Canon vs Nikon vs Sony: quale sistema scegliere

09 Maggio 2026 di Matteo - Team ReflexMania 0 letture
Canon vs Nikon vs Sony: quale sistema scegliere
Confronto pratico tra Canon, Nikon e Sony: ergonomia, parco ottiche, autofocus e prezzi reali sull'usato. Quale sistema fa per te.

In sintesi

  • Sony domina l'autofocus eye-AF e ha il parco ottiche E-mount più ampio, con oltre 70 lenti native a listino tra prime party e terze.
  • Canon RF ha l'ergonomia più curata e colori JPEG di riferimento, ma il parco ottiche RF terze parti è cresciuto solo dal 2024.
  • Nikon Z offre il miglior rapporto qualità/prezzo sull'usato: una Z5 oggi sta intorno ai 700 euro, una Z30 da noi parte da 450 euro.
  • Sull'usato la differenza vera non è il marchio ma il singolo esemplare: shutter count, stato sensore e storia delle riparazioni contano più del logo.

Mi chiedono questa cosa almeno tre volte a settimana, dietro al banco. Arriva il cliente con il foglietto stampato dalle recensioni di YouTube e mi dice: "Matteo, devo decidere tra Sony A6100, Canon R100 e Nikon Z30, quale prendo?". E la risposta onesta è che dipende, ma non nel senso vago del termine. Dipende da cose concrete: che ottiche hai già in casa, cosa fotografi, quanto sei disposto a spendere in lenti nei prossimi due anni.

In questo articolo metto in fila quello che vedo passare davvero in laboratorio. Non recensioni di camere che non ho mai toccato, ma il confronto tra tre sistemi che ho riparato, certificato e venduto a centinaia di clienti. L'obiettivo è darti gli elementi per decidere senza farti trascinare dal marketing del produttore di turno.

I tre sistemi in due righe: cosa significano oggi

Nel 2026 la scelta tra Canon, Nikon e Sony non è più una questione di "chi ha la mirrorless migliore", perché tutti e tre hanno corpi maturi. La differenza sta nella filosofia di sistema: cosa monti sopra il body, come lo tieni in mano, quanto paghi per arrivare a un set completo. Qui sotto inquadro i tre ecosistemi senza giri di parole, poi nelle sezioni successive entro nel dettaglio.

Canon RF: ergonomia e colore, parco ottiche in espansione

Canon RF è il sistema più giovane dei tre, partito nel 2018. Il punto forte storico di Canon resta intatto: impugnatura curata, menu logici, colori JPEG che molti fotografi di matrimonio non vogliono mollare. Il limite è stato per anni il parco ottiche RF chiuso alle terze parti. Da fine 2024 Canon ha aperto a Sigma e Tamron su APS-C, e nel 2026 il catalogo RF-S sta finalmente crescendo. Sulle full frame RF la situazione è più lenta: le ottiche native sono ottime ma il listino Canon resta caro.

Sull'usato, una Canon EOS R100 a 400 euro è un ingresso onesto al sistema RF-S, con sensore 24 megapixel e accesso a tutte le ottiche RF tramite adattatore EF a costo zero se hai vecchi obiettivi reflex.

Nikon Z: il rapporto qualità prezzo migliore sull'usato

Nikon Z è la scelta che consiglio più spesso a chi guarda il portafoglio. Ergonomia da reflex Nikon trasferita pari pari, mirino tra i migliori della categoria, e ottiche Z native con resa ottica spesso superiore alle equivalenti Canon e Sony. Il limite è speculare a Canon: poche terze parti, anche se Tamron e Viltrox si stanno muovendo.

Una Nikon Z30 da noi parte da 450 euro: APS-C 20 megapixel, perfetta per chi vuole entrare nel sistema Z da vlog o street, con accesso allo stesso parco ottiche delle Z full frame.

