In sintesi
- La Canon 750D (2015) è stata la prima entry Canon con sensore da 24,2 MP e 19 punti AF tutti a croce nel mirino, contro i 9 punti delle 600D, 650D e 700D.
- L'AF ibrido Hybrid CMOS AF III lavora solo in live view: è più rapido di quello di 650D e 700D, ma resta indietro rispetto al Dual Pixel AF della 200D, soprattutto in video.
- Sul mercato dell'usato nel 2026 un corpo in buone condizioni costa tra 280 e 350 euro, cioè 60-130 euro in più di una 650D o di una 100D revisionate.
- Su un esemplare usato le cose da verificare sono tre: il numero di scatti, il cavo flat del display articolato e il numero di serie, perché i primi lotti del 2015 rientravano in un avviso Canon per riflessi anomali in controluce.
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Al banco la 750D arriva quasi sempre con la stessa storia: comprata nel 2016 con il 18-55 STM, usata per qualche viaggio e per le feste di famiglia, poi lasciata in un cassetto quando è arrivato lo smartphone nuovo. Molti esemplari hanno meno di 10.000 scatti e un sensore che non ha mai visto una pulizia, ma il prezzo richiesto dai privati spesso è quello di una macchina di due generazioni più recente. Il motivo è una sigla stampata su tutte le schede tecniche: AF ibrido.
In questo articolo spiego cosa significa davvero quell'AF ibrido, in cosa la 750D è migliore delle 650D e 700D che la precedono e dove invece resta indietro rispetto alla 200D con Dual Pixel. Poi vediamo cosa controllare su un esemplare usato e quanto ha senso spendere. Oggi in negozio non abbiamo una 750D disponibile, quindi ti dico anche quali alternative del nostro catalogo fanno lo stesso lavoro spendendo meno, e quando invece conviene aspettare una 750D.
La Canon 750D nel 2026: cosa compri davvero
La Canon 750D è una reflex APS-C da 24,2 MP uscita a febbraio 2015, pensata per chi scatta dal mirino e vuole anche un display articolato touch. Monta il processore DIGIC 6, scatta a 5 fotogrammi al secondo e lavora tra 100 e 12800 ISO nativi, con 25600 come valore espanso. Il display è da 3 pollici e 1,04 milioni di punti, ci sono Wi-Fi e NFC, e il video arriva al massimo al Full HD a 30p. Con la batteria pesa 555 g, quanto una reflex entry classica e non una compatta.
Chi arriva da una 600D, una 650D o una 700D deve sapere una cosa sulla batteria. La 750D usa la LP-E17, che non è compatibile con le LP-E8 delle tre macchine precedenti. Le batterie che hai nel cassetto non servono più, e una LP-E17 originale costa tra 50 e 70 euro: va messa nel conto fin dall'inizio.
750D e 760D: le differenze che contano
Canon le ha lanciate insieme e hanno lo stesso sensore, lo stesso processore e lo stesso sistema AF. Cambia il modo in cui le comandi.
| Canon 750D | Canon 760D | |
|---|---|---|
| Display LCD superiore | No | Sì |
| Ghiera posteriore | No, solo tasti a croce | Sì, Quick Control Dial |
| Sensore e AF | 24,2 MP, 19 punti a croce | Identici |
| Differenza sull'usato | — | 30-50 euro in più |
La ghiera posteriore serve davvero a chi scatta in manuale: il tempo va sulla ghiera anteriore e il diaframma su quella posteriore, senza tenere premuto un tasto. Il display superiore è comodo, ma se ne può fare a meno. Se scatti in priorità di diaframma o in automatico, è meglio spendere quei 30-50 euro in una batteria in più o in un obiettivo migliore. Se lavori spesso in manuale, la 760D li vale.
Cosa manca rispetto a una macchina recente
- 4K: non c'è, il massimo è il Full HD a 30p.
- Bluetooth: non c'è, solo Wi-Fi con NFC. Manca il collegamento continuo a basso consumo con lo smartphone, quindi la connessione va avviata a mano ogni volta.
- Slot di memoria: uno solo, SD. Non c'è copia di sicurezza in tempo reale su una seconda scheda.
- Autonomia: circa 440 scatti per carica secondo lo standard CIPA, usando il mirino. In live view scende a circa 180.
Va chiarito anche cosa non è. Non è una macchina sportiva: 5 fps bastano per un bambino che corre in giardino, non per una partita di calcio o per gli uccelli in volo. Non è nemmeno una videocamera: oltre a non avere il 4K, ha un AF in video con limiti che vedremo nella prossima sezione. È una reflex per fotografare, con un sensore che regge ancora bene il confronto, e va giudicata per questo.
AF ibrido: cosa fa davvero Hybrid CMOS AF III
Su una 750D il nome "Hybrid CMOS AF III" lavora solo quando guardi lo schermo. Appena metti l'occhio al mirino lo specchio scende e quel sistema si spegne. Molti acquirenti lo scoprono solo dopo l'acquisto, perché nelle schede di vendita le due cose finiscono nella stessa riga.
Mirino contro live view: due sistemi diversi
Nel mirino lavora un modulo AF a rilevamento di fase separato, con 19 punti tutti a croce. È lì il vero salto rispetto alle entry precedenti, che si fermavano a 9 punti: tutti a croce su 650D e 700D, solo il centrale sulla 600D. In pratica puoi mettere a fuoco un soggetto decentrato senza fuoco e ricomposizione e con un aggancio più sicuro. In live view entra invece in gioco il sistema ibrido sul sensore: è utile per il cavalletto, le inquadrature basse con lo schermo articolato e il tocco sullo schermo per scegliere il punto.
Hybrid CMOS AF I, II e III: l'evoluzione in tre modelli
Lo schema di base è sempre lo stesso. Alcuni pixel del sensore misurano la fase e danno una prima indicazione di direzione, poi il rilevamento di contrasto rifinisce il fuoco. Da una versione all'altra cambiano l'area coperta e la velocità.
- Versione I — Canon 650D, oggi a 220 euro, e 700D. I pixel di fase coprono solo una zona centrale. Fuori da quella zona lavora quasi solo il contrasto, e la macchina cerca il fuoco avanti e indietro.
- Versione II — Canon 100D, anche lei a 220 euro. L'area utile si allarga a circa l'80% del fotogramma, nel corpo più piccolo della famiglia.
- Versione III — 750D e 760D. L'area resta intorno all'80% del fotogramma e l'aggancio diventa più rapido e meno incerto.
Sul campo la 750D in live view mette a fuoco bene paesaggi, ritratti in posa e still life. Sui soggetti che si muovono, anche solo un bambino che gioca, resta lenta.
Perché non è Dual Pixel AF
Il marketing parla di "ibrido" e molti lo confondono con il Dual Pixel AF di 70D, 80D e 200D. Sono due cose diverse. Nel Dual Pixel ogni pixel dell'area utile è diviso in due fotodiodi e misura la fase. Nell'Hybrid CMOS lo fa solo una piccola parte dei pixel, e il contrasto deve chiudere il lavoro. In foto la differenza è contenuta, in video è evidente. Con il Movie Servo AF della 750D il fuoco "pompa": prima di fermarsi supera il punto giusto e torna indietro, e nella ripresa si vede.
Se ti serve un fuoco che segua il soggetto in video, la 750D non è la scelta giusta. Ha più senso guardare la Canon EOS 200D usata, che ha il Dual Pixel in un corpo più piccolo. Per noi al banco è una delle domande da fare prima di vendere una 750D: «la usi più per le foto o per il video?».
24 MP contro 18 MP: il sensore fa la differenza?
Sulla carta il salto sembra grande. In pratica passare da 18 a 24 MP significa passare da 5184 a 6000 pixel sul lato lungo, cioè circa il 16% di risoluzione lineare in più. È un vantaggio reale ma contenuto, e conviene sapere in quali casi si nota. Il sensore della 750D ha anche una gamma dinamica un po' migliore alle sensibilità basse, mentre tra 3200 e 6400 ISO, con lo stesso obiettivo e la stessa luce, la differenza rispetto alle Canon da 18 MP si vede poco.
Quando i 6 MP in più servono davvero
Ci sono tre situazioni in cui i 24 MP fanno la differenza, e tutte hanno a che fare con il margine di lavoro sul file.
- Ritaglio pesante. Chi fotografa uccelli o sport amatoriale con il 55-250 a 250 mm finisce quasi sempre per ritagliare. Tenendo metà dell'area del fotogramma restano circa 12 MP sulla 750D e 9 MP su una 18 MP: per una stampa 20x30 cm è la differenza tra un file tranquillo e uno al limite.
- Stampe grandi. Su un 40x60 cm i 6000 pixel della 750D danno circa 250 dpi, i 5184 di una 18 MP circa 220. Si stampa bene con entrambe, ma la 750D tiene meglio lo sguardo da vicino.
- Recupero delle ombre in paesaggio. A 100-200 ISO, quando si alzano molto le ombre di un RAW in controluce, il file della 750D mostra meno rumore e meno bande. A ISO alti questo vantaggio sparisce.
Quando non cambiano nulla
Per ritratti in famiglia, viaggi e foto da pubblicare online i 18 MP bastano. Un post su Instagram usa poco più di 1 MP e una stampa 30x45 cm da un file di 5184 pixel arriva quasi a 300 dpi. Chi scatta per questi usi non vedrà mai la differenza sul risultato finale.
In questa fascia l'obiettivo conta più del sensore. Un 50 mm f/1.8 STM montato su una Canon 650D, che oggi abbiamo a 220 euro con display articolato touch, dà ritratti più nitidi e sfocati meglio di un 18-55 di kit sulla 750D. Con i 60-130 euro che separano le due macchine il 50 mm si compra quasi tutto. Chi spende il meno possibile può guardare alla Canon 600D, tra 180 e 200 euro: ha la stessa risoluzione da 18 MP e una qualità d'immagine praticamente identica a quella della 650D, ma rinuncia al touch.
Per chi vuole restare sulle 18 MP abbiamo scritto una guida dedicata alla Canon 700D usata. Il sensore è lo stesso della 650D e il discorso sui megapixel vale identico.
Cosa controllare su una Canon 750D usata
Su una 750D usata guardiamo tre cose prima di tutte le altre: il numero di scatti, il display articolato e il numero di serie. Il resto si verifica in cinque minuti, ma questi tre punti spostano il prezzo o fanno saltare l'acquisto.
Scatti: come leggerli e che soglie usare
La 750D non mostra il contatore nei menu e il dato non compare sempre nell'EXIF. Per leggerlo serve un software dedicato collegato via USB, oppure una lettura in un centro assistenza. Come riferimento si considera una vita indicativa dell'otturatore intorno ai 100.000 cicli.
- Sotto 20.000 scatti: ottimo, la macchina ha lavorato poco.
- Tra 20.000 e 50.000: uso normale da appassionato, nessun problema.
- Oltre 70.000: si compra lo stesso, ma il prezzo deve tenerne conto.
Diffidate dei numeri tondi dichiarati a voce. "Circa 10.000 scatti" senza una lettura vuol dire solo che il venditore non l'ha controllato.
Display articolato e touchscreen
Il punto debole è il cavo flat che passa nella cerniera. Aprite lo schermo e ruotatelo in tutte le posizioni con il live view attivo: se l'immagine sfarfalla, diventa nera o cambia colore in un certo angolo, il cavo è usurato. Poi provate il tocco nei quattro angoli dello schermo, dove i pannelli stanchi smettono di rispondere per primi. Chiudete con la messa a fuoco al tocco in live view su punti diversi dell'inquadratura.
L'avviso Canon sui primi esemplari
Nel 2015 Canon ha pubblicato un avviso per alcuni lotti di 750D e 760D. Il sintomo erano riflessi a reticolo o linee anomale nelle foto in forte controluce, con certi obiettivi e una sorgente di luce intensa nell'inquadratura. Il numero di serie si legge sotto il corpo e si verifica sulla pagina dell'avviso sul sito Canon. Un esemplare non trattato non va scartato per forza: va provato con il sole o un faretto dentro il fotogramma. Se il difetto non compare con i vostri obiettivi, il problema resta solo teorico.
Sensore e mirino
Scattate una foto a f/16 su un cielo uniforme o su un muro bianco, e ingranditela al 100%. Polvere e macchie compaiono come puntini scuri sfumati. La polvere nel mirino invece non finisce nelle foto, ma è fastidiosa e su macchine ferme da anni capita spesso.
Gli ultimi controlli, rapidi:
- contatti della baionetta puliti e non ossidati;
- Wi-Fi che si accoppia con lo smartphone dall'app Canon;
- sportello della batteria che chiude senza gioco;
- ghiera dei modi che scatta netta su ogni posizione.
Quanto pagarla e quali alternative abbiamo oggi
Nel 2026 un corpo Canon 750D in buone condizioni costa tra 280 e 350 euro, sia da privato sia da rivenditore. Si sta verso i 280 euro sopra i 40.000 scatti e si arriva a 350 per un esemplare sotto i 15.000 con scatola e accessori originali. Sopra i 350 euro non ha senso pagarla. Oggi in negozio non ne abbiamo, quindi vi diciamo cosa c'è a catalogo e quanto costa davvero.
| Modello | Prezzo ReflexMania | Sensore | Punto di forza |
|---|---|---|---|
| Canon 650D | 220 € | 18 MP | Display articolato touch, Hybrid CMOS AF |
| Canon 100D | 220 € | 18 MP | La reflex Canon più compatta, Hybrid CMOS AF II |
| Canon 600D | 180–200 € | 18 MP | Display articolato, prezzo più basso |
| Nikon D5200 | 250 € | 24 MP | 39 punti AF, display articolato |
| Nikon D3300 | 220 € | 24 MP | Leggera, sensore senza filtro passa-basso |
Le Canon da 180-220 euro che fanno quasi tutto
Chi scatta soprattutto dal mirino deve sapere che, rispetto alla 750D, rinuncia a due cose sole: 10 punti AF in più e 6 megapixel. Il live view più evoluto conta poco se l'occhio sta nel mirino il 90% del tempo. La Canon 650D a 220 euro ha già il display articolato touch e i 9 punti AF tutti a croce. Per un uso fotografico normale è la scelta più razionale.
La Canon 100D, sempre a 220 euro, è per chi vuole una reflex da portare sempre dietro. Il display è fisso, ma l'Hybrid CMOS AF II copre in live view un'area più ampia di quello della 650D. La Canon 600D, tra 180 e 200 euro, ha il display articolato ma senza touch e senza AF ibrido: va bene se il budget è davvero stretto e il live view non vi interessa.
Le Nikon a 24 MP per chi non è legato agli obiettivi Canon
Se i megapixel sono il motivo per cui guardate la 750D, Nikon li offre a meno, con un risparmio tra i 30 e i 130 euro. La Nikon D5200 a 250 euro ha 24 MP, 39 punti AF e display articolato: sul mirino è la più vicina alla 750D. La Nikon D3300 a 220 euro ha 24 MP in un corpo da circa 460 g con batteria, ma il display è fisso. Se poi volete restare su Nikon e salire di un gradino, nella nostra guida alla Nikon D5600 usata trovate prezzi e controlli.
Un'avvertenza: chi ha già uno o due obiettivi EF-S resta su Canon. Rivendere le ottiche e ricomprarle Nikon si mangia tutto il risparmio sul corpo, e spesso anche di più.
Quando la 750D ha senso e quando no
La 750D conviene a chi guarda quasi sempre nel mirino, ritaglia spesso e vuole un display articolato touch con 24 MP spendendo meno di 350 euro. Se non vi riconoscete in questa descrizione, c'è quasi sempre un acquisto più sensato.
- Ha senso se fotografate soggetti decentrati dal mirino e vi servono i 19 punti a croce, oppure se ritagliate molto foto di animali, dettagli o sport amatoriale.
- Non ha senso se girate soprattutto video, se partite da zero e volete un sistema con un futuro, o se avete già una 650D o una 700D.
Su quest'ultimo punto siamo netti: passare da una 700D a una 750D costa 280-350 euro e cambia poco. Spesi in un obiettivo migliore, gli stessi soldi cambiano davvero le vostre foto. A chi interessano più i comandi che il sensore conviene guardare la Canon 60D, che oggi abbiamo a 210 euro: display superiore, doppia ghiera, 9 punti AF tutti a croce, 18 MP e display articolato senza touch.
750D o 200D
La 200D costa 30-50 euro in più e pesa circa 100 grammi in meno (453 g contro 555 g). Il suo punto di forza è il Dual Pixel AF: in live view e in video il fuoco si sposta in modo fluido e non pompa. Usa la stessa batteria LP-E17, quindi il passaggio dall'una all'altra non costa niente in accessori.
Nel mirino però la 200D ha solo 9 punti AF, e l'unico a croce è quello centrale. Se componete guardando il display o girate video, scegliete la 200D. Se l'occhio resta al mirino, la 750D mette a fuoco meglio i soggetti fuori centro.
750D o una mirrorless entry
La Canon EOS R100 ha un AF più moderno, con il riconoscimento degli occhi, ma il suo display è fisso e non touch: su questo la 750D è più comoda. La differenza vera è nel sistema. La R100 usa la baionetta RF, e gli obiettivi EF-S si montano solo con l'adattatore EF-EOS R, che aggiunge ingombro e costo.
Se partite da zero e pensate di crescere con il sistema, guardate la mirrorless: ne parliamo nell'articolo sulla Canon EOS R100 usata. Se avete già obiettivi EF-S o volete il mirino ottico spendendo il meno possibile, la 750D resta una scelta coerente.
Gli obiettivi giusti per sfruttarla
- EF-S 18-55 mm IS STM: lo zoom da cui partire. È stabilizzato e silenzioso, e basta per l'80% delle situazioni quotidiane.
- EF 50 mm f/1.8 STM: sull'APS-C equivale a un 80 mm, la focale classica per i ritratti. Con f/1.8 lo sfondo si sfoca davvero e si scatta in interni senza alzare troppo gli ISO.
- EF-S 10-18 mm IS STM: copre l'equivalente di un 16-29 mm, utile per paesaggi, architettura e stanze piccole.
Tutti e tre hanno il motore STM, a passo. In live view l'AF ibrido li muove in modo più fluido e silenzioso rispetto ai vecchi micromotori o ai micro-USM, e la differenza si sente soprattutto in video.
Cosa facciamo noi al laboratorio su una reflex Canon entry
Una reflex Canon entry arriva al banco quasi sempre con la stessa storia: qualche anno di vacanze, uno zoom 18-55 di kit e nessuna manutenzione. Per questo usiamo un protocollo unico per tutta la famiglia, dalla 600D alla 750D. Cambia solo nei punti in cui cambia la macchina.
- Lettura certificata degli scatti: colleghiamo il corpo via USB a un software che legge il contatore direttamente dall'elettronica della macchina. Nella scheda prodotto scriviamo il numero letto, non una stima ricavata dall'EXIF.
- Pulizia del sensore: prima scattiamo a f/16-f/22 su un fondo uniforme per vedere lo sporco reale. Poi puliamo e ripetiamo lo scatto di verifica. Se le macchie restano, la macchina non va in vendita.
- Cavo flat del display articolato: apriamo lo schermo e lo ruotiamo in tutte le posizioni con l'immagine accesa. Uno sfarfallio o uno schermo che si spegne a una certa angolazione indica un flat che sta cedendo nella cerniera.
- Touchscreen e AF in live view: tocchiamo una griglia di punti su tutta la superficie, angoli compresi. Poi spostiamo il punto AF in ogni zona del fotogramma su un soggetto contrastato, per verificare che metta a fuoco anche ai bordi dell'area coperta.
- Contatti della baionetta: li puliamo e proviamo il corpo con un obiettivo di riferimento a tutti i diaframmi. Un contatto ossidato si traduce in Err 01 o in un diaframma che non si chiude.
- Wi-Fi e NFC: accoppiamo la macchina con uno smartphone tramite l'app Canon Camera Connect e trasferiamo qualche file, non ci limitiamo a controllare che la connessione compaia.
- Numero di serie: lo confrontiamo con gli avvisi pubblicati da Canon. Se il corpo rientra in un avviso e l'intervento non risulta eseguito, lo scriviamo chiaramente nella scheda prodotto.
Le Canon entry che trovi a catalogo sono passate dallo stesso protocollo. La Canon 650D a 220 euro ha lo stesso display articolato touch, quindi fa l'intero giro di prove sul flat della cerniera. La Canon 100D, sempre a 220 euro, ha lo schermo touch fisso: niente prova della cerniera, ma stessa griglia sul touchscreen. Nessuna delle due ha il Wi-Fi, per cui quel passaggio su di loro non si fa.
Ogni macchina esce con 2 anni di garanzia, che copre anche le parti appena elencate. Se il cavo flat cede otto mesi dopo l'acquisto, la macchina torna al nostro laboratorio e la sistemiamo noi. Comprando da un privato non hai nessuno a cui riportarla.
Domande frequenti
L'AF ibrido della Canon 750D funziona anche guardando nel mirino?
No. Nel mirino lavora il modulo AF tradizionale a 19 punti tutti a croce. L'Hybrid CMOS AF III entra in gioco solo in live view, cioè quando inquadri dal display posteriore o registri video.
La Canon 750D va bene per fare video?
Registra in Full HD a 30p e ha l'ingresso per il microfono esterno, quindi per clip occasionali va bene. In video con il fuoco continuo però l'AF tende a pompare: chi fa soprattutto video trova nella 200D con Dual Pixel AF un risultato molto più fluido.
Quanti scatti può fare l'otturatore di una 750D?
Canon non dichiara un valore ufficiale per le sue entry. Come riferimento pratico si considera una vita indicativa intorno ai 100.000 cicli. La maggior parte degli esemplari che vediamo ha meno di 20.000 scatti, quindi l'otturatore raramente è il problema.
Le batterie della mia vecchia 650D vanno bene sulla 750D?
No. La 750D usa la LP-E17, mentre 600D, 650D e 700D usano la LP-E8. Se passi da una di quelle macchine, metti in conto almeno una batteria di scorta nuova.
Ha senso passare da una 700D a una 750D?
Solo se usi molto il mirino su soggetti decentrati o ritagli spesso le foto: lì i 19 punti a croce e i 24 MP si sentono. Negli altri casi, con la stessa cifra un obiettivo come il 50 mm f/1.8 STM o il 10-18 STM migliora le tue foto molto di più.
Come capisco se la mia 750D rientra nell'avviso Canon del 2015?
Il numero di serie è stampato sotto il corpo. Sul sito di assistenza Canon c'era l'elenco dei lotti interessati dal problema dei riflessi in controluce. Se il tuo esemplare rientra e non risulta l'intervento, fallo controllare da un laboratorio prima di comprarlo o di usarlo per lavori importanti.
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Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.
