In sintesi
- Una Canon 1D X in buone condizioni oggi si trova tra 750 e 1.100 euro: nel 2012 costava 6.500 euro di listino.
- Sono 12 fotogrammi al secondo con AF inseguito e un otturatore certificato per 400.000 scatti, numeri che nel 2026 restano da fascia alta.
- Il sensore è da 18 megapixel: sufficiente per stampe fino a 50x70 cm e per la pubblicazione sportiva, poco per crop aggressivi o paesaggio in grande formato.
- Il corpo pesa 1.530 grammi senza obiettivo e usa batterie LP-E4N ormai fuori produzione: due voci di costo e di fatica che pesano più dei megapixel.
Quando la 1D X è uscita, nel 2012, in negozio la guardavamo come si guarda una macchina da corsa in vetrina: 6.500 euro di solo corpo, un blocco di magnesio da un chilo e mezzo, e una raffica che faceva un rumore che non ho più sentito su nessuna mirrorless. Oggi la stessa macchina passa dal nostro banco a poco più di 800 euro, spesso portata da fotografi sportivi che sono passati alla R3 o alla R5 Mark II. Il salto di prezzo è brutale, e questo genera due reazioni opposte: chi la compra pensando di aver fatto l'affare del secolo e chi la scarta perché "ha solo 18 megapixel".
In questo articolo metto in fila cosa la 1D X fa ancora meglio di macchine molto più recenti e costose, cosa invece è invecchiato in modo irrecuperabile, quali sono i prezzi reali sul mercato dell'usato italiano nel 2026 e — la parte che mi sta più a cuore — quali controlli fare prima di firmare l'acquisto. Perché su un corpo professionale usato la variabile che conta non è l'estetica: è la storia di lavoro che si porta dietro.
Cos'è davvero la Canon 1D X e per chi era stata costruita
Nel 2012 Canon aveva due ammiraglie in catalogo e ha deciso di ucciderle entrambe. La 1D Mark IV era la macchina degli sportivi, con sensore APS-H e raffica alta. La 1Ds Mark III era la macchina degli studi e dei paesaggisti, full frame da 21 megapixel ma lenta. La 1D X le ha sostituite tutte e due con un corpo solo: full frame, 18 megapixel, 12 fotogrammi al secondo. Costava 6.500 euro di listino.
La logica progettuale è leggibile senza ambiguità. Canon ha messo velocità e affidabilità davanti alla risoluzione, e lo ha fatto in un momento in cui il mercato correva nella direzione opposta. Questo spiega perché oggi, con 750-1.100 euro, ci si porta a casa una macchina che in certe cose è ancora di fascia alta e in altre è indifendibile.
La fusione di due linee: perché 18 megapixel e non 22
I 18 megapixel non sono un taglio al ribasso per contenere i costi. Su un sensore full frame significano photosite grandi, e i photosite grandi raccolgono più luce per singolo pixel. Il risultato è pulizia agli alti ISO in un'epoca in cui 6.400 ISO erano ancora un territorio scomodo.
C'è poi un vincolo meno ovvio: la velocità di lettura. Per sostenere 12 fotogrammi al secondo con l'autofocus che insegue tra uno scatto e l'altro, il sensore e i due processori DIGIC 5+ devono svuotare i dati in tempi ridicoli. Ogni megapixel in più è peso morto su quella catena. Canon ha scelto lo sport e ha accettato il prezzo: chi cerca margine di crop o stampe murali deve guardare altrove, e questo vale ancora oggi.
Il corpo integrato: cosa cambia rispetto a una 5D
Chi arriva da una 5D deve mettere in conto che non è la stessa macchina con qualche funzione in più. È un altro oggetto, con altre abitudini.
- Impugnatura verticale non separabile: non è un battery grip che si toglie. Il corpo nasce così e resta così.
- Doppio set di comandi completo: ghiere, joystick AF e pulsante di scatto duplicati per lo scatto verticale. Chi fotografa ritratti o sport in verticale non riorganizza la mano.
- Tropicalizzazione totale: guarnizioni su tutti gli sportelli, compreso quello dei due slot CF. È pensata per lavorare bagnata per ore, non solo per sopravvivere a un acquazzone occasionale.
- 1.530 grammi senza obiettivo: con un 70-200 f/2.8 si superano i 3 chili. Serve uno zaino dedicato e una cinghia seria.
