In sintesi
- Le tre G7X montano lo stesso sensore da 1 pollice e lo stesso 24-100mm f/1.8-2.8: cambiano video, audio e ricarica, non la qualità d'immagine di base.
- Solo la Mark III ha l'ingresso microfono da 3,5 mm, il 4K senza crop e la ricarica USB-C: per un vlog con audio decente è l'unica delle tre da considerare.
- Sull'usato nel 2026 una Mark III si trova tra 550 e 700 euro, una Mark II tra 330 e 420, la prima G7X tra 200 e 260: la domanda spinta dai social tiene alti i prezzi.
- I guasti più frequenti che vediamo al banco sono tre: errore obiettivo per sabbia o urti, cavo flat dello schermo ribaltabile che cede e polvere dentro il gruppo ottico.
Da quando i video verticali hanno preso il sopravvento, al banco la domanda è diventata quasi un ritornello: «avete una G7X?». La chiedono ragazzi che aprono il primo canale, ma anche professionisti che vogliono una seconda camera da tasca. Quando una G7X entra in negozio, di solito esce entro pochi giorni. E proprio perché è così richiesta, sull'usato girano parecchi esemplari stanchi venduti come «perfetti», a prezzi che a volte superano quelli di macchine più capaci.
In questo articolo mettiamo in fila le tre versioni (G7X, Mark II e Mark III), spieghiamo cosa cambia davvero per chi fa vlog e quale ha senso comprare in base all'uso. Poi passiamo alla parte pratica: i controlli da fare su un esemplare usato, i prezzi realistici del 2026 e i casi in cui conviene lasciar perdere la compatta e guardare altrove.
Perché la G7X è diventata la compatta del vlog
La G7X non è diventata la compatta degli youtuber per caso. In circa 300 grammi mette insieme tre cose che servono a chi si riprende da solo: un sensore da 1 pollice, un 24-100mm f/1.8-2.8 e uno schermo che si ribalta di 180° verso l'alto. A 24mm, con il braccio teso, nell'inquadratura entrano il volto e una parte dell'ambiente senza bisogno di un bastone. In più c'è un filtro ND da 3 stop integrato, che all'aperto permette di tenere tempi da video senza chiudere troppo il diaframma.
Sensore da 1 pollice e ottica luminosa: cosa danno davvero rispetto a uno smartphone
Il sensore da 1 pollice ha una superficie circa 4 volte più grande di quella della camera principale di uno smartphone di fascia media. Nel vlog però il confronto giusto è un altro: quando parli guardando lo schermo del telefono usi la camera frontale, che ha un sensore ancora più piccolo. In una stanza con una sola finestra o in un locale la sera, la G7X tiene il rumore sotto controllo dove il telefono comincia a impastare la pelle e i dettagli.
Sullo sfocato meglio essere realisti. A 24mm e f/1.8 lo sfondo si stacca, ma in modo morbido: come profondità di campo equivale a un f/5 circa su full frame. A 100mm l'apertura scende a f/2.8 e lo sfocato resta contenuto. È uno sfocato vero, ottenuto con l'ottica e senza i bordi ritagliati della modalità ritratto del telefono. Non aspettatevi però l'effetto cinema delle foto sui social.
I limiti che il marketing non racconta
Le tre versioni condividono alcuni compromessi che vanno messi in conto prima dell'acquisto:
- Autofocus solo a contrasto: in video, quando sposti un oggetto verso l'obiettivo o ti muovi rispetto allo sfondo, la messa a fuoco può pompare, cioè andare avanti e indietro prima di agganciarsi.
- Autonomia ridotta: la batteria NB-13L dichiara tra 210 e 265 scatti CIPA a seconda della versione. In video, e soprattutto in 4K sulla Mark III, si scarica in fretta. Per una giornata di riprese servono almeno due batterie di scorta.
- Nessun mirino e nessuna slitta: al sole forte lo schermo si legge male. Quando è ribaltato, poi, occupa proprio lo spazio sopra il corpo, quindi un eventuale accessorio va montato su una staffa laterale.