Sony E-mount: il sistema più maturo, AF di riferimento

Sony è arrivata prima e si vede. E-mount conta oltre 70 lenti native a listino tra Sony, Sigma, Tamron, Samyang, Viltrox e Zeiss. L'autofocus eye-AF resta il riferimento del settore, soprattutto sul tracking di soggetti in movimento. Il rovescio della medaglia è l'ergonomia: corpi più piccoli, grip meno generoso, menu storicamente più ostici (anche se dalla A7 IV in poi sono migliorati).

Una Sony A6100 a 600 euro entra nel sistema più ampio del mercato, con possibilità di montare ottiche da 200 euro fino a corpi full frame senza cambiare attacco.

Ergonomia e impugnatura: quale ti viene naturale in mano

L'ergonomia è il primo motivo per cui un fotografo cambia sistema dopo sei mesi. Non l'autofocus, non la qualità d'immagine: il modo in cui il corpo macchina sta in mano per otto ore di matrimonio o per una camminata in montagna. I tre marchi hanno filosofie diverse, e te ne accorgi nei primi cinque minuti al banco.

Canon: il grip più comodo per mani grandi

Canon ha il grip più profondo e scolpito dei tre, eredità diretta delle reflex EOS. La Canon EOS RP a 600 euro pesa 485 grammi con batteria e resta bilanciata anche con ottiche RF medie come la 24-105 STM. Il pulsante di scatto cade naturalmente sotto l'indice, la ghiera anteriore è proprio dove deve essere.

I menu Canon sono i più immediati per chi inizia: schede colorate, voci in italiano comprensibile, niente labirinti. Se hai mani grandi o porti spesso teleobiettivi, è il sistema che ti stanca meno il polso a fine giornata.

Nikon: i comandi vicini al mondo reflex

Nikon Z mantiene il layout DSLR con doppia ghiera (anteriore e posteriore) e il pulsante ISO sulla parte alta destra. Chi viene da una D750 o D7500 trova quasi tutto al suo posto, e questo riduce la curva di apprendimento di settimane.

Il display superiore monocromatico sui modelli mid (Z6 II, Z7 II) è un dettaglio che chi scatta in studio o di notte apprezza. Il grip è meno pronunciato di Canon ma più di Sony, una via di mezzo che funziona con la maggior parte delle mani.

Sony: corpi piccoli, menu storicamente complesso

Sony ha sempre puntato sulla compattezza, e si vede. La Sony ZV-E10 a 500 euro pesa 343 grammi: la infili in uno zaino piccolo e te ne dimentichi. La Sony A6100, sempre a 600 euro, ha lo stesso fattore di forma rettangolare con grip ridotto.

Il rovescio della medaglia è il menu. Fino al 2021 era un labirinto di voci con sigle criptiche. Dal 2021 Sony ha ridisegnato l'interfaccia con tab orizzontali e categorie più chiare, ma resta il sistema più denso dei tre. Su corpi APS-C compatti il pulsante di scatto cade vicino allo spigolo: chi ha mani grandi tende a coprire il flash o l'occhio del mirino col pollice.

Una cosa che ripetiamo spesso al banco: prima di scegliere il sistema, prendi in mano i tre corpi. La differenza tra un grip che ti piace e uno che ti stanca conta più di qualsiasi recensione. Se stai ancora valutando il salto dalla reflex, il nostro confronto reflex vs mirrorless chiarisce le differenze strutturali prima ancora di entrare nel marchio.

Parco ottiche: cosa puoi montare e quanto costa

Il sistema lo scegli una volta, le ottiche te le porti dietro per dieci anni. Per questo il parco lenti pesa più del corpo macchina, soprattutto sull'usato dove il body si svaluta in fretta e le lenti tengono il valore.

Sony E-mount: il più ampio, terze parti competitive

L'E-mount è aperto da sempre e si vede. A listino superi le 70 ottiche native fra Sony, Sigma, Tamron, Samyang, Viltrox, Tokina. I prezzi delle terze parti sono il vero argomento.

  • Viltrox AF 50mm f/1.8: nuovo intorno ai 250 euro, una resa che fino al 2022 chiedeva 600 euro di Zeiss.
  • Sigma 35mm f/1.4 DG DN Art: usato sotto i 700 euro, una delle migliori 35 mai fatte.
  • Tamron 28-75 f/2.8 G2: usato 600-700 euro, lo zoom standard che monta tre quarti dei nostri clienti Sony.

Una Sony A7 Mark II a 565 euro più Tamron 28-75 ti porta in casa un kit full frame f/2.8 sotto i 1.300 euro. Cinque anni fa era impensabile.

Canon RF: terze parti aperte solo dal 2024

Canon ha tenuto chiuso il protocollo RF fino al 2024. Per cinque anni chi sceglieva RF comprava solo Canon, e Canon ha alzato i prezzi di conseguenza. Una RF 50mm f/1.8 STM la trovi a 220 euro nuova, ma sopra quel livello il listino diventa serio: la RF 24-70 f/2.8 sta sopra i 2.500 euro.

Da gennaio 2024 Sigma e Tamron hanno iniziato a portare ottiche RF-S su APS-C, e nel 2025 sono arrivate le prime RF full frame di terze parti. È un movimento giovane: se prendi una Canon EOS RP a 600 euro oggi, il bilancio terze parti migliora di mese in mese, ma il vantaggio storico Sony resta.

Nikon Z: poche terze parti, ottiche native di altissima qualità

La Z 50mm f/1.8 S è il riferimento della categoria su qualunque sistema. La Z 24-70 f/4 è onesta a 500 euro usata. Il problema è la varietà: il listino terze parti Z è cresciuto piano, soprattutto Viltrox e Tamron, ma resta il più stretto dei tre.

E le ottiche vecchie? Adattatori e compromessi

L'adattamento funziona davvero in due casi: EF su RF con adattatore Canon ufficiale (AF nativo, nessuna penalità) e F su Z con FTZ II (AF veloce sulle lenti AF-S, manuale sulle vecchie AF-D). L'adattatore Sony LA-EA5 per ottiche A-mount funziona bene solo sulle Sony recenti. Tutto il resto — adattare Canon EF su Sony, Nikon F su Sony — è compromesso: AF lento, lenti più lunghe, perdita di stabilizzazione su molte combinazioni. Buono per chi ha già un parco ottiche; non un argomento per scegliere il sistema.

Autofocus: dove si vede davvero la differenza

Sull'autofocus si gioca buona parte della scelta di sistema oggi. Non perché gli altri parametri non contino, ma perché un AF che sbaglia rovina foto che non si rifanno: il sorriso del bambino, l'uccello in volo, il gatto che salta. E qui i tre marchi non sono allineati, soprattutto sui corpi entry che il lettore intermedio guarda davvero sull'usato.

Sony: il riferimento per eye-AF e tracking

Sony ha avuto due-tre anni di vantaggio sull'eye-AF e si vede ancora oggi. Dalla A7 IV in poi c'è un AI processor dedicato che gestisce il riconoscimento di occhi umani, animali e uccelli con una precisione che gli altri due raggiungono solo sui corpi top.

Il punto interessante è che l'eye-AF affidabile arriva anche sui corpi entry. La Sony A6100 a 600 euro usa un sistema di AF a 425 punti a rilevamento di fase con eye-AF in tempo reale che, nella pratica, blocca l'occhio e lo mantiene anche con il soggetto che si muove. Per ritratti di bambini in casa o cani al parco è la macchina più rilassante della fascia.

Canon Dual Pixel: ottimo, ma con limiti sui corpi entry

Il Dual Pixel CMOS AF II di Canon su R5 e R6 è probabilmente il migliore in assoluto per fluidità e prevedibilità. Sui corpi entry però la storia cambia. La Canon EOS R100 a 400 euro monta una versione del Dual Pixel di prima generazione, con riconoscimento volto/occhio che funziona ma non gestisce il riconoscimento animali in modo serio.

Tradotto: per chi fotografa famiglia e paesaggio va benissimo. Per chi vuole un corpo entry da affiancare a un teleobiettivo per il cane in spiaggia, la R100 fa più fatica della A6100. Lo diciamo al banco quando ci chiedono, perché il marketing Canon parla di "AF intelligente" su tutti i corpi, ma la generazione del processore è diversa.

Nikon: ha recuperato dalla Z6 II in poi, su Z30 è solido

L'AF è stato il punto debole di Nikon Z fino al 2022. Poi sono arrivati i firmware seri sulla Z6 II e la nuova logica AF è stata estesa anche ai corpi APS-C più recenti. La Nikon Z30 a 450 euro eredita un sistema con 209 punti di rilevamento e tracking soggetto che, per il segmento vlogger/famiglia a cui è pensata, fa il suo lavoro senza inseguire farfalle.

Riassumendo per chi compra usato in fascia entry:

  • Soggetti in movimento e animali: Sony A6100 prima scelta.
  • Ritratti statici e paesaggio: tutti e tre vanno bene, decide l'ergonomia.
  • Video con tracking volto: Sony e Nikon Z30 sopra la EOS R100.

Video: chi serve a chi fa anche video

Se il video è almeno il 30% di quello che fai, il sistema cambia molto la vita. Sony è la scelta di default per ibridi seri, Canon ha colori che escono pronti dalla camera ma soffre di crop e calore sui corpi entry, Nikon è la sorpresa silenziosa con N-Log gratuito su quasi tutto. Sotto i 600 euro entra in partita anche un quarto nome: Panasonic, che sull'usato resta il miglior affare per chi gira tanto.

Sony: la scelta più ovvia per ibridi foto/video

Sony ha capito prima degli altri che chi compra una mirrorless oggi fa anche video, e si vede. La Sony ZV-E10, che da noi parte da 500 euro, è pensata per vlog e parlato fisso: microfono direzionale a tre capsule, schermo orientabile in avanti, tasto Product Showcase che sposta il fuoco sull'oggetto in mano. Sopra, A7C e A7 IV portano S-Log3 e profili colore maturi, con LUT ufficiali Sony scaricabili.

Il rovescio: la ZV-E10 ha rolling shutter visibile nei movimenti rapidi e va in crop quando attivi la stabilizzazione elettronica. Per uno YouTube parlato non te ne accorgi. Per filmare un cane che corre, sì.

Canon: colori cinema-ready, ma occhio al crop e al thermal

Canon eredita dalla linea Cinema EOS i profili C-Log e una resa pelle che molti colleghi pagano in post per replicare. Sui corpi alti (R5, R6 II) il video è di livello produzione. Sui corpi entry come EOS RP ed EOS R, invece, ci sono due limiti seri da conoscere prima di firmare:

  • Crop pesante in 4K: la EOS RP applica un fattore 1.6x in 4K 24p, quindi il tuo 24mm diventa un 38mm equivalente.
  • Surriscaldamento: registrazione continua limitata a 25-30 minuti d'estate prima del thermal cutoff.
  • Niente C-Log: i profili log sono riservati ai corpi superiori.

Se il video è secondario e ti basta qualche clip in 1080p con i colori Canon, RP va benone. Se è il lavoro principale, salta la fascia entry.

Nikon: meno popolare per video, ma N-Log gratis su Z6/Z7

Nikon è la scelta più sottovalutata per chi fa video. Z6 II e Z7 II offrono N-Log a 10 bit via HDMI esterno senza moduli a pagamento, mentre Canon limita C-Log ai corpi alti. Sul versante APS-C, la Nikon Z30 a 450 euro è pensata esattamente per il creator YouTube: niente mirino, schermo flip, registrazione 4K 30p senza crop pesante e nessun limite di durata significativo.

Caso particolare: chi fa solo video e poca foto dovrebbe valutare anche il Panasonic GH5 a 470 euro. Sensore Micro 4/3, V-Log L, 4K 60p, stabilizzazione interna eccellente. Nessuno dei tre big offre lo stesso pacchetto a quel prezzo sull'usato.

Cosa cambia comprando usato: la prospettiva del laboratorio

Sul nuovo i tre marchi si equivalgono più di quanto sembri. Sull'usato no: ognuno invecchia a modo suo, e dopo dieci anni a smontare corpi al banco le differenze le vedi a occhio nudo. Quando ti arriva una macchina da revisionare, prima ancora di accenderla sai già dove andare a guardare in base al logo sopra al pentaprisma.

Ecco cosa controlliamo per primo, marchio per marchio, quando una macchina entra in laboratorio:

  • Canon: stato delle gomme di rivestimento (tendono a staccarsi sui modelli usati intensamente), tenuta dei contatti dell'innesto RF, eventuale gioco del mirino EVF.
  • Nikon: pulizia dello slot scheda (sui primi corpi Z è il punto critico), stato della ghiera di compensazione, integrità del display superiore se presente.
  • Sony: condizione del sensore, allineamento dell'IBIS, tenuta dell'innesto E-mount che su esemplari molto usati può cedere.

Canon: solidi, parti facili, otturatori longevi

Le Canon mirrorless invecchiano bene. Una Canon EOS RP a 600 euro che abbiamo oggi in vetrina ha l'otturatore dichiarato per circa 100.000 scatti, ma in laboratorio ne vediamo regolarmente esemplari oltre i 150.000 ancora perfettamente funzionanti. Le R6 reggono ancora di più. I ricambi Canon sono i più facili da reperire in Italia: per una RP troviamo un otturatore nuovo in due settimane, per una R6 anche meno. Anche le gomme di rivestimento, che sono il difetto estetico ricorrente, le sostituiamo in mezz'ora.

Nikon: costruzione robusta, qualche problema noto sulle Z prime serie

Nikon costruisce solido. I corpi Z sono pesanti ma la sensazione in mano è di blocco unico. L'unico problema seriale che abbiamo visto è sullo slot XQD delle prime Z6 e Z7: dopo qualche anno di inserimenti i contatti possono dare errori intermittenti. Lo puliamo internamente e nel 90% dei casi torna come nuovo. I ricambi Nikon arrivano dalla distribuzione ufficiale italiana, costano un po' di più dei Canon ma sono disponibili. Le batterie EN-EL15 sono compatibili tra molti modelli, vantaggio non da poco se hai già un corredo Nikon.

Sony: sensori delicati, attenzione all'IBIS

Sony ha sensori più esposti. L'innesto E-mount ha un tiraggio cortissimo e quando smonti l'obiettivo il sensore è praticamente scoperto: la polvere entra più facilmente. Una Sony A7 Mark II a 565 euro media, che è il prezzo a cui le abbiamo oggi, è una macchina che vale ancora oggi, ma il sensore va sempre controllato in controluce prima di chiudere l'acquisto. L'IBIS è l'altro punto critico: se la macchina ha preso un colpo serio, lo stabilizzatore può disallinearsi e te ne accorgi solo a tempi lenti. In laboratorio facciamo test specifici a 1/15 con focali fisse per scovarlo. Se vuoi capire come muoverti sulla prima mirrorless, abbiamo scritto una guida dedicata a come scegliere la prima mirrorless usata che vale la pena leggere prima di decidere.

Quanto costa entrare in ogni sistema oggi

Sotto i 900 euro nel 2026 entri in tutti e tre i sistemi, ma porti a casa cose molto diverse. La differenza non è solo il sensore: è quanto margine ti resta in tasca per la prima lente seria. Ecco i prezzi reali che vediamo passare al banco in queste settimane.

Fascia entry (400-600 euro): cosa porti a casa

In questa fascia stai comprando APS-C, e va bene così: per chi inizia, un sensore APS-C ben sfruttato batte un full frame stiracchiato con una lente economica. I quattro corpi che girano di più da noi sono questi:

  • Canon EOS R100 a 400 euro: il punto di ingresso più basso del sistema RF. Sensore 24 MP, dual pixel AF, ergonomia familiare a chi viene dalle reflex Canon. Il limite vero è il parco ottiche RF-S nativo ancora ridotto.
  • Nikon Z30 a 450 euro: niente mirino, schermo articolato, pensata per video e vlog. Lo stesso sensore della Z50, in un corpo più piccolo e leggero. Per chi gira contenuti più che fotografare è una macchina onesta.
  • Sony ZV-E10 a 500 euro: la rivale diretta della Z30, ma con eye-AF Sony che a questo prezzo è imbarazzante per la concorrenza. Manca il mirino anche qui. Catalogo E-mount APS-C il più ampio dei tre.
  • Sony A6100 a 600 euro: stesso autofocus della ZV-E10 ma con mirino EVF. Per chi vuole fotografare prima di tutto, è la scelta più solida sotto i 600 euro.

Fascia mid (600-900 euro): salto di qualità

Qui succede una cosa che 5 anni fa era impensabile: il full frame usato entra sotto i 700 euro. Tre opzioni concrete sul nostro banco:

  • Canon EOS RP a 600 euro: full frame 26 MP, il più leggero della categoria. Dual pixel AF eccellente sui volti, video 4K solo croppato. Per ritratto e street è una macchina che continua a fare scuola.
  • Sony A7 II da 550 a 580 euro: full frame 24 MP con stabilizzatore in-body a 5 assi, raro a questa cifra. AF datato rispetto alle sorelle più recenti, ma sul treppiede e in studio fa quello che deve.
  • Nikon Z5 intorno ai 700 euro quando la troviamo: full frame 24 MP, doppio slot SD, IBIS, tropicalizzazione vera. Il rapporto qualità/prezzo migliore della fascia mid, e non lo diciamo per fare il tifo: i numeri parlano da soli.

Una nota onesta: a 600 euro una EOS RP usata vale solo se ha pochi scatti certificati e batteria sana. Una RP con 80.000 scatti e otturatore a fine corsa non è un affare, è un problema rimandato di sei mesi. Da noi ogni corpo passa in laboratorio prima di andare a scaffale, ed è qui che la differenza si vede.

Come scegliere: tre profili tipo che vediamo al banco

Dopo dieci anni al banco i clienti si dividono in tre macro-categorie. Non è una semplificazione da blog: sono davvero loro che entrano in negozio ogni settimana, con esigenze ricorrenti e budget ricorrenti. Per ognuno c'è una scelta che funziona meglio, e una che porta solo frustrazione.

Profilo 1: passa da smartphone, vuole imparare

Budget tipico 400-700 euro, viene dall'iPhone, vuole capire cosa cambia con una "vera" macchina. Qui l'errore comune è puntare su un corpo troppo ambizioso che lo intimidisce nei menu. La Canon EOS R100 a 400 euro è la scelta più onesta: menu Canon che restano i più leggibili del settore, JPEG già pronti per Instagram senza passare da Lightroom, dimensioni contenute. Curva di apprendimento dolce, e quando vuole crescere monta un 50mm RF e fa un salto di qualità immediato.

Nikon Z entry-level funziona altrettanto bene per chi viene da zero, mentre Sony APS-C in fascia entry ha menu ancora oggi più ostici per il principiante. Per un approfondimento sull'ingresso nel mirrorless usato consiglio la lettura di questa guida dedicata.

Profilo 2: video e social, anche un po' di foto

Il content creator che gira per il 70% in video, vlog, reel, qualche scatto. Qui Sony e Panasonic vincono per ragioni diverse e concrete:

  • Sony ZV-E10 a 500 euro: schermo orientabile lateralmente, microfono direzionale integrato, autofocus eye-AF di riferimento per il vlogging, attivazione "product showcase" pensata per l'unboxing. Limite reale: rolling shutter visibile in panning veloci.
  • Panasonic Lumix G90 a 450 euro: stabilizzazione interna a 5 assi che fa la differenza nel video a mano libera, niente limite ai 30 minuti di registrazione, profili V-LogL utili in post. Il sensore Micro 4/3 chiede un pizzico di luce in più rispetto all'APS-C Sony, ma per chi gira di giorno è invisibile.

Una Canon o Nikon per questo profilo non è sbagliata, è solo meno specializzata: paghi feature foto che useresti poco.

Profilo 3: viene da reflex, vuole salto qualità

Il fotografo con corredo EF, F o A-mount che valuta il passaggio. Qui il consiglio è guidato dalle ottiche, non dal marchio in astratto:

  • Corredo Canon EF: Canon EOS RP a 600 euro più adattatore EF-RF originale. Le tue ottiche EF mantengono autofocus completo e qualità ottica identica, full frame a costo contenuto.
  • Corredo Nikon F: Nikon Z5 usata con FTZ, le AF-S vanno perfettamente, le AF-D restano in manuale.
  • Corredo Sony A-mount: passaggio diretto a Sony E con LA-EA5, ma a quel punto valuta se non conviene rivendere e ripartire pulito.

Al banco ripetiamo sempre la stessa cosa: il salto di qualità vero arriva dalle ottiche, non dal corpo. Mantieni il parco lenti che hai costruito, cambia il sensore.

Domande frequenti

Conviene cambiare sistema se ho già ottiche di un altro marchio?

Quasi mai. Il valore di un parco ottiche in genere supera quello del corpo macchina, e gli adattatori introducono compromessi reali (AF più lento, perdita di stabilizzazione). Cambia sistema solo se hai uno o due obiettivi vecchi e non particolarmente costosi.

Sony è davvero meglio di Canon e Nikon nel 2026?

Sony ha vantaggi oggettivi su autofocus e parco ottiche, ma "meglio" dipende da cosa fotografi. Per ritratto e lavoro tranquillo Canon e Nikon sono identici nei risultati. Per sport, wildlife e video creator Sony resta avanti.

Mi consigliate Canon EOS R100 o Sony A6100 a parità di budget?

A parità di budget la A6100 ha un autofocus migliore e più ottiche tra cui scegliere. La R100 ha ergonomia più immediata e colori JPEG più piacevoli senza editing. Se fotografi bambini o animali in movimento, A6100. Se scatti paesaggio e ritratto posato, R100 va benissimo.

Posso passare da Canon EF a Canon RF mantenendo le ottiche?

Sì, l'adattatore EF-EOS R funziona bene e mantiene autofocus completo. Lo usiamo regolarmente in laboratorio per testare ottiche EF su corpi RF. Tieni presente però che le RF native sono ottimizzate per il sistema mirrorless e spesso rendono meglio agli angoli rispetto alle EF adattate.

Quali shutter count sono accettabili comprando usato?

Dipende dal modello. Su corpi entry come EOS R100 o Z30 sotto i 30.000 scatti è ottimo. Su full frame come A7 II o EOS RP fino a 50.000 scatti è normale. Sopra i 100.000 inizia a esserci usura visibile, ma su Canon e Nikon gli otturatori reggono spesso ben oltre il dichiarato.

Il sistema Micro 4/3 (Olympus, Panasonic) è ancora valido?

Per video sì, soprattutto Panasonic GH5 e G90. Per foto generale ha senso solo se cerchi corpi compatti e leggeri. La maggior parte dei nuovi acquirenti oggi sceglie APS-C o full frame, ma se hai già investito in ottiche M43 il sistema regge.

Quanto durano le batterie tra Canon, Nikon e Sony?

Canon LP-E17 (RP, R100): circa 250 scatti. Sony NP-FW50 (A6100, A7 II): 350 scatti, FZ100 sui corpi più recenti arriva a 600. Nikon EN-EL25 (Z30): 330 scatti. Per uso intensivo prevedi sempre due batterie minimo.

Vuoi un consiglio dedicato sul sistema giusto per te?

Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.

Tre modi per parlarci:

E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.

Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.