Il peso è la voce che fa cambiare idea a più persone di quante ne facciano cambiare i megapixel. Se il vostro uso è misto e portate la macchina in viaggio, la Canon 5D Mark IV usata resta il confronto onesto da fare prima di decidere: più risoluzione, meno raffica, quasi mezzo chilo in meno addosso.
Cosa fa ancora benissimo nel 2026
Una 1D X pagata 900 euro oggi fa cose che una mirrorless full frame da 1.800 euro non fa allo stesso modo. Non parlo di qualità d'immagine — su quella ha perso da un pezzo — ma di comportamento sotto stress: raffica lunga, batteria che dura, corpo che non si ferma quando piove o quando fa freddo. Sono tre cose che si notano solo lavorando, non leggendo le schede.
12 fps con AF e buffer che non si tappa
La 1D X scatta a 12 fotogrammi al secondo con autofocus ed esposizione inseguiti scatto per scatto. Esiste anche una modalità super high speed a 14 fps, ma solo in JPEG e con specchio bloccato in alto: nella pratica non la usa quasi nessuno, perché scatti alla cieca.
Il numero che conta davvero è il buffer: circa 38 RAW consecutivi su schede CF UDMA 7 veloci. Tradotto, oltre tre secondi di raffica piena senza rallentamenti. Su un arrivo in volata o su una schiacciata non stacchi mai il dito. Molte macchine moderne dichiarano fps più alti ma si tappano dopo 20-25 file e poi ti costringono ad aspettare lo svuotamento proprio nel momento sbagliato.
Autonomia: 1.100 scatti dichiarati, molti di più nella realtà
La batteria LP-E4N è da 2.450 mAh. Il dato CIPA parla di circa 1.100 scatti, ma chi lavora in raffica ne fa molti di più con una carica sola, perché la stima CIPA penalizza pesantemente lo scatto singolo con revisione a schermo.
Il confronto con le mirrorless attuali è impietoso a favore della reflex: mirino ottico e nessun sensore sempre acceso significa una giornata intera con una batteria e una di riserva nella borsa. Una mirrorless APS-C nella stessa giornata ne chiede tre o quattro. Attenzione però: le LP-E4N originali sono fuori produzione e il loro costo va messo a bilancio prima dell'acquisto.
AF a 61 punti: dove funziona ancora e dove no
Il sistema a 61 punti con 41 a croce resta molto solido su soggetti a traiettoria prevedibile: atletica, ciclismo, motori, un attaccante che punta la porta. Dove il soggetto va da A a B, la 1D X aggancia e non molla.
- Funziona ancora benissimo: sport di squadra, motorsport, corsa, aeroplani, qualsiasi soggetto con moto lineare o pattern ripetibile.
- Non funziona più: nessun riconoscimento occhio, nessun tracking a machine learning. Su soggetti erratici, ritratti in movimento o forte controluce oggi è dietro.
Per capire il divario: una Sony A6400 che abbiamo oggi tra 646 e 680 euro aggancia l'occhio umano e lo tiene anche su un bambino che corre verso di te in salotto. Costa un terzo e su quel tipo di soggetto vince. Su una pista d'atletica, invece, la 1D X resta più prevedibile e più veloce a mettere a fuoco.
Cosa è invecchiato male e non tornerà indietro
La 1D X è stata progettata nel 2011 e in alcune aree si sente. Non parliamo di dettagli estetici: ci sono limiti strutturali che nessun firmware ha risolto e che vanno messi in conto prima di spendere 900 euro. Chi la compra sapendo cosa manca resta soddisfatto. Chi la compra pensando che un'ammiraglia da 6.500 euro di listino faccia tutto bene, si pente.
Il video: Full HD 30p e nient'altro
Il video sulla 1D X arriva a 1920x1080 fino a 30 fotogrammi al secondo, con codec All-I o IPB. Niente 4K, nessun profilo log, nessuna assistenza all'esposizione. L'autofocus in ripresa video è a rilevamento di contrasto e va dimenticato: pompa, sbaglia, si perde su qualsiasi soggetto in movimento. Si lavora in manuale con la ghiera della messa a fuoco, punto.
Se il vostro lavoro prevede anche solo dieci minuti di video al mese, la 1D X è la scelta sbagliata. Una qualsiasi mirrorless da 700 euro fa meglio in video. È un corpo da fotografia pura, e chi ve la vende dicendo il contrario non vi sta aiutando.
18 megapixel: quando bastano e quando no
Il file nativo è 5.184x3.456 pixel. A 300 dpi significa una stampa di circa 44x29 cm senza toccare nulla, e fino a 50x70 cm con un'interpolazione ragionevole e una buona ottica davanti. Per la pubblicazione sportiva, per il web, per l'agenzia, è più che sufficiente: nessuno chiede 45 megapixel a bordo campo.
Il problema nasce con il crop. Ecco i numeri, senza giri di parole:
- Crop al 100% (nessun taglio): 18 MP, stampa 44x29 cm a 300 dpi
- Crop al 70%: circa 8,8 MP, ancora stampabile in A4
- Crop al 50%: circa 4,5 MP, va bene per il web, non per la stampa
- Crop al 30%: 1,6 MP, solo social e archivio
Chi fotografa uccelli con un 400mm e taglia sistematicamente per arrivare al soggetto, con la 1D X lavora male. Serve riempire il fotogramma in ripresa. Vale lo stesso per il paesaggio destinato alla stampa grande formato.
Schermo, connettività e schede CF
L'LCD è un 3,2 pollici fisso, non touch, non orientabile. Si compone all'oculare o si accetta di piegarsi. Il live view esiste ma è lento e serve poco al di fuori del cavalletto in studio.
Il Wi-Fi integrato non c'è: serve il trasmettitore esterno WFT-E6, che costa parecchio e si trova con difficoltà sull'usato. Per trasferire i file si passa dal cavo o dal lettore di schede.
E qui c'è la voce di spesa che quasi nessuno considera: i due slot sono CompactFlash, non SD. Le CF veloci sono ormai fuori dal mercato mainstream, costano più delle SD equivalenti e il lettore va comprato a parte. Mettete a budget 80-150 euro tra schede e lettore, oltre al prezzo del corpo.
Prezzi reali dell'usato nel 2026
Una 1D X in buone condizioni oggi passa tra 750 e 1.100 euro. Nel 2012 il listino era 6.500 euro: la svalutazione è dell'85% circa in quattordici anni, e questo dice più sul mercato che sulla macchina. I corpi professionali reflex crollano di prezzo perché il mercato si è spostato sul mirrorless, non perché smettano di funzionare.
Le fasce di prezzo e cosa le determina
Su un corpo professionale il conteggio scatti pesa più dell'estetica. Una 1D X con la vernice consumata sugli spigoli e 80.000 scatti vale più di una perfetta esteticamente con 300.000 scatti. L'usura del corpo è cosmetica, quella dell'otturatore è un conto alla rovescia.
| Scatti dichiarati | Range di prezzo | Note |
|---|---|---|
| Sotto 100.000 | 1.000 - 1.100 € | Premio del 15-20%. Rare: erano macchine da lavoro |
| 100.000 - 250.000 | 850 - 950 € | La fascia più comune sul mercato |
| Sopra 250.000 | 750 - 850 € | Prezzo basso, ma l'otturatore è certificato 400.000 |
Una 1D X a 750 euro con 280.000 scatti non è un cattivo affare: restano 120.000 scatti di vita dichiarata, e la sostituzione otturatore costa 400-500 euro. Il calcolo va fatto, non liquidato per istinto. Se ti interessa capire come funziona la valutazione dell'usato Canon in generale, ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida alla valutazione della 5D Mark IV usata.
1D X o 1D X Mark II usata?
La Mark II del 2016 costa circa il doppio: si parte da 1.800 euro e si arriva oltre i 2.200. Porta 20,2 megapixel, 14 fotogrammi al secondo, video 4K a 60p e uno slot CFast 2.0. Se lavori in video o insegui soggetti erratici — uccelli in volo, calcio giovanile con luce scarsa — la differenza si giustifica. Se scatti atletica, motorsport o qualsiasi cosa con traiettoria prevedibile, stai pagando mille euro per funzioni che non userai.
Con la stessa cifra: alternative sul nostro banco
Ottocento euro sul nostro banco comprano cose molto diverse. È giusto metterle a confronto senza sconti alla 1D X.
- Canon EOS R — da 680 a 800 euro. 30 megapixel contro 18, mirino elettronico, video 4K (croppato), obiettivi RF nativi. Per ritratto, matrimonio e reportage è semplicemente migliore.
- Sony A7r Mark II — 800 euro. 42 megapixel e stabilizzazione sul sensore. Se stampi grande o croppi molto, non c'è confronto.
- Canon EOS RP — da 540 a 600 euro, ne abbiamo 7 in stock. La più economica delle tre, la più leggera di tutte.
Queste macchine battono la 1D X su quasi tutto: risoluzione, peso, video, autofocus in live view. Perdono su due cose sole, ed è per quelle due che qualcuno compra ancora una 1D X: la raffica sostenuta senza svuotare il buffer e la capacità di lavorare sotto la pioggia per otto ore senza fermarsi.
1D X, 1D X Mark II e alternative con budget simile
| Modello | Sensore | Raffica | Video | Prezzo usato indicativo |
|---|---|---|---|---|
| Canon 1D X | 18 MP full frame | 12 fps | Full HD 30p | 750 - 1.100 € |
| Canon 1D X Mark II | 20,2 MP full frame | 14 fps | 4K 60p | 1.800 - 2.200 € |
| Canon EOS R | 30,3 MP full frame | 8 fps (5 con AF) | 4K croppato 1,7x | 680 - 800 € |
| Sony A7r Mark II | 42,4 MP full frame | 5 fps | 4K Super 35 | 800 € |
I sette controlli da fare prima di comprarne una
Una 1D X arriva quasi sempre da un professionista, e questo cambia il modo di controllarla. Non cerchi graffi sul pentaprisma: cerchi le tracce di un attrezzo che ha lavorato tutti i giorni per dieci anni. I sette punti che seguono sono quelli che applichiamo in laboratorio prima di mettere un corpo professionale a scaffale.
- Conteggio scatti reale letto dal corpo via USB, non dichiarato a voce.
- Raffica sostenuta di almeno 30 fotogrammi, ascoltando il ritmo.
- Guarnizioni e gomme dell'impugnatura e degli sportelli laterali.
- Contatti baionetta e stato della flangia.
- Doppio slot CF, entrambi provati con una scheda vera.
- Batteria sotto carico, non a riposo.
- Presenza del caricatore originale nella confezione.
Scatti reali, non dichiarati
Il conteggio scatti sui corpi EOS non si legge dai metadati EXIF del file come si fa sulle Nikon: bisogna collegare la macchina al computer via USB e interrogarla con EOSInfo o un software equivalente. Sui corpi professionali il venditore spesso non lo conosce davvero: ha comprato la macchina di seconda mano da un collega, oppure ha smesso di contare dopo il secondo cambio di otturatore. Su una 1D X reduce da agenzia sportiva, 300.000 scatti sono un numero normale, non un'anomalia. Il problema non è il numero in sé, visto che l'otturatore è certificato per 400.000 cicli: il problema è scoprirlo dopo aver pagato. Lo stesso ragionamento che facciamo sui corpi Nikon di fascia alta, come spieghiamo nell'analisi sulla Nikon D850 usata, dove il conteggio pesa sul prezzo più dell'estetica.
Otturatore e specchio: cosa ascoltare
Metti la macchina in raffica alta e scatta trenta fotogrammi consecutivi. A 12 fps il suono deve essere un ronzio continuo e uniforme, senza variazioni di ritmo. Se senti rallentamenti dopo i primi dieci scatti, doppi colpi o un ticchettio irregolare, il gruppo specchio o il freno hanno bisogno di revisione. Su un corpo serie 1 quell'intervento richiede il centro assistenza e costa una frazione importante del valore della macchina: va scontato dal prezzo, non ignorato.
Guarnizioni, contatti e sportelli
È il punto debole di ogni corpo da lavoro. Controlla la gomma dell'impugnatura verticale, che tende a scollarsi ai bordi per il sudore e l'uso prolungato. Verifica lo sportello CF: la guarnizione compressa o lucida indica migliaia di aperture. Guarda i contatti dorati della baionetta, consumati dai cambi ottica continui. Se trovi granelli di sabbia nelle fessure o l'alone biancastro della salsedine sulle viti, passa oltre: quella macchina ha lavorato in spiaggia e la corrosione continua anche dopo la pulizia.
Batterie e caricatore: la voce di costo nascosta
Le LP-E4N originali sono fuori produzione e sull'usato viaggiano tra 80 e 140 euro. Le compatibili costano meno ma dichiarano capacità che raramente reggono alla prova: una cella da "2.700 mAh" che scende sotto metà tacca dopo 300 scatti è compatibile solo sulla scatola. Il caricatore LC-E4N originale è ingombrante e costoso da reperire singolarmente: verifica che sia incluso prima di chiudere la trattativa, perché comprarlo dopo può costare quanto una seconda batteria.
Quando la 1D X ha senso e quando è l'acquisto sbagliato
Su dieci persone che mi chiedono una 1D X al banco, due la comprano davvero e le altre otto escono con qualcos'altro in mano. Non è cattiva volontà: è che il corpo risolve un problema molto specifico, e se non hai quel problema stai comprando 1.530 grammi di robustezza che non ti serviranno mai. Vediamo i tre profili concreti.
Ha senso se fotografi sport, motori o fauna con teleobiettivi EF
Chi ha già in borsa un 300 f/2.8 L o un 400 f/5.6 L trova nella 1D X il corpo che li sfrutta meglio a questa cifra. Il vantaggio non è teorico: con un tele da 2-3 chili il grip integrato sposta il baricentro all'indietro e la macchina sta in mano senza che il polso faccia da leva. Ho visto fotografi passare da un corpo leggero alla 1D X e guadagnare scatti nitidi in panning, semplicemente perché smettevano di combattere con il bilanciamento.
Aggiungi che i 12 fotogrammi al secondo con AF inseguito e l'otturatore da 400.000 scatti sono numeri pensati per chi tira 800 frame a partita, tutte le domeniche. In questo scenario 800-900 euro sono un affare oggettivo.
Non ha senso se cerchi una macchina da viaggio, ritratto o video
Qui sono netto: non compratela. Nessun video moderno, file da 18 megapixel che tollerano male i crop, e un peso che in due settimane di viaggio diventa un problema di collo, non di fotografia. Le alternative dal nostro catalogo sono più economiche e migliori per questi usi:
- Canon EOS RP — da 540 euro. Full frame, 485 grammi, video 4K e schermo orientabile. Per ritratto e viaggio è la scelta giusta, e con un adattatore EF monti le ottiche che hai già.
- Canon EOS R100 — 400 euro. Il minimo indispensabile per entrare nel sistema RF con un corpo leggero e recente. Non è una macchina da lavoro, ma per uso familiare e viaggio fa il suo.
- Fujifilm X-T30 II — 820 euro. Se il tuo obiettivo è portarla sempre con te e non hai vincoli di parco ottiche EF, questa è più divertente da usare e infinitamente più trasportabile.
Il caso del secondo corpo
È l'uso che consiglio più spesso, e quello che convince chi arriva indeciso. Se lavori già con una mirrorless recente, una 1D X a 800 euro diventa il corpo che porti sotto la pioggia, in spiaggia col vento, o al matrimonio dove non puoi permetterti un guasto. Tropicalizzata, con batterie che reggono oltre mille scatti e due slot CF per la scrittura ridondante.
A quella cifra non è uno sfizio: è una polizza assicurativa che scatta anche a 12 fps quando serve.
Cosa facciamo noi al laboratorio su un corpo professionale
Su una 1D X non guardiamo l'estetica per prima cosa. Un corpo ex-agenzia arriva quasi sempre segnato: vernice consumata sugli spigoli, gommini lucidi, scritte sbiadite. Quello ci dice poco. Quello che conta è se la meccanica sta ancora dentro le tolleranze per cui è stata costruita, e per saperlo servono prove strumentali, non un'occhiata al banco.
Perché sui corpi ex-agenzia il test della raffica è il primo
La raffica è il test che apre tutto. Mettiamo la macchina su scheda veloce, otturatore a 1/1000, e facciamo girare sequenze lunghe cronometrando il ritmo. Una 1D X sana tiene 12 fotogrammi al secondo costanti fino a riempire il buffer, senza rallentamenti a metà sequenza e senza variazioni udibili nel suono dello specchio.
Quando il ritmo cede — 10 o 11 fps invece di 12, o un'esitazione ricorrente dopo il quindicesimo scatto — significa usura sul meccanismo di sollevamento specchio o sulla frizione dell'otturatore. Dall'esterno non si vede niente. Un corpo in queste condizioni non entra in vendita così: o va in revisione, o viene scartato.
Da lì in avanti la sequenza è fissa:
- Conteggio scatti letto dal corpo con EOSInfo, non dichiarato dal venditore precedente.
- Microregolazione AF verificata su tre obiettivi di riferimento, per capire se il disallineamento è del corpo o degli obiettivi che aveva prima.
- Guarnizioni di sportelli, innesto baionetta e vano batteria: sulla 1D X il grip è integrato, e una guarnizione schiacciata lì compromette tutta la tropicalizzazione.
- Doppio slot CF testato singolarmente e in scrittura simultanea, perché i pin piegati su uno slot sono un classico dei corpi passati per molte mani.
- Batteria sotto carico, con raffiche ripetute a batteria calda: una LP-E4N degradata regge in standby e crolla in sequenza.
- Pulizia sensore a umido con controllo finale a f/22 su fondo uniforme.
Garanzia 2 anni e conteggio scatti certificato
Ogni corpo che vendiamo esce con 2 anni di garanzia, otturatore incluso. Su una macchina con 200.000 scatti alle spalle è la voce che pesa di più: se il gruppo otturatore cede prima della scadenza, la sostituzione è a nostro carico. È il motivo per cui i corpi che non passano il test della raffica non li mettiamo in vendita — ce li ritroveremmo indietro.
Il conteggio lo scriviamo nero su bianco sulla scheda prodotto. Serve a te quando compri, ma serve soprattutto tra qualche anno: un corpo con storia documentata si rivende, uno con "scatti sconosciuti" si svende.
Domande frequenti
Quanti scatti può fare una Canon 1D X prima di rompersi?
Canon certifica l'otturatore per 400.000 scatti, ma è una soglia statistica, non una scadenza. In laboratorio ho visto corpi arrivare oltre i 500.000 senza interventi e altri chiedere la sostituzione del gruppo otturatore a 280.000. Conta più la manutenzione e l'ambiente di lavoro del numero puro: un corpo usato in spiaggia per tre stagioni invecchia peggio di uno da palazzetto con il doppio degli scatti.
18 megapixel bastano oggi per lavorare?
Per lo sport e il fotogiornalismo sì: le agenzie chiedono file per il web e per la stampa su quotidiano, dove 18 MP sono abbondanti. Il limite si sente quando devi croppare pesantemente perché non hai il teleobiettivo giusto: un crop al 50% ti lascia poco più di 4 megapixel. Se lavori con crop sistematici, ti serve più risoluzione, non più raffica.
Conviene la 1D X o una mirrorless recente allo stesso prezzo?
Dipende da cosa fotografi. Per sport con teleobiettivi EF pesanti, la 1D X resta più equilibrata e più solida di qualsiasi mirrorless entry-level allo stesso prezzo. Per tutto il resto — ritratto, viaggio, video, paesaggio — una Canon EOS R o una Canon EOS RP usata sono scelte migliori e pesano la metà.
Le batterie LP-E4N si trovano ancora?
Originali usate sì, tra 80 e 140 euro a seconda dello stato. Nuove originali sono ormai difficili da reperire in Italia. Le compatibili costano 40-60 euro ma nella nostra esperienza rendono il 60-70% della capacità dichiarata e invecchiano in fretta. Metti a budget almeno una seconda batteria affidabile.
Le schede CompactFlash sono un problema?
Un fastidio più che un problema. Le CF UDMA 7 da 64-128 GB si trovano ancora nuove tra 60 e 110 euro, e i lettori USB 3.0 costano poco. Il vero punto è che non le condividi con nessun'altra macchina moderna: diventa un ecosistema di schede dedicato solo a questo corpo.
La 1D X è tropicalizzata davvero o è marketing?
È tropicalizzata davvero, con guarnizioni su tutti gli sportelli e sull'innesto. L'ho vista lavorare sotto la pioggia per intere partite senza problemi. Attenzione però: la tenuta vale se le guarnizioni sono integre, e su un corpo di quattordici anni vanno controllate una per una. Una macchina dichiarata tropicalizzata con la guarnizione dello sportello CF schiacciata non è più stagna.
Vale la pena farla revisionare in Canon prima dell'acquisto?
Su un corpo del 2012 la disponibilità dei ricambi presso l'assistenza ufficiale non è più garantita per tutti i componenti, e un preventivo per il gruppo otturatore può superare i 500 euro: su un corpo da 800 euro il conto non torna quasi mai. Meglio partire da un esemplare già controllato e con conteggio scatti certificato che comprare al buio contando di sistemare dopo.
Vuoi una 1D X controllata prima di comprarla?
Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.
Tre modi per parlarci:
- Modulo contatti — risposta entro 24 ore lavorative
- WhatsApp al 342 362 3454 (solo messaggi)
- Telefono: 071 291 6347 (lun-ven 9-13/15-18, sab 9-13)
E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.
Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.