Canon 90D vs 80D usata: vale la pena spendere di piu?

06 Agosto 2026 di Matteo - Team ReflexMania 0 letture
Canon 90D vs 80D usata: vale la pena spendere di piu?
Confronto reale tra Canon 90D e 80D usate: 32 vs 24 MP, 10 fps, 4K senza crop, prezzi 2026 e quando il delta di 300 euro ha davvero senso.

In sintesi

  • Sull'usato la differenza di prezzo tra 80D e 90D si aggira sui 280-320 euro: circa 330-420 euro per una 80D in buone condizioni, 650-780 euro per una 90D.
  • I 32,5 MP del 90D non migliorano la qualità a parità di stampa: guadagni margine di crop e dettaglio, ma solo con ottiche decenti e tempi sotto 1/250 sul tele.
  • Le differenze che pesano davvero sono raffica 10 fps contro 7, video 4K a piena larghezza di sensore, joystick AF e otturatore da 120.000 cicli.
  • Con 700-800 euro la scelta non è più tra due reflex: una Canon EOS RP a 520-600 euro o una EOS R a 800 euro cambiano sistema, non solo modello.

Questa domanda arriva al banco almeno due volte a settimana, quasi sempre nella stessa forma: uno arriva con la 80D del fratello o con un budget di 700 euro e chiede se il 90D li vale. La risposta onesta è che dipende da tre cose sole — quanti fps ti servono davvero, se giri video, e che ottiche hai già nella borsa. Tutto il resto, nel passaggio da 80D a 90D, è marginale.

In questo articolo metto sul tavolo i numeri reali di entrambe: sensore, autofocus, raffica, video, batteria, cicli otturatore, prezzi correnti dell'usato. Poi affronto la parte che quasi nessuno ti dice, cioè cosa succede al valore di un corpo EF-S nel 2026 e perché con la stessa cifra potresti voler guardare da tutt'altra parte. Alla fine trovi la checklist che usiamo in laboratorio quando ritiriamo una di queste due macchine.

Le cinque differenze che contano davvero tra 80D e 90D

Tra 80D e 90D cambiano poche cose, ma quelle poche pesano molto. Canon ha presentato la 90D nell'agosto 2019 come successore diretto, e sulla carta la lista delle novità sembra lunga. Nella pratica, al banco, le domande dei clienti si riducono sempre a cinque punti. Il resto è materiale da comunicato stampa.

Cosa è rimasto identico (e nessuno lo dice)

La parte della macchina che tocchi ogni giorno è la stessa. Mirino ottico con copertura 100% e ingrandimento circa 0,95x, LCD articolato touch da 3 pollici, slot SD singolo UHS-I, corpo in lega di magnesio e policarbonato con la stessa tropicalizzazione parziale. Attacco EF-S, quindi lo stesso parco ottiche.

Il punto più importante: il modulo autofocus da mirino ha 45 punti tutti a croce in entrambe. Chi scatta con l'occhio all'oculare — e sulle reflex sono la maggioranza — non trova un autofocus nuovo passando alla 90D. Trova lo stesso, con un algoritmo di tracking migliore grazie al sensore di misurazione più fitto, ma la griglia di punti e la loro copertura sul fotogramma non cambiano.

Cosa cambia sul serio

CaratteristicaCanon EOS 80DCanon EOS 90D
Sensore24,2 MP APS-C32,5 MP APS-C
Raffica7 fps10 fps
Video1080p 60 fps4K UHD 30p, piena larghezza sensore
Misurazione7.560 pixel RGB+IR220.000 pixel RGB+IR, riconoscimento volti
Otturatore1/8000 meccanico, 100.000 cicli1/8000 meccanico (1/16000 con otturatore elettronico in live view), 120.000 cicli
Joystick AFAssentePresente
Mirino / AF ottico100%, 45 punti a croce100%, 45 punti a croce
Attacco / slotEF-S, 1x SD UHS-IEF-S, 1x SD UHS-I

Sono cinque differenze reali, e non hanno tutte lo stesso peso. Il video 4K è un salto categorico: chi gira non ha nulla da decidere. La raffica da 10 fps e il joystick sono comodità concrete per chi fotografa sport, bambini o animali. La misurazione da 220.000 pixel migliora il tracking e l'esposizione in controluce, ma è un guadagno che si nota nelle statistiche di una giornata, non nel singolo scatto.

I 32,5 MP sono la voce più pubblicizzata e la meno decisiva: ne parliamo in dettaglio nella prossima sezione, perché hanno un costo in ottiche e tempi di scatto che va messo sul tavolo. L'otturatore da 120.000 cicli conta soprattutto su una macchina usata, dove ti dice quanta vita residua stai comprando — non quanto scatterai meglio domani.

32 megapixel su APS-C: cosa guadagni e cosa ti costa

La 90D monta uno dei sensori APS-C più densi mai prodotti da Canon, la stessa densità che ritrovi sulla EOS R7: 32,5 megapixel su una superficie di 22,3 x 14,9 mm. L'80D ne aveva 24,2 sulla stessa area. Sulla carta è un 34% di pixel in più, che sul lato lungo del fotogramma si traduce in un +16% di risoluzione lineare; nella pratica è una scelta che sposta il collo di bottiglia dal corpo macchina a tutto il resto: obiettivi, tecnica di scatto, spazio su disco.

Il vantaggio reale: margine di crop

Il guadagno concreto dei 32,5 MP non è la nitidezza percepita, è il crop. Da un file 6960 x 4640 puoi ritagliare via il 60% della superficie e restare sopra i 12 megapixel, cioè sopra la soglia utile per una stampa 30x45 a distanza di lettura normale. Dalla 80D lo stesso ritaglio ti lascia poco meno di 10 MP.

Chi ne beneficia davvero è una categoria precisa: chi non arriva mai abbastanza vicino al soggetto. Avifauna con un 400mm che vorrebbe essere un 600. Sport da bordocampo dove il regolamento decide dove stai. Teatro e concerti, dove il posto te lo assegnano. Se fotografi ritratti, paesaggio o street, il margine di crop lo userai tre volte l'anno.

Il conto da pagare: ottiche, tempi, diffrazione

I photosite della 90D misurano circa 3,2 micron contro i 3,7 dell'80D. Tre conseguenze pratiche, tutte verificabili in giornata:

  • Ottiche. Il kit 18-55 IS STM regge il centro ma cede visibilmente ai bordi. Per sfruttare il sensore serve almeno un 18-135 Nano USM, meglio un 17-55 f/2.8 IS USM o un Sigma 17-50 f/2.8. Un corpo da 700 euro con un'ottica da 120 euro davanti è denaro speso male.
  • Tempi di scatto. Il micromosso che l'80D perdonava sulla 90D si vede al 100%. Sul tele la vecchia regola 1/focale non basta più: usa 1/(focale x 2). Con un 200mm significa 1/400, non 1/200.
  • Diffrazione. Oltre f/8 il calo di nitidezza inizia a essere misurabile, a f/11 e f/16 il vantaggio di risoluzione sulla 80D si è già annullato. Se lavori in iperfocale a f/16 per il paesaggio, i 32 megapixel non li stai usando.

Alti ISO: nessuno dei due vince

Qui il marketing ha creato aspettative sbagliate in entrambe le direzioni. Osservato al 100%, il file della 90D è leggermente più rumoroso a parità di ISO: photosite più piccoli raccolgono meno luce. Ridimensionando entrambi allo stesso formato di stampa, il divario si annulla quasi del tutto — il rumore della 90D si media su più pixel.

La verità operativa è che sopra ISO 3200 entrambe chiedono di essere sviluppate con criterio, e sopra ISO 6400 nessuna delle due è una macchina da matrimonio in chiesa. Chi compra la 90D sperando in un salto generazionale sul rumore rimane deluso: il salto sta altrove.

Autofocus e raffica: 7 fps contro 10 fps, e il live view che ribalta tutto

Se guardi la scheda tecnica pensi che il 90D metta a fuoco meglio dell'80D. Guardando dentro il mirino, non è così. Il modulo AF è lo stesso: 45 punti, tutti a croce, stessa disposizione, stessa sensibilità dichiarata fino a -3 EV. Chi passa da una all'altra fotografando reportage o ritratto con il mirino all'occhio nota poca differenza nella percentuale di scatti a fuoco.

Da mirino: stesso modulo, gestione diversa

Quello che cambia è come la macchina usa quei 45 punti. Il 90D monta un sensore di misurazione RGB+IR da 220.000 pixel contro i 7.560 pixel dell'80D. Nella pratica significa riconoscimento dei volti in fase di inseguimento: la macchina capisce che sta seguendo una persona e non una macchia di contrasto, quindi molla il soggetto meno spesso quando qualcuno gli passa davanti.

L'altro cambiamento è il joystick sul dorso. Sull'80D per spostare il punto AF devi premere il tasto di selezione e usare le ghiere. Sul 90D sposti il punto con il pollice senza staccare l'occhio dal mirino. È usabilità, non precisione — ma su un matrimonio, dove ricomponi ogni tre secondi, l'usabilità è la precisione.

In live view e sullo schermo: il salto vero

Qui il confronto si spacca. Entrambe hanno Dual Pixel CMOS AF, ma il 90D offre 5.481 posizioni AF selezionabili e il rilevamento dell'occhio, mentre l'80D lavora con zone più grosse e senza eye detection. Chi scatta a braccio teso, con lo schermo ribaltato, dal basso o in video, sente questa differenza a ogni singolo scatto. È la voce più concreta dell'intero confronto, più della risoluzione.

Il buffer conta più dei fps

10 fps sono un numero da brochure finché non guardi quanti scatti riesci a incatenare prima che la macchina rallenti. In RAW il 90D dichiara circa 58 scatti di buffer, l'80D circa 25. Sembra un vantaggio schiacciante, ma i file RAW del 90D pesano circa il 35% in più e lo slot SD è UHS-I su entrambe: lo svuotamento del buffer è lento uguale.

  • 7 fps bastano: ritratto, viaggio, street, matrimonio, still life, reportage. Sequenze da 3-5 scatti, buffer mai in crisi.
  • 7 fps non bastano: calcio, atletica, cani in corsa, motorsport, birdwatching. Qui raffiche da 15-20 scatti sono la norma e l'80D si ferma.

Consiglio pratico: se compri il 90D per lo sport, metti in conto una SD UHS-I V30 da almeno 90 MB/s in scrittura reale. Con una scheda lenta i 10 fps li vedi per due secondi, poi la macchina va in apnea e ti perdi l'azione.

Video: qui il 90D non ha rivali contro la 80D

Se giri video, il confronto finisce alla prima riga della scheda tecnica. La 80D si ferma a 1080p a 60 fps, il 90D arriva a 4K UHD 30p. Non è una differenza di raffinatezza, è una differenza di formato consegnabile: nel 2026 un cliente che chiede un video aziendale si aspetta un master in 4K, anche se poi lo pubblica su Instagram.

4K UHD 30p a piena larghezza di sensore

Il punto vero non è il 4K in sé, ma come il 90D lo registra. Usa tutta la larghezza del sensore, senza il crop 1,64x che mutilava il 4K delle Canon di quegli anni, 5D Mark IV compresa. Concretamente: il tuo 10-18mm resta un 10-18mm anche in video. Su una macchina con crop diventerebbe un 16-29mm equivalente, e in una stanza piccola quella differenza è la ripresa che riesci o non riesci a fare.

In più il Dual Pixel AF resta attivo anche in 4K, cosa non scontata. L'inseguimento sul volto è affidabile e le transizioni di fuoco sono morbide, non a scatti. Sulla 80D il Dual Pixel c'è ed è buono, ma lo usi su un 1080p con codec datato: bitrate alto, compressione poco efficiente, file pesanti per la qualità che restituiscono. Se poi correggi il colore in post, il margine è sottile.

Slow motion e limiti pratici

Il 90D registra 1080p a 120 fps, quindi rallenti 4x mantenendo la fluidità. Sulla 80D questa opzione non esiste. Detto questo, il 90D non è una cinepresa e va usato sapendo dove si rompe:

  • Rolling shutter evidente: nelle panoramiche rapide o con soggetti che attraversano il fotogramma le verticali si inclinano. In 4K è più marcato. Panoramiche lente, e il problema sparisce.
  • Clip da 29 minuti e 59 secondi: limite di durata per singola registrazione. Per un'intervista lunga devi spezzare o mettere in conto un buco.
  • Riscaldamento in 4K continuativo: in estate, con la macchina su cavalletto e clip consecutive, si scalda. Non è un problema in ripresa spezzettata, lo diventa in eventi lunghi.
  • Nessun profilo log: niente C-Log. Esponi giusto in ripresa, perché in post il margine di recupero sulle alte luci è minimo.

Sull'audio: presa microfono su entrambe, ma l'uscita cuffie è solo sul 90D. Sembra un dettaglio da specifica, è il contrario. Senza cuffie non ti accorgi del cavo scollegato o del clipping finché non sei al computer, e a quel punto la registrazione è persa. Chi consegna video a un cliente non può lavorare alla cieca sull'audio.

Ergonomia, batteria e affidabilità nel tempo

Le differenze di scheda tecnica le leggi in dieci minuti. Come si comporta il corpo macchina dopo tre ore di matrimonio o due giorni di trekking lo scopri solo tenendolo in mano, e nessun confronto online te lo racconta bene.

Impugnatura, joystick e comandi

La 90D pesa 701 grammi contro i 730 della 80D. Trenta grammi non li senti, ma la forma dell'impugnatura è diversa: più profonda nell'incavo tra pollice e indice, con un appoggio migliore per chi ha mani grandi. Chi arriva da una 7D Mark II si trova a casa sulla 90D e trova la 80D leggermente stretta.

Il joystick posteriore, assente sull'80D, è il comando che userai più spesso in assoluto se fotografi ritratto o eventi. Sulla 90D anche la ghiera posteriore è ridisegnata e il tasto AF-ON è più grosso e sporgente. Per chi lavora in back-button focus — mettere a fuoco col pollice e scattare con l'indice — è la differenza tra un tasto che trovi al buio e uno che devi cercare.

Autonomia e cicli otturatore

Stessa batteria LP-E6N su entrambe, quindi se passi da una all'altra i ricambi che hai restano validi. L'autonomia dichiarata però cambia parecchio: circa 960 scatti sulla 80D, circa 1.300 sulla 90D. In live view crollano entrambe — circa 300 scatti sulla 80D e circa 450 sulla 90D — quindi se giri video porta almeno tre batterie.

Sull'otturatore i numeri ufficiali sono 100.000 cicli per la 80D e 120.000 per la 90D. Vanno letti per quello che sono: una media statistica su un campione, non una scadenza. Al banco vediamo cose che smentiscono entrambi i dati:

  • 80D oltre i 150.000 scatti con otturatore silenzioso e tempi ancora precisi, di solito macchine di amatori che le hanno trattate bene.
  • 90D a 40.000 scatti con otturatore già rumoroso, quasi sempre ex uso professionale intenso o corpi che hanno preso sabbia e polvere.

Il conteggio scatti è un indicatore, non un verdetto. Vale lo stesso ragionamento che facciamo su corpi ben più costosi: nell'analisi della Nikon D850 usata il punto era identico — 80.000 scatti su una macchina revisionata dicono meno di 20.000 su una mai aperta. Conta come è stata usata, non quanto.

Quanto costano oggi sull'usato e quando i 300 euro di differenza hanno senso

Il mercato italiano dell'usato ha stabilizzato queste due macchine su fasce piuttosto rigide, e le oscillazioni dipendono quasi solo dal contatore scatti. La 80D è uscita nel 2016 e ha già completato la sua curva di svalutazione: perde ormai 30-40 euro l'anno. Il 90D è del 2019 e sta ancora scendendo, circa 80-100 euro l'anno, perché eredita la pressione di un mercato che ha smesso di comprare reflex APS-C nuove.

Le fasce di prezzo che vediamo oggi

ConfigurazioneFascia usatoNota
Canon 80D solo corpo330-420 euroSotto i 20.000 scatti si sta sui 400-420; oltre i 60.000 scende a 330-350
Canon 90D solo corpo650-780 euroGli esemplari sotto i 15.000 scatti restano in alto, raramente si trattano sotto i 700
Kit con 18-135+120-180 euroIl 18-135 IS USM (nano USM) sta nella parte alta, la vecchia versione IS STM nella bassa

Il delta medio resta intorno ai 300 euro. Vale la pena tradurlo in cose concrete: 300 euro sono un 17-55 f/2.8 usato in condizioni decenti, oppure due schede UHS-I veloci più un flash cobra usato, oppure metà del prezzo di un 70-200 f/4 IS. Chi valuta la differenza in astratto tende a sottovalutarla.

I tre casi in cui il 90D vale ogni euro

  • Video 4K per lavoro o social. Se le clip sono parte di quello che consegni o pubblichi, il confronto è chiuso: la 80D si ferma al Full HD e nessuna post-produzione recupera quel gap.
  • Sport e natura con crop pesante. Se ritagli abitualmente al 50% del fotogramma, i 32,5 MP ti lasciano ancora un file stampabile dove la 80D ti dà un JPEG da social. La raffica a 10 fps aiuta, ma è il margine di crop a fare la differenza.
  • Uso intensivo in live view o su treppiede. Macro, still life, riprese da schermo: qui l'AF live view del 90D lavora in un'altra categoria e ti fa risparmiare tempo a ogni sessione.

I tre casi in cui la 80D è la scelta più intelligente

  • Ritratto, viaggio, eventi in luce disponibile, stampa fino al 30x45. A quella dimensione i 24 MP della 80D e i 32,5 del 90D sono indistinguibili. Stai pagando 300 euro per un vantaggio che non vedrai.
  • Chi ha ancora ottiche kit da sostituire. Con un 18-55 in borsa, quei 300 euro spostati su un 50mm f/1.8 più un 17-55 f/2.8 cambiano le foto molto più di qualsiasi corpo.
  • Chi entra ora nel sistema. La 80D ha già svalutato quasi tutto: rivendendola tra due anni perdi 60-80 euro. Il 90D in due anni può perderne 200. È lo stesso ragionamento che vale sulle full frame più anziane, come spieghiamo nell'analisi sulla Canon 5D Mark IV usata nel 2026.

La regola pratica che diamo al banco è semplice: se non rientri in uno dei tre casi della prima lista, i 300 euro rendono di più altrove.

Il terzo scenario: con 700 euro forse non vuoi nessuna delle due

Quando qualcuno entra in negozio con 700 euro in mano e chiede una 90D, la prima domanda che faccio è: quante ottiche EF-S hai già? Se la risposta è "una, quella del kit", il discorso cambia completamente. Perché a quella cifra oggi si comprano corpi mirrorless full frame, e la 90D smette di essere l'unica opzione ragionevole.

EF-S è un sistema fermo, non morto

Il parco ottiche EF ed EF-S usate è enorme e costa poco: questo è il vero argomento a favore di 80D e 90D nel 2026. Un 17-55 f/2.8 IS, un 10-18 STM, un 55-250 STM si trovano a cifre che le equivalenti RF-S non avvicinano nemmeno da lontano. Il sistema funziona, le ottiche continuano a fare il loro lavoro.

Quello che è fermo è lo sviluppo. Canon non annuncia una nuova reflex APS-C dal 2020 (EOS 850D) e non c'è ragione di aspettarsene altre. Sul valore di rivendita questo si traduce in una discesa costante intorno al 10-15% all'anno: una 90D pagata 700 euro oggi ne vale realisticamente 500-550 fra due anni. Non è un dramma, ma va messo nel conto.

Cosa prendi oggi con lo stesso budget in mirrorless

  • Canon EOS RP — da 520 a 600 euro. Sensore full frame, corpo leggerissimo. Con l'adattatore EF-EOS R monti tutte le tue ottiche EF senza perdite; le EF-S si montano ma la macchina passa automaticamente in crop 1,6x, quindi da una RP ti restano poco più di 10 megapixel.
  • Canon EOS R — 800 euro. Mirino da 3,69 milioni di punti e corpo più solido della RP, per chi passa ore con l'occhio incollato.
  • Canon EOS R100 — da 375 a 400 euro. Entrata economica in RF, ma è un corpo base: niente schermo orientabile, ergonomia ridotta rispetto a una 80D.
  • Sony A6400 — 680 euro. L'AF con eye-tracking è ancora oggi un riferimento, e sul video non ha limiti di registrazione.
  • Sony a6500 — 600 euro. Stabilizzazione sul sensore, utile a chi filma a mano libera.

Se stai valutando di aspettare un corpo più recente prima di muoverti, abbiamo affrontato il ragionamento in questo articolo sulla Canon EOS R6 Mark II usata.

Quando la reflex resta la risposta giusta

Il mirino ottico non ha lag, non consuma batteria e a -5 gradi funziona uguale. L'autonomia di una 80D o di una 90D è tre o quattro volte quella di una RP, che ne dichiara circa 250: una giornata intera con una batteria, contro due o tre cambi.

E poi c'è la borsa. Se hai già tre o quattro ottiche EF-S, passare a RF significa rivenderle in perdita e ricomprare tutto: quasi sempre non conviene. In quel caso la 90D è la scelta razionale, e la 80D lo è ancora di più se il budget è stretto.

Cosa controllare prima di comprare una 80D o una 90D usata

Sull'80D il punto che cede per primo non è l'otturatore: è la cerniera dello schermo articolato. Su un corpo del 2016 che ha fatto qualche migliaio di aperture, il cardine sviluppa gioco laterale e in alcuni casi il flat cable interno inizia a dare falsi contatti al touch. Sulla 90D succede meno, ma il meccanismo è lo stesso. Se compri da privato e non puoi aprire il corpo, questi sei controlli in cinque minuti ti dicono quasi tutto.

I sei controlli da fare in cinque minuti

  1. Numero scatti letto dal file, non dichiarato a voce. Scatta un JPEG, aprilo con un lettore EXIF che espone lo shutter count Canon e confronta il dato con quello che ti hanno detto. Sull'80D e sulla 90D l'informazione c'è ed è affidabile. "Pochi scatti" non è un numero.
  2. Sensore a f/16 su superficie chiara. Inquadra un muro bianco o il cielo, diaframma f/16, sfoca leggermente: la polvere e i punti fissi saltano fuori subito. La polvere si pulisce, le macchie che restano dopo la pulizia no.
  3. Specchio e pentaprisma. Guarda nel mirino contro una fonte luminosa. Aloni lattiginosi o ramificazioni tipo radice indicano funghi: su un corpo tenuto in borsa umida per anni è più comune di quanto si creda, e sul pentaprisma non si recupera.
  4. Cerniera dello schermo. Aprila, ruotala su tutto l'arco, chiudila. Non deve avere gioco laterale né scatti secchi, e il touch deve rispondere in ogni posizione, non solo da chiuso.
  5. Contatti EF-S e leva di rilascio baionetta. Monta e smonta un obiettivo tre o quattro volte. Contatti anneriti, gioco eccessivo o una leva che non richiama a fondo sono segnali di un corpo montato e smontato molte migliaia di volte.
  6. Gommini dei coperchi porte. Sull'80D si scollano dopo cinque o sei anni, soprattutto quello del lato HDMI/microfono. Costa poco in ricambio, ma è il termometro di come è stato tenuto il corpo.

Cosa facciamo noi al laboratorio

Su ogni corpo che ritiriamo passiamo dallo stesso protocollo: lettura del contatore scatti, test dell'otturatore su tutte le velocità, pulizia sensore, verifica della taratura AF su target, controllo della tenuta batteria e dello slot SD, prova di tutte le porte. Il numero di scatti finisce scritto nella scheda prodotto, perché è il dato che determina il prezzo più di qualunque descrizione delle condizioni estetiche. Se ti interessa capire come si costruisce una valutazione, l'abbiamo spiegato nel dettaglio nella guida alla valutazione di una Canon usata.

Su tutto l'usato diamo due anni di garanzia. È lo stesso motivo per cui, se durante la revisione un corpo non passa il test dell'otturatore o della taratura, non arriva a listino: rivenderlo con due anni di copertura non conviene a nessuno. Vale anche per le mirrorless che affianchiamo a questi due modelli, come la Canon EOS RP, in catalogo tra 520 e 600 euro a seconda degli scatti certificati.

Domande frequenti

La Canon 90D fa foto migliori della 80D?

A parità di formato di stampa no. I 32,5 MP del 90D danno più dettaglio solo se ritagli o stampi oltre il 40x60, e a condizione di usare ottiche di qualità. Sul rumore ad alti ISO le due macchine sono sostanzialmente equivalenti una volta ridimensionati i file.

Quanto costa oggi una Canon 80D usata in buone condizioni?

Tra 330 e 420 euro per il solo corpo, in funzione del numero di scatti e dello stato estetico. Con il 18-135 IS USM si sale a 470-580 euro. Sotto i 300 euro conviene chiedersi perché: di solito ci sono scatti oltre 150.000, cerniera dello schermo lasca o gommini mancanti.

Quanti scatti sono troppi su una 80D o una 90D usata?

L'otturatore è certificato 100.000 cicli sull'80D e 120.000 sul 90D, ma è una media statistica. Sotto i 40.000 scatti si compra tranquilli. Tra 40.000 e 100.000 il prezzo deve scendere del 15-25%. Oltre i 120.000 la macchina può funzionare benissimo, ma va comprata solo con garanzia scritta.

Le ottiche EF-S della 80D funzionano sul 90D?

Sì, l'attacco è identico e tutte le ottiche EF ed EF-S sono pienamente compatibili in entrambe le direzioni. È il motivo principale per cui il passaggio 80D a 90D resta un aggiornamento economico rispetto a un cambio di sistema.

Conviene prendere una 90D o passare direttamente a mirrorless?

Se hai già tre o quattro ottiche EF-S, il 90D è l'aggiornamento più razionale. Se parti da zero o hai solo il 18-55 kit, con la stessa cifra prendi una Canon EOS RP full frame a 520-600 euro o una Sony A6400 a 680 euro, e ti porti dietro un sistema in cui escono ancora corpi nuovi.

Il 4K della Canon 90D è utilizzabile professionalmente?

Per contenuti social, video aziendali e riprese controllate sì, con il vantaggio del Dual Pixel AF a piena larghezza di sensore. Per lavori più esigenti pesano tre limiti: rolling shutter marcato nelle panoramiche, clip di massimo 29 minuti e 59 secondi e assenza di profili log per la color correction.

Comprare una 80D nel 2026 ha ancora senso?

Sì, per chi cerca il costo per scatto più basso possibile. È una macchina completa, con mirino ottico, tropicalizzazione e accesso a un parco ottiche EF-S usato molto economico. Il limite è la rivendita: continuerà a perdere circa il 10-15% all'anno.

Canon 80D o 90D: sentiamoci prima di decidere

Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.

Tre modi per parlarci:

E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.

Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.