Olympus E-M10 vs Lumix G80 usata: quale micro 4/3 scegliere

10 Agosto 2026 di Matteo - Team ReflexMania 0 views
Olympus E-M10 vs Lumix G80 usata: quale micro 4/3 scegliere
Confronto reale tra Olympus OM-D E-M10 e Panasonic Lumix G80 usate: stabilizzazione, video 4K, tropicalizzazione, prezzi 2026 e cosa controllare prima di comprare.

In sintesi

  • Il G80 pesa 505 grammi contro i 410 dell'E-M10 Mark III: la differenza è tropicalizzazione, ingresso microfono da 3,5 mm e controlli video veri (focus peaking, zebra, 4K Photo).
  • L'E-M10 Mark III si trova usato tra 280 e 350 euro, il G80 body tra 380 e 480: il divario di prezzo copre quasi un obiettivo 25mm f/1.7.
  • I 4-5 stop dichiarati di stabilizzazione valgono circa 3 stop veri a mano libera con un 25mm: sotto 1/8 di secondo il mosso soggetto resta.
  • Su micro 4/3 usato il numero di scatti conta meno dello stato dell'otturatore e dell'IBIS: un sensore stabilizzato che ticchetta a macchina spenta è già in avaria.

Al banco questa domanda arriva almeno due volte al mese, quasi sempre dalla stessa persona: qualcuno che ha già scattato con una reflex APS-C, si è stancato di portarsi tre chili in spalla e ha capito che il micro 4/3 gli basta. Poi apre i mercatini dell'usato, vede una Olympus OM-D E-M10 a 300 euro e una Panasonic Lumix G80 a 450, e si blocca. Sono due macchine dello stesso sistema, montano gli stessi obiettivi, hanno sensori da 16 megapixel dello stesso formato. Cosa giustifica 150 euro di differenza?

Giustificano parecchio, ma non quello che scrivono le schede tecniche. In questo articolo metto le due macchine una accanto all'altra come le vedo io in laboratorio: stabilizzazione misurata sul campo e non sui comunicati stampa, comportamento video reale, ergonomia, e soprattutto cosa si rompe su ciascuna delle due dopo cinque o sei anni di vita. Alla fine ti dico anche quando la risposta giusta è nessuna delle due.

Chi sono davvero queste due macchine

Il confronto "E-M10 contro G80" nasce già zoppo, perché E-M10 non è una macchina: sono tre corpi diversi usciti in cinque anni, con prezzi usati che vanno da 180 a 480 euro. Mettere una Mark II del 2015 accanto a un G80 significa confrontare oggetti di due categorie diverse. Prima di parlare di stabilizzazione o video, serve capire cosa hai davanti.

Olympus OM-D E-M10: tre generazioni, tre macchine diverse

Le tre generazioni condividono la baionetta micro 4/3 e l'IBIS a 5 assi, ma poco altro nel modo in cui si usano sul campo.

Modello Anno Sensore Peso Usato oggi
E-M10 Mark II 2015 16 MP 390 g 180-240 €
E-M10 Mark III 2017 16 MP, 4K 30p 410 g 280-350 €
E-M10 Mark IV 2020 20 MP 383 g 380-480 €

La Mark II a 200 euro resta la scelta più sensata per chi vuole solo imparare a fotografare: IBIS presente, nessun 4K, corpo minuscolo. La Mark III aggiunge il video 4K 30p e un'impugnatura leggermente più seria. La Mark IV cambia sensore, passa a 20 MP e ruota lo schermo verso il basso, scelta pensata per chi si riprende da solo — ne abbiamo parlato in dettaglio nella scheda dedicata alla E-M10 Mark IV usata.

Panasonic Lumix G80: il corpo intermedio senza filtro AA

Il G80 esce nel 2016 con un posizionamento chiaro: sopra la G7, sotto la GH4. Non è una entry-level travestita. Monta un 16 MP senza filtro anti-aliasing, e la differenza si vede sui dettagli fini a schermo pieno, non nelle stampe da 20x30.

