che il tuo corpo regge
Il mount del tuo corpo decide il 70% delle ottiche che puoi permetterti realisticamente. Comprare un 85mm fantastico per uno standard che il tuo sistema non monta nativamente significa pagare un adattatore, perdere AF veloce e accettare compromessi. Prima di scegliere l'obiettivo, guarda cosa hai in mano.
Sony E-mount: l'ecosistema più ricco nell'usato
Sony ha vinto la guerra del parco ottiche usato, e la Sony A7 Mark II a 550 euro è la prova: un full frame stabilizzato a 5 assi con accesso a tutto il catalogo FE nativo, più adattatori funzionanti per Canon EF, Minolta A e Leica M. Per ritratto questo significa un Samyang AF 85mm f/1.4 FE intorno ai 400-500 euro, oppure un Sony FE 85mm f/1.8 sui 450 euro nell'usato.
Su APS-C la Sony A6000 a 360 euro resta la base più intelligente per chi parte da zero. Con un Sigma 56mm f/1.4 DC DN (equivalente 84mm) costruisci un kit ritratto compatto sotto i 700 euro complessivi che produce file da copertina. Il limite del corpo è il mirino, non la qualità d'immagine.
Canon RF e EF: due binari, due strategie
La Canon EOS RP a 600 euro è full frame nativo RF, ma il parco usato RF è ancora caro. La strategia vera è l'adattatore EF-RF originale Canon (circa 100 euro): apre l'accesso a tutta la storia delle ottiche EF, comprese gemme come l'85mm f/1.8 USM, in commercio dal 1992 e reperibile usato sotto i 300 euro. Funziona a piena velocità, niente perdita di stop, AF nativo.
Se invece hai ancora una reflex EF (5D Mark II, 6D, 80D), le stesse ottiche le monti dirette. Su come orientarsi tra i sistemi abbiamo scritto un confronto dedicato: Canon vs Nikon vs Sony: quale scegliere.
Fuji X e Micro Quattro Terzi: APS-C e 4/3 per ritratto
Su sensori più piccoli le focali si scalano. Sintesi rapida:
- Fujifilm APS-C (crop 1.5x): il 56mm f/1.2 dà l'equivalente 85mm su full frame. La Fujifilm X-T1 a 380 euro abbinata al 56mm f/1.2 usato fa ritratti che competono con full frame da 2.000 euro.
- Micro 4/3 (crop 2x): il 45mm f/1.8 equivale a 90mm. La Olympus OM-D E-M1 mark II a 600 euro più questo 45mm sta sotto gli 800 euro totali e pesa meno di un kg.
Lo svantaggio del crop è il bokeh: a parità di equivalenza focale e apertura, lo sfocato è meno marcato. Per molti tipi di ritratto—ambientato, lifestyle, reportage—è un non-problema. Per beauty stretto su full frame f/1.4 fa ancora la differenza.
Vintage adattati: bokeh d'epoca a prezzo basso
Un Helios 44-2 da 60 euro produce uno swirly bokeh che nessun obiettivo moderno replica. È questo il motivo per cui il vintage adattato resiste: carattere ottico riconoscibile a una frazione del costo. Ma il prezzo lo paghi in workflow, non in euro.
Helios 44, Takumar 55mm, Pentacon 135mm: i classici sotto i 100 euro
Tre vetri sovietici e tedeschi che girano da decenni nei mercatini e mantengono un loro perché sui sensori moderni.
- Helios 44-2 58mm f/2 (40-80 euro, attacco M42): bokeh "swirly" ai bordi quando lo sfondo ha luci puntiformi. Resa morbida a f/2, contrasto basso. Equivalente a circa 87mm su APS-C, lunghezza ritratto perfetta.
- Super Takumar 55mm f/1.8 (60-100 euro, attacco M42): vetro thoriato leggermente giallo nelle versioni vecchie, ottima nitidezza già a f/2.8, resa cromatica calda che molti cercano apposta in postproduzione.
- Pentacon 135mm f/2.8 (50-90 euro, attacco M42): il "bokeh monster" a 15 lamelle. Pesante (650 grammi), ma su full frame mirrorless costruisci un 135mm f/2.8 con sfocato denso a meno di 100 euro totali.
Anche Jupiter-9 85mm f/2 e Carl Zeiss Jena Pancolar 50mm f/1.8 entrano in questa fascia, ma diventano sempre più difficili da trovare in condizioni decenti.
Adattatori: economici vs con conferma fuoco
L'adattatore meccanico per M42 verso Sony E o Canon RF costa 15-25 euro su Amazon e fa il suo lavoro: tiene il vetro alla giusta distanza dal sensore. Per Nikon Z e Fuji X stessa fascia.
L'adattatore con chip che invia conferma fuoco e dati EXIF al corpo costa 60-90 euro. Serve davvero solo se la tua macchina non ha focus peaking o ingrandimento live view rapido. Su Sony A7 III, Fuji X-T3 e qualsiasi mirrorless degli ultimi sei anni il peaking è preciso e l'adattatore base basta. Spendi 80 euro solo se usi reflex DSLR con mirino ottico, dove la conferma fuoco diventa l'unico riferimento affidabile.
Limiti reali: niente AF, esposimetro stop-down
Il vintage adattato è messa a fuoco manuale al 100%. Niente eye-AF, niente tracking, niente recupero al volo se il soggetto si muove. Per ritratto in posa controllata funziona, per bambini che corrono no.
L'esposimetro lavora in stop-down: chiudi il diaframma e la macchina misura la luce reale. Su mirrorless è trasparente, su reflex il mirino diventa scuro a f/8 o f/11. Aggiungi assenza di stabilizzazione (a meno di IBIS sul corpo) e capisci perché questi vetri hanno senso solo se accetti il workflow lento. Quando lo accetti, regalano una resa che un Sony 85mm f/1.8 da 500 euro, perfetto in tutto, semplicemente non ha.
Cosa controllare in un obiettivo usato prima di pagare
Tre minuti di test al banco evitano riparazioni da 200 euro. Gli obiettivi usati hanno difetti specifici, ricorrenti, riconoscibili senza strumenti. Se compri da privato e non sai cosa guardare, paghi a scatola chiusa. Per il quadro generale sull'usato c'è il nostro articolo sui 5 errori da non fare comprando una fotocamera usata, qui andiamo dritti sulle ottiche.
Iris oleoso e lamelle del diaframma
L'iris oleoso è il difetto numero uno sui fissi luminosi vecchi di 10-20 anni. Lubrificante delle lamelle che migra sulla superficie del diaframma e lo rende lento o bloccato. Lo riconosci così:
- Smonta l'obiettivo dal corpo e guarda dal lato baionetta.
- Premi la levetta di chiusura del diaframma (su Canon EF è meccanica, su Nikon AI-S c'è la slitta).
- Le lamelle devono chiudersi e riaprirsi istantanee, secche.
- Se vedi righe luccicanti sulle lamelle o un movimento gommoso, è oleoso.
Sui 50mm f/1.4 anni '90 e sui 100mm macro vintage è quasi epidemico. Riparazione 80-150 euro in laboratorio, non è la fine del mondo, ma sul prezzo deve incidere.
Decentramento e nitidezza ai bordi
Il decentramento è quando un gruppo di lenti si è spostato dall'asse ottico, di solito dopo una caduta. Test rapido: muro liscio, distanza 2 metri, obiettivo a tutta apertura, fuoco al centro. Scarica e ingrandisci al 100% i quattro angoli. Se un angolo è nettamente più morbido degli altri tre, c'è decentramento. Differenza fisiologica tra centro e bordi sì, ma asimmetrica tra angoli no.
Motore AF: ronzii, lentezza, hunting
Sui motori a vite (Nikon AF-D, Pentax K) un ronzio meccanico è normale, è il corpo che muove le lenti. Sui motori interni USM, SWM, STM il funzionamento deve essere silenzioso e lineare. Campanelli d'allarme:
- Hunting infinito anche con luce buona e soggetto contrastato — motore o encoder andati.
- Scatti improvvisi e rumori di plastica che sfrega — ingranaggi consumati.
- AF che parte solo dopo 2-3 mezze pressioni — contatti o flat cable.
Funi e contatti elettronici
Sulle ottiche mirrorless i contatti sporchi causano errori firmware che sembrano guasti gravi. "Errore obiettivo", esposizione impazzita, EXIF senza dati apertura. Prima di considerarlo rotto, pulisci i contatti dorati con una gomma morbida o un panno in microfibra. Un terzo dei "guasti" che ci portano sono questo. Sui modelli con baionetta interna a film flessibile, invece, una crepa sul flat cable è terminale e si riconosce solo aprendo: tienine conto se il prezzo è troppo basso senza motivo apparente.
Budget reali: cosa prendere a 200, 400 e 800 euro
Le tre soglie di prezzo che vedo passare al banco ogni settimana sono queste: 200, 400 e 800 euro. Sotto i 200 entri nel mondo del primo fisso luminoso. A 400 ti porti a casa un 85mm f/1.8 che fa il 90% del lavoro di un f/1.4 da 1.500 euro. A 800 inizi a comprare ottiche che dieci anni fa erano roba da matrimonialisti professionisti.
Sotto 200 euro: il primo fisso luminoso
Il 50mm f/1.8 è la scelta universale a questo budget, indipendentemente dal mount. Pesa poco, costa poco, apre a f/1.8 e ti insegna a comporre con una focale fissa.
- Canon EF 50mm f/1.8 STM — 100-130 euro usato. Motore STM silenzioso, AF decente, plastica ma vetro onesto.
- Nikon AF-S 50mm f/1.8G — 130-160 euro. Più solido del Canon, resa centrale eccellente già a f/2.
- Sony FE 50mm f/1.8 — 150-180 euro. AF lentino e rumoroso, ma su sensore full frame Sony rende benissimo.
- Fujifilm XF 50mm f/2 WR — 250 euro usato (sopra soglia ma vale la nota). Tropicalizzato, AF rapidissimo, equivalente 75mm su APS-C: di fatto un mini-ritrattistico.
Su APS-C il 50mm diventa un equivalente 75-80mm: già una focale da ritratto vera, non un normale.
300-400 euro: l'85mm f/1.8 che cambia tutto
Qui succede il salto qualitativo netto. L'85mm f/1.8 è la focale storica da ritratto su full frame e a questo prezzo trovi versioni eccellenti.
- Canon EF 85mm f/1.8 USM — 280-350 euro. Vecchio del 1992 ma vetro ancora valido, AF USM rapido, leggero (425g).
- Nikon AF-S 85mm f/1.8G — 350-420 euro. Probabilmente il miglior rapporto qualità/prezzo del catalogo Nikon ritrattistico.
- Sony FE 85mm f/1.8 — 400-480 euro. Nativo E-mount, AF veloce e silenzioso, peso piuma (370g).
- Fujifilm XF 56mm f/1.2 R (prima versione) — 450-550 euro. Equivalente 85mm su APS-C, una delle ottiche più amate del sistema X.
Rispetto al 50mm kit la differenza è evidente: compressione prospettica corretta, sfocato più morbido, separazione soggetto-sfondo che il 50mm non riesce a dare alle stesse aperture.
600-800 euro: ottiche professionali di seconda mano
A questa soglia entrano ottiche che sul nuovo costano il doppio o il triplo. Tre direzioni concrete:
- Sigma 85mm f/1.4 Art (per Canon EF, Nikon F, Sony E) — 600-750 euro usato. Pesa un mattone (1.130g) ma la resa a f/1.4 è leggendaria.
- Canon EF 85mm f/1.4L IS USM — 800-950 euro usato. Stabilizzato, tropicalizzato, una delle migliori ottiche da ritratto mai prodotte da Canon.
- Nikon AF-S 105mm f/1.4E ED — 800-1.000 euro. Focale leggermente più lunga, sfocato che ha fatto storia.
A questo budget il consiglio resta valido: meglio un f/1.4 di seconda generazione usato che un f/1.4 di prima generazione nuovo. Le ottiche moderne hanno fatto un salto reale negli ultimi sette-otto anni, soprattutto nella correzione dell'aberrazione cromatica a tutta apertura.
Abbinamenti corpo + ottica: kit completi sotto i 1.000 euro
Il bello del ritratto sull'usato è che non serve sforare i 1.000 euro per portare a casa un kit che lavora davvero. Qui ci sono quattro combinazioni reali, costruite sui corpi che abbiamo a stock oggi e sulle ottiche che vediamo passare con più frequenza al banco. Ogni kit ha un carattere preciso: scegli quello che corrisponde al modo in cui scatti, non quello con la scheda tecnica più lunga.
Sony A6000 + 50mm f/1.8 OSS: ritratto APS-C a 600 euro totali
La Sony A6000 a 360 euro più un 50mm f/1.8 OSS usato intorno ai 220-240 euro chiude il kit a circa 600 euro. L'equivalenza è 75mm, leggermente più corta dell'85mm classico ma perfetta per ritratto a mezzo busto e ambientato. Il sistema pesa meno di 600 grammi totali, l'autofocus è veloce sui volti fermi e l'OSS sull'obiettivo aiuta quando scendi sotto 1/60. Per chi parte oggi, è il rapporto qualità/prezzo migliore del panorama mirrorless usato.
Sony A7 II + Samyang 85mm f/1.4 manuale: full frame a 850 euro
La Sony A7 Mark II parte da 550 euro nel nostro stock. Aggiungi un Samyang 85mm f/1.4 usato intorno ai 280-300 euro e sei sotto gli 850 euro con un kit full frame e un'ottica f/1.4 vera. Il compromesso è la messa a fuoco manuale: il focus peaking della A7 II la rende gestibile, ma se fotografi bambini o eventi dinamici questo kit non è per te. Per ritratto posato, in ambiente controllato, la resa a tutta apertura è notevole.
Canon EOS RP + RF 50mm f/1.8 STM: full frame compatto da 800 euro
La Canon EOS RP a 600 euro più un RF 50mm f/1.8 STM usato sui 180-200 euro fa un kit full frame leggerissimo, sotto i 700 grammi. È il kit che consigliamo a chi viene dal telefono e vuole il sensore pieno senza imparare a usare obiettivi pesanti. L'AF eye-detection è affidabile, il file Canon esce già piacevole sui toni pelle e l'RF 50 ha una resa morbida ma incisa nel punto giusto.
Fujifilm X-T1 + 56mm f/1.2 usato: il look 'pellicola' Fuji
La Fujifilm X-T1 a 380 euro abbinata a un XF 56mm f/1.2 usato (520-580 euro nel mercato) chiude il kit appena sopra i 900 euro. Equivalenza 85mm, apertura f/1.2 reale, simulazioni pellicola Fuji direttamente in JPEG. È il kit per chi vuole il colore Fuji senza passare per Lightroom: scatti, esporti, consegni.
Se preferisci un APS-C più moderno con AF tracking sui volti più aggressivo, la Sony A6100 a 600 euro è la scelta naturale; se invece il budget è davvero stretto, la Canon EOS R100 a 400 euro più un EF 50mm f/1.8 STM con adattatore EF-RF (intorno ai 200 euro per la coppia) è il kit ritratto più economico del listino.
Cosa facciamo noi al laboratorio prima di rivenderti un obiettivo
Ogni ottica che entra in negozio passa dal banco prima di finire in vetrina. Non è marketing: è il modo in cui evitiamo di vendere un 85mm con il diaframma incollato o un 135mm decentrato di mezzo millimetro. Tre passaggi fissi, più interventi sul singolo pezzo quando serve.
Test su collimatore e tabelle di risoluzione
Il collimatore è uno strumento ottico che proietta un bersaglio all'infinito virtuale. Lo usiamo per verificare due cose: che l'obiettivo metta a fuoco dove dice di mettere a fuoco, e che lo faccia in modo uniforme su tutto il fotogramma. Un decentramento di pochi decimi di millimetro non si vede a f/8 sul muro di casa, ma a f/1.8 su un viso a due metri produce un lato sfocato che il cliente scopre dopo il primo servizio.
Dopo il collimatore montiamo l'ottica su corpo macchina e scattiamo a una tabella di risoluzione standard a varie aperture. Confrontiamo nitidezza centrale e ai quattro angoli. Se uno dei bordi cede in modo asimmetrico rispetto all'opposto, l'ottica torna in laboratorio per ricentratura o va a stock come "uso solo come sfondo morbido" con prezzo rivisto.
Pulizia interna lenti e diaframma quando serve
Non smontiamo ogni obiettivo che entra. Sarebbe inutile e introdurrebbe rischi. Interveniamo quando troviamo:
- Funghi visibili tra le lenti: trattamento con UV e pulizia, oppure scarto se la radice ha intaccato il trattamento antiriflesso.
- Diaframma oleoso: le lamelle non chiudono in tempo a f/1.4 e f/2 e gli scatti risultano sovraesposti di uno stop. Smontaggio e sgrassatura.
- Iris elettronico bloccato sui Canon EF e Sony FE: spesso è il flat cable interno. Sostituzione quando il pezzo è disponibile.
- Polvere mobile dietro la lente posteriore: pulizia se interferisce visibilmente, altrimenti dichiarata in scheda.
Quando un intervento costerebbe più del valore residuo dell'ottica, l'obiettivo entra in stock as is con prezzo ridotto e la nota tecnica esplicita. Niente sorprese.
Garanzia 24 mesi anche sulle ottiche
Sui corpi macchina la garanzia 2 anni è ormai abbastanza diffusa nell'usato professionale. Sulle ottiche resta un'eccezione: la maggior parte dei rivenditori si ferma a 6 o 12 mesi. Noi applichiamo gli stessi 24 mesi anche al parco lenti.
Cosa copre concretamente: motore autofocus che smette di funzionare, diaframma che si blocca, contatti elettronici che perdono comunicazione con il corpo, anelli zoom o messa a fuoco che diventano duri o lenti oltre la tolleranza. Cosa non copre: urti, infiltrazioni di acqua, smontaggi non autorizzati. La garanzia si attiva con la fattura e segue l'obiettivo anche se lo rivendi a un amico nei 24 mesi.
Domande frequenti
Meglio un 50mm f/1.8 o un 85mm f/1.8 come primo obiettivo da ritratto?
Dipende dallo spazio in cui scatti. In casa o in appartamento il 50mm è più gestibile perché ti permette di stare a 1,5-2 metri dal soggetto. All'aperto o in studio l'85mm dà compressione e separazione migliori. Se devi sceglierne uno solo e scatti soprattutto in spazi chiusi, prendi il 50mm; se hai stanze grandi o lavori fuori, l'85mm.
Un 85mm f/1.4 vale davvero il doppio del prezzo rispetto a un f/1.8?
Per chi non vive di ritratto, no. La differenza tra f/1.4 e f/1.8 è uno stop di luce e una profondità di campo leggermente più ridotta. Sul piano pratico, a f/1.4 spesso il piano di fuoco è così sottile che metti a fuoco l'occhio e l'altro è già morbido. La maggior parte dei ritratti professionali pubblicati su riviste sono scattati tra f/2 e f/2.8.
Posso usare un obiettivo vintage adattato per ritratto?
Sì, ma solo se accetti la messa a fuoco manuale e l'esposimetro in stop-down. Ottiche come l'Helios 44-2 58mm f/2 o il Takumar 55mm f/1.8 costano 50-80 euro e hanno una resa caratteristica per il ritratto. Funzionano bene su mirrorless dove il focus peaking ti aiuta a mettere a fuoco a tutta apertura. Su reflex senza assistenza è frustrante.
Su APS-C che focale equivale a un 85mm full frame?
Su sensori APS-C Canon, Nikon, Sony e Fuji il fattore di crop è 1,5x (1,6x su Canon). Quindi un'ottica che dia inquadratura simile all'85mm full frame è un 56mm circa. Per questo Fujifilm produce un 56mm f/1.2 considerato il riferimento ritratto del sistema X. Su Micro Quattro Terzi il crop è 2x, quindi un 42-45mm corrisponde a un 85mm full frame.
Vale la pena comprare uno zoom 70-200 f/2.8 al posto di un fisso 85mm?
Per il ritratto puro no, è uno spreco di peso e budget. Il 70-200 ha senso se fai cerimonie, eventi, sport o se devi cambiare inquadratura velocemente senza muoverti. Per ritratto in posa o famigliare un 85mm f/1.8 fisso pesa un terzo, costa metà e a parità di apertura rende uguale o meglio.
Come posso testare un obiettivo prima di comprarlo da privato?
Porta con te una fotocamera con lo stesso mount o chiedi al venditore di farti scattare. Verifica autofocus su soggetto fermo e in movimento. Scatta un muro o un giornale a distanza ravvicinata a tutta apertura per vedere se è decentrato (un lato sarà visibilmente più morbido dell'altro). Apri e chiudi il diaframma controluce per vedere se le lamelle sono pulite o oleose. In tre minuti capisci se l'ottica è sana.
Le ottiche che vendete in usato hanno garanzia?
Sì, 24 mesi su tutte le ottiche vendute da ReflexMania, comprese quelle vintage. Prima di entrare in stock ogni obiettivo passa dal nostro laboratorio per controllo nitidezza, decentramento, funzionalità diaframma, autofocus e pulizia interna quando necessaria. Se in laboratorio troviamo un difetto irreparabile, l'ottica non viene messa in vendita.
Vuoi un consiglio prima di scegliere il tuo obiettivo da ritratto?
Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.
Tre modi per parlarci:
- Modulo contatti — risposta entro 24 ore lavorative
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E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.
Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.