- ND da gestire: se riprendi in esposizione manuale, il filtro va inserito dal menu prima di uscire all'aperto. Se te ne dimentichi, ti ritrovi con clip bruciate o con tempi troppo rapidi.
- Stabilizzazione ottica: funziona bene da fermi o con piccoli movimenti. Mentre cammini, il passo si vede comunque nel video.
Nell'uso quotidiano il limite che pesa di più è l'autofocus, perché è l'unico che non si risolve comprando un accessorio. Batterie di scorta, una staffa e un po' di attenzione al menu risolvono quasi tutto il resto. Chi riprende soprattutto da fermo, seduto o in piedi davanti alla camera, ci convive senza problemi. Chi gira camminando e mostrando oggetti ne soffre ogni giorno.
G7X, Mark II e Mark III: cosa cambia tra le tre versioni
Tra la prima G7X e la Mark III sono passati cinque anni, eppure se guardi solo le foto fai fatica a distinguerle. Tutte e tre hanno un sensore da 1 pollice da circa 20 megapixel e lo stesso 24-100mm f/1.8-2.8: con la stessa luce e gli stessi ISO i file si somigliano molto. Le differenze stanno nel processore, nel video, negli ingressi audio e nella ricarica. Sono proprio queste a decidere se una G7X va bene per il vlog o solo per le foto.
| G7X | G7X Mark II | G7X Mark III | |
|---|---|---|---|
| Anno | 2014 | 2016 | 2019 |
| Processore | DIGIC 6 | DIGIC 7 | DIGIC 8 |
| Sensore | 1", 20,2 MP | 1", 20,1 MP | 1" stacked, 20,1 MP |
| Video massimo | Full HD 60p | Full HD 60p | 4K 30p senza crop |
| Rallentatore | No | No | Full HD a 120 fps |
| Ingresso microfono | No | No | Jack 3,5 mm |
| Schermo | 180° verso l'alto | 180° in alto, 45° in basso | 180° in alto, 45° in basso |
| Porta USB | Micro USB | Micro USB | USB-C con ricarica |
| Streaming e verticale | No | No | Sì |
Canon G7X (2014): la capostipite
È quella che ha creato la categoria, ma oggi si sente quanto è vecchia. Il DIGIC 6 rende l'autofocus meno pronto e rallenta il salvataggio dei RAW: dopo una raffica la macchina resta impegnata per qualche secondo. In video arriva al Full HD a 60p, non ha un ingresso per il microfono e lo schermo si ribalta solo verso l'alto, senza l'inclinazione verso il basso delle versioni successive.
Canon G7X Mark II (2016): il salto sul processore
Con il DIGIC 7 si sente subito la differenza. I colori della pelle sono più naturali, l'AF aggancia e insegue il soggetto con più decisione e la raffica arriva a 8 fps. Davanti c'è un'impugnatura in gomma che rende la presa più sicura a una mano. La ghiera intorno all'obiettivo si può far girare a scatti oppure fluida, e fluida in video è meglio. Lo schermo ora scende anche di 45°, comodo per le riprese tenute in alto sopra la folla. Mancano ancora il 4K e il jack per il microfono.
Canon G7X Mark III (2019): la prima pensata per il video
Qui il cambiamento è vero. Il sensore stacked legge l'immagine molto più in fretta: nelle panoramiche veloci le linee verticali si piegano molto meno rispetto alle due versioni precedenti. Il 4K a 30p usa tutta la larghezza del sensore, quindi a 24mm resti davvero a 24mm. Il Full HD a 120 fps permette ralenti puliti. Arrivano il jack microfono da 3,5 mm e la porta USB-C, da cui si ricarica la batteria anche in auto o con un power bank. Lo streaming diretto su YouTube e il video verticale ci sono, ma vanno ridimensionati. Lo streaming passa dal Wi-Fi, quindi serve una rete stabile o l'hotspot del telefono: tra i clienti che passano dal banco lo usano in pochissimi.
Quale versione comprare in base a come la userai
Ci sono tre G7X sul mercato, ma le domande da farsi sono solo due. Parlerai in camera? Ti serve un audio presentabile? Se a entrambe rispondi di sì, la scelta è già fatta. Se rispondi di no, puoi risparmiare 200-250 euro senza perdere nulla sulla qualità delle foto.
Vlog e social: perché la Mark III è l'unica scelta sensata
Il microfono interno delle tre G7X ha lo stesso limite: sente il vento, il fruscio dei vestiti e il motore dello zoom. Per sei mesi di vlog non va bene. Solo la Mark III permette di aggirare il problema, e lo fa con tre cose concrete:
- Ingresso microfono da 3,5 mm: un microfono a slitta o un radiomicrofono da bavero risolvono il vento e la distanza dalla bocca.
- Video verticale nativo: il file nasce già in formato 9:16 per Reels e TikTok, senza ritagli in montaggio.
- Ricarica USB-C: ricarichi la batteria da un powerbank tra una ripresa e l'altra, invece di girare con una borsa di batterie di ricambio.
Sulla Mark II l'audio di una ripresa in esterni con vento non si recupera in post-produzione. Lo puoi pulire un po', ma il soffio sulla capsula resta. Chi pensa di comprare la Mark II per il vlog e di aggiungere un microfono dopo deve sapere che non ha dove collegarlo.
Prima di spendere 650 euro per una Mark III, però, guarda anche le mirrorless nate per il vlog che confrontiamo più sotto: a quella cifra il confronto va fatto.
Foto e video casuali: la Mark II come compromesso
La Mark II monta la stessa ottica 24-100mm della Mark III e produce file foto quasi equivalenti. Se fotografi in viaggio e ogni tanto giri una clip di trenta secondi, senza parlare in camera, basta e avanza. Il Full HD è più che sufficiente per un ricordo o una storia su Instagram. Tra 330 e 420 euro è la G7X con il rapporto qualità-prezzo migliore, a patto di sapere fin dall'inizio che resterà una macchina fotografica che riprende anche video, e non una videocamera.
La prima G7X oggi: quando ha ancora senso
Ha senso come compatta fotografica da tasca, solo sotto i 220 euro. A quel prezzo ti porti a casa un sensore da 1 pollice e un'ottica luminosa che uno smartphone non può darti. Per il vlog invece la sconsigliamo senza mezzi termini: niente ingresso microfono, autofocus lento a inseguire il viso e un processore che sente gli anni. Poi ci sono le batterie: dopo più di dieci anni quelle originali sono quasi sempre esauste e vanno messe in conto nuove. Se un venditore chiede 260 euro per una G7X prima serie con batteria originale, mettici 80 euro in più e prendi una Mark II.
Cosa controllare su una G7X usata: i 6 punti critici
Su una G7X il numero di scatti conta poco. Sulle PowerShot il contatore non si legge in modo affidabile come su una reflex o una mirrorless Canon: i programmi che lo estraggono spesso non riconoscono queste compatte, oppure danno valori senza senso. Quello che decide è lo stato meccanico. Qui l'obiettivo esce e rientra a ogni accensione e lo schermo viene ribaltato migliaia di volte. La polvere entra dal barilotto e dall'esterno non si toglie. I controlli generali li trovi nella guida su cosa controllare quando compri una mirrorless usata; qui restiamo su ciò che è tipico della G7X.
| Punto | Come si verifica | Segnale d'allarme |
|---|---|---|
| 1. Obiettivo | Accendere e spegnere 10 volte, zoomare da 24 a 100mm e ritorno | Messaggio di errore obiettivo, grattamenti, zoom a scatti |
| 2. Lamelle copriobiettivo | Guardare il frontale a macchina accesa | Lamelle socchiuse, angoli scuri nelle foto |
| 3. Schermo e flat | Ribaltarlo a 180° più volte con l'immagine accesa | Sfarfallio o schermo nero in certe posizioni |
| 4. Polvere interna | Cielo o muro bianco a f/8 e 100mm, poi ingrandire | Macchie scure sempre nello stesso punto |
| 5. Pixel caldi | Video al buio con l'obiettivo coperto | Puntini colorati fissi |
| 6. Video, audio, batteria | 10 minuti in 4K e prova con un microfono vero (solo Mark III), batteria fuori dal vano | Avviso di temperatura, fruscio, NB-13L gonfia |
Obiettivo: errore all'accensione, rumori e lamelle del copriobiettivo
L'errore obiettivo è il guasto che vediamo più spesso sulle G7X tornate da spiagge e viaggi, perché basta un granello di sabbia nelle guide del barilotto. Se il messaggio compare anche una sola volta su dieci accensioni, non comprarla sperando che passi: col tempo peggiora. Le lamelle frontali devono aprirsi del tutto. Se restano socchiuse, gli angoli della foto vengono scuri.
Schermo ribaltabile e cavo flat
Il cavo flat passa nella cerniera e si piega ogni volta che giri lo schermo per inquadrarti. Su una macchina usata davvero per il vlog è il primo componente a cedere. All'inizio si vede uno sfarfallio, oppure lo schermo diventa nero solo in certe posizioni, di solito proprio a 180°.
Polvere interna e pixel difettosi
La polvere interna si vede solo a diaframma chiuso, quindi scatta a f/8 su una superficie uniforme. Per i pixel caldi registra qualche secondo di video al buio, con la mano o un panno scuro davanti all'obiettivo.
Video, batteria e surriscaldamento sulla Mark III
Registra almeno 10 minuti in 4K e guarda se compare l'avviso di temperatura. Prova il jack da 3,5 mm con un microfono vero e muovi lo spinotto: il segnale deve restare pulito, senza fruscii né interruzioni. Togli la NB-13L e guardala di profilo: se è gonfia, va sostituita. Infine controlla che il firmware sia l'ultimo pubblicato da Canon.
Prezzi dell'usato nel 2026 e annunci da cui stare lontani
Oggi una G7X Mark III usata costa quanto una mirrorless con obiettivo intercambiabile. Queste sono le fasce che vediamo al banco e sui marketplace per esemplari funzionanti e completi di batteria e caricatore.
| Modello | Anno | Prezzo usato realistico |
|---|---|---|
| Canon G7X | 2014 | 200-260 euro |
| Canon G7X Mark II | 2016 | 330-420 euro |
| Canon G7X Mark III | 2019 | 550-700 euro |
Perché le G7X costano così tanto usate
Il motivo non è tecnico. Negli ultimi anni i creator su TikTok e Instagram hanno trasformato la Mark III in un oggetto di moda, e per lunghi periodi la domanda di nuove ha superato le scorte disponibili. Le compatte con sensore da 1 pollice sono rimaste poche: oltre alle G7X restano quasi solo le Sony delle serie RX100 e ZV-1, anch'esse molto richieste. Il risultato sono Mark III usate proposte a cifre vicine al nuovo e Mark II che salgono di conseguenza.
Con la stessa spesa si comprano macchine più complete, come le mirrorless APS-C che vediamo nella prossima sezione. A cifre simili si trova anche una reflex con schermo articolato e ingresso microfono come la Canon 800D, di cui abbiamo parlato nel confronto tra Canon 800D e 750D. Nessuna di queste sta in tasca, ma è giusto sapere quanto si paga per la tascabilità.
I segnali di un annuncio rischioso
- Mark III molto sotto i 500 euro. Con il mercato tra 550 e 700 euro, uno sconto del 30% ha quasi sempre una ragione: un guasto nascosto, un oggetto di provenienza dubbia o una truffa con pagamento anticipato.
- Foto di repertorio. Immagini prese dal sito Canon o copiate da altri annunci. Chiedi una foto della macchina accanto a un foglio con il tuo nome e la data del giorno.
- «Mai usata» con le scritte consumate. Se le serigrafie della ghiera dei modi o dell'anello attorno all'obiettivo sono sbiadite, la macchina ha lavorato parecchio. Chi mente su questo dettaglio probabilmente mente anche sul resto.
- Schermo mostrato solo chiuso. Chiedi un breve video a macchina accesa con lo schermo girato a 180°: se l'immagine sfarfalla o si spegne, lascia perdere.
- Obiettivo fotografato solo da spento. Fatti mandare un video dell'accensione e di uno zoom completo da 24 a 100mm. Rumori di sfregamento o un messaggio di errore dell'obiettivo indicano il guasto più costoso da riparare.
- Niente scontrino e niente garanzia. Su una compatta da 600 euro, senza prova d'acquisto e senza copertura il rischio di un guasto resta tutto a tuo carico.
Una regola pratica: se il venditore rifiuta di girare un video di 30 secondi, la risposta ce l'hai già.
Quando una G7X non è la scelta giusta: le alternative a obiettivi intercambiabili
Con 600 euro in mano, una G7X Mark III non è l'unica strada per fare vlog, e per molti non è la migliore. Se vuoi cambiare obiettivo col tempo, avere un autofocus che non cerca il fuoco mentre parli o sentire l'audio in cuffia, a quella cifra trovi mirrorless APS-C pensate per riprendere se stessi. Il prezzo da pagare è uno solo, ma pesa: nessuna di queste sta in tasca.
Canon EOS R50 V e Sony A6100: le vere rivali della Mark III
Costano quanto una Mark III usata e hanno un sensore APS-C, circa tre volte la superficie del pollice della G7X. Più sfocato a parità di inquadratura e meno rumore con poca luce.
- Canon EOS R50 V a 540 euro: schermo orientabile, ingresso microfono e uscita cuffie, autofocus Dual Pixel. Non ha mirino, perché è nata per il video.
- Sony A6100 a 550 euro: schermo ribaltabile a 180°, ingresso microfono, 4K e autofocus a rilevamento di fase con riconoscimento dell'occhio. Ha un limite pratico: lo schermo si ribalta verso l'alto e un microfono sulla slitta lo copre.
Per il vlog puro la R50 V è più comoda: lo schermo laterale non si scontra con il microfono e le cuffie ti dicono subito se l'audio è sporco. La A6100 ha dalla sua il parco ottiche E-mount, enorme anche sull'usato. Con la Sony metti in conto una staffa laterale per il microfono e una seconda batteria.
Olympus PEN E-PL6: il vlog a meno di metà prezzo
La Olympus PEN E-PL6 a 250 euro costa quanto una prima G7X. Ha però un sensore Micro Quattro Terzi grande quasi il doppio e uno schermo che si ribalta fino a guardare chi riprende. I limiti sono chiari: Full HD e nessun ingresso microfono da 3,5 mm, quindi l'audio è solo quello interno. Con il classico 14-42 mm, a 14 mm l'inquadratura equivale a un 28 mm: a braccio teso si sta un po' stretti. Per chi comincia e vuole capire se il vlog fa per lui prima di spendere 550 euro, resta una prova onesta.
Le macchine da evitare se riprendi te stesso
Al banco consigliamo spesso questi due modelli a chi fotografa. A chi deve inquadrarsi mentre parla li sconsigliamo.
- Sony A6000 a 360 euro: lo schermo sale solo a 90°, utile per le riprese dal basso ma non per vederti. Non ha nemmeno l'ingresso microfono da 3,5 mm.
- Olympus OM-D E-M10 Mark II a 320 euro: la stabilizzazione a 5 assi camminando fa davvero la differenza. Lo schermo però si inclina soltanto e non si gira mai verso chi parla.
Per la foto sono due ottimi acquisti, per il vlog due errori. Se invece ti incuriosisce una reflex piccola con schermo articolato e ingresso microfono, ne abbiamo parlato nell'articolo sulla Canon EOS 200D usata.
Cosa facciamo noi al laboratorio su una compatta come la G7X
Una compatta non si collauda come una mirrorless. Non c'è un obiettivo da smontare e guardare in controluce, e non c'è una baionetta da cui ispezionare il sensore con la lente. Per questo sulle G7X il nostro protocollo dura più di quello che usiamo per molte reflex e si concentra sulle parti che si muovono.
- Obiettivo e zoom a cicli ripetuti. Accendiamo e spegniamo la macchina decine di volte di fila. A ogni ciclo portiamo lo zoom da 24 a 100mm e poi lo riportiamo indietro. Un barilotto con dentro un granello di sabbia o che ha preso un vecchio urto di solito si tradisce dopo una ventina di aperture, non alla prima.
- Filtro ND. Lo attiviamo e lo disattiviamo più volte. Controlliamo che l'esposizione cambi davvero e che sull'immagine non resti un velo o un'ombra laterale.
- Polvere interna. Fotografiamo un fondo bianco uniforme col diaframma più chiuso possibile, dove ogni particella nel gruppo ottico o sul sensore diventa una macchia ben visibile.
- Cavo flat dello schermo. Ribaltiamo lo schermo in tutte le posizioni previste dal modello e lo teniamo acceso in ognuna, cercando sfarfallii, righe o spegnimenti improvvisi.
- Registrazione 4K prolungata sulla Mark III. Facciamo una ripresa lunga, non dieci secondi di prova. Serve a capire se la macchina interrompe la registrazione prima del dovuto o se scalda in modo anomalo.
- Jack microfono e ricarica USB-C (Mark III). Registriamo con un microfono esterno collegato e ascoltiamo la traccia in cuffia. Poi verifichiamo che la batteria si carichi in macchina dal cavo.
- Batteria. Controlliamo che tenga la carica in modo coerente con l'uso. Una NB-13L di qualche anno può essere stanca: se non regge, lo scriviamo chiaramente nella scheda del prodotto.
C'è una regola su cui non trattiamo: se un esemplare ha polvere sul sensore, non lo mettiamo in vendita così com'è. O la pulizia la fa il laboratorio aprendo la macchina, o quella macchina non arriva sugli scaffali. Su un apparecchio comprato per girare video in controluce o con il cielo sullo sfondo, una macchia fissa nell'inquadratura rovina tutto il lavoro.
Anche sulle compatte diamo 2 anni di garanzia, la stessa copertura di una reflex o di una mirrorless. Su una macchina con un obiettivo motorizzato e uno schermo che si ribalta ogni giorno, sono i due anni che contano di più.
Una nota onesta: le G7X da noi restano poco a magazzino. Una Mark III revisionata di solito trova un acquirente in pochi giorni, e anche le Mark II non restano in vendita a lungo. Se ne cercate una, potete chiederci di avvisarvi appena ne entra una: diteci quale versione vi interessa e il budget, e vi chiamiamo noi prima di metterla online.
Domande frequenti
Meglio una G7X Mark II o una Mark III usata per fare vlog?
Per il vlog con parlato la Mark III, perché è l'unica con ingresso microfono, 4K e ricarica USB-C. La Mark II va bene se fai soprattutto foto e qualche clip senza audio importante, e costa 200-250 euro in meno.
Si può controllare il numero di scatti su una G7X usata?
Non in modo affidabile come su reflex e mirrorless Canon: le PowerShot non espongono un contatore leggibile con gli strumenti abituali. Su una compatta contano di più lo stato dell'obiettivo, dello schermo e la presenza di polvere interna.
La polvere sul sensore di una G7X si può pulire?
Non dall'esterno, perché l'obiettivo è fisso e il sensore non è accessibile. Serve aprire la macchina in laboratorio. Se un esemplare usato mostra macchie fisse a f/8, va considerato il costo dell'intervento o scartato.
La G7X Mark III si surriscalda in 4K?
Nelle riprese 4K lunghe, soprattutto d'estate o al sole, può comparire l'avviso di temperatura. Per clip da social non è un problema. Per registrare interventi lunghi conviene il Full HD o una macchina più grande, e conviene sempre aggiornare il firmware.
Con 550 euro conviene una G7X Mark III o una mirrorless?
Dipende dall'ingombro. La G7X sta in tasca, una Canon EOS R50 V o una Sony A6100 no, ma hanno un sensore APS-C, autofocus più affidabile in video e obiettivi intercambiabili. Se non ti serve la tascabilità, la mirrorless offre di più a parità di prezzo.
Quale batteria usa la G7X e quante ne servono per un giorno di vlog?
Tutte e tre usano la Canon NB-13L. Con un'autonomia CIPA tra 210 e 265 scatti e un consumo molto più alto in video, per una giornata di riprese servono almeno 3 batterie, quella in macchina più due di scorta. Sulla Mark III, grazie alla USB-C, puoi anche ricaricarla da un powerbank tra una ripresa e l'altra.
Cerchi una G7X o un'alternativa per il vlog? Parliamone
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Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: novembre 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.