Le tre cose che giustificano il prezzo più alto, tra 380 e 480 euro per il solo corpo:

  • Tropicalizzazione dichiarata su corpo e baionetta. Dichiarata, non certificata IP: significa pioggia e polvere, non immersione.
  • Dual IS 2, stabilizzazione coordinata tra sensore e ottica, che però funziona solo con obiettivi Panasonic compatibili.
  • Schermo completamente articolato e mirino OLED da 2,36 milioni di punti.

Il divario di prezzo tra una E-M10 Mark III e un G80 è di circa 130 euro. Sono i soldi di un 25mm f/1.7 usato. Se giri video o lavori sotto la pioggia, il G80 li vale. Se fotografi in viaggio con un pancake, quei 130 euro rendono di più spesi in vetro.

Stabilizzazione: cosa significano davvero gli stop dichiarati

Panasonic dichiara 5 stop CIPA per il Dual IS 2 del G80, Olympus circa 4 stop per l'IBIS a 5 assi dell'E-M10 Mark III. In nessuno dei due casi quegli stop finiscono interi nelle tue mani: sono numeri ottenuti in condizioni che nessuno riproduce fotografando davvero, e la distanza tra il dato di targa e la resa in strada è di uno-due stop. Cambia il punto di partenza tra i due sistemi, non la logica.

Il numero di stop è misurato in laboratorio, non in strada

Lo standard CIPA misura la stabilizzazione su banco, con soggetto statico, fotocamera montata su una piattaforma che simula il tremore delle mani e un operatore in posizione stabile. Nessun vento, nessuna camminata, nessuna fretta di inquadrare prima che il soggetto se ne vada. Il risultato è ripetibile e confrontabile tra modelli, ma descrive una condizione da laboratorio.

Questo è quello che vediamo in prova al banco con un 25mm montato:

Tempo di scattoE-M10 Mark III (IBIS)G80 + 12-60 Panasonic (Dual IS 2)
1/15 sPraticamente sempre nitidoPraticamente sempre nitido
1/8 sBuona resa, scarti rariBuona resa, scarti rari
1/4 sCirca 40 percento di scartoPiù costante, scarto inferiore

In pratica sono tre stop reali rispetto alla regola del reciproco, non cinque. Il G80 accoppiato a un'ottica Panasonic compatibile tiene 1/4 di secondo con più continuità, e questa è la differenza concreta tra i due sistemi. Se il G80 ti interessa soprattutto per questo, abbiamo approfondito il corpo in un articolo dedicato al Lumix G80 usato.

Un punto che il marketing non dice mai: la stabilizzazione compensa il movimento della fotocamera, non quello del soggetto. Un bambino che corre a 1/8 di secondo esce mosso su entrambe le macchine, con tutti gli stop attivi. Per congelare il soggetto servono tempi brevi, punto.

Dual IS 2 funziona solo con le ottiche giuste

Il Dual IS 2 coordina lo stabilizzatore del sensore con quello dell'obiettivo, e per farlo i due devono dialogare. Il dialogo esiste solo tra corpo Panasonic e ottica Panasonic compatibile. Monta un obiettivo Olympus sul G80 e resti con la sola stabilizzazione del sensore: il vantaggio sul 1/4 di secondo evapora e torni sul livello dell'IBIS dell'E-M10 Mark III.

Chi ha già un corredo deve fare due conti prima di cambiare corpo:

  • Corredo Olympus stabilizzato: passare al G80 non ti dà il Dual IS. Compri tropicalizzazione e video, non stabilizzazione migliore.
  • Ottiche Panasonic O.I.S.: qui il G80 esprime il massimo, ed è l'unico scenario in cui il divario di prezzo si giustifica sulla sola stabilizzazione.
  • Ottiche manuali o adattate: l'IBIS Olympus resta la scelta più semplice, basta impostare a mano la focale nel menu.

Video: qui la distanza è netta

Sulla carta le due macchine registrano lo stesso formato: 4K a 30 fotogrammi al secondo. Il G80 lo fa a 100 Mbps, l'E-M10 Mark III a 102 Mbps. Se il confronto finisse qui sarebbe un pareggio, e invece è la sezione in cui il divario di prezzo si giustifica da solo.

La differenza sta in tutto quello che sta intorno al file. Il G80 ha focus peaking, zebra per il controllo dell'esposizione e 4K Photo per estrarre fotogrammi da 8 megapixel. L'E-M10 Mark III ha controlli video ridotti al minimo: registri, e poco altro. Il limite dei 29 minuti e 59 secondi per singola clip vale per entrambe, è una questione fiscale europea sull'importazione delle videocamere, non un limite tecnico.

FunzioneLumix G80E-M10 Mark III
4K 30p100 Mbps102 Mbps
Ingresso microfono 3,5 mmNo
Focus peaking e zebraNo
4K PhotoNo
Crop in 4Kcirca 1,25xpresente

L'ingresso microfono cambia il progetto, non la qualità

Il jack da 3,5 mm non migliora l'immagine di un pixel. Cambia il flusso di lavoro. Chi registra parlato — recensioni, interviste, corsi — con il microfono interno ottiene audio inutilizzabile, punto. Sull'E-M10 Mark III la soluzione è un registratore separato, e questo significa doppio avvio, doppio stop e sincronizzazione in post su ogni clip.

Su un montaggio da dieci clip sono venti minuti di lavoro che non fatturi. Su una giornata di riprese diventa un'ora. Il G80 elimina questo passaggio: il microfono va nella slitta, il cavo nel jack, l'audio è già in traccia.

Surriscaldamento e clip lunghe

Oltre i 15 minuti di 4K continuo l'E-M10 Mark III scalda. Il corpo è piccolo, in gran parte plastica, senza superficie utile a dissipare. Il G80 regge meglio semplicemente per massa e volume interno: più metallo, più aria, più tempo prima che il sensore raggiunga la soglia critica.

Chi riprende conferenze, cerimonie o concerti deve pesare questo dato più di qualsiasi altro. Una macchina che si spegne al minuto 22 di un discorso non è una macchina da video, è una macchina da clip brevi. E se il video è il tuo lavoro principale e non un'aggiunta, vale la pena guardare un gradino sopra: una Panasonic GH4 usata a 320 euro nasce come corpo video, con uscita cuffie, registrazione interna e uscita HDMI in simultanea e nessun limite dei 30 minuti. Costa meno di un G80 e in video lo supera. In fotografia no, ma quella è un'altra scelta.

Ergonomia, mirino e batteria in una giornata di lavoro

Prendi in mano le due macchine una dopo l'altra e la differenza di 95 grammi conta meno di dove quei grammi sono distribuiti. Il G80 ha un'impugnatura profonda, con uno scasso vero per le dita, e il baricentro arretrato verso il corpo. L'E-M10 Mark III ha una sporgenza frontale minima, pensata per stare in tasca a una giacca. Sono due filosofie diverse: una macchina che vuole stare in mano tutto il giorno contro una che vuole sparire nello zaino.

Chi ha mani grandi lo capisce in tre minuti

Con un 12-40 f/2.8 montato, l'E-M10 Mark III è sbilanciata in avanti. Il mignolo resta fuori dall'impugnatura e dopo mezz'ora di uso continuo il polso lavora per compensare. Il G80 con la stessa ottica sta in equilibrio senza che tu debba stringere. Se hai le mani grandi esiste il grip aggiuntivo ECG-3 per l'E-M10, ma è un accessorio da cercare nell'usato e costa 60-80 euro.

Il consiglio pratico è banale e quasi nessuno lo segue: prova la macchina con l'obiettivo che userai davvero, non con il pancake 14-42 che pesa niente. Un corpo che sembra perfetto con 90 grammi di plastica davanti diventa un altro oggetto con 380 grammi di vetro.

Sul mirino la differenza è misurabile. Entrambi montano un pannello da 2,36 milioni di punti, ma l'ingrandimento equivalente è 0,74x sul G80 contro 0,62x sull'E-M10 Mark III. In pratica il G80 mostra un'immagine sensibilmente più grande, e questo si sente quando metti a fuoco in manuale o valuti la nitidezza sul posto. Le ghiere sono due su entrambi. Nessuna delle due ha il joystick: il punto AF si sposta col touch dello schermo mentre l'occhio è al mirino, e sull'E-M10 Mark III questa funzione va abilitata nei menu perché di fabbrica è spenta.

Autonomia reale: 330 scatti dichiarati, 450 se scatti in continuo

I 330 scatti CIPA sono un dato pessimistico perché il test prevede una pausa ogni scatto. Se lavori in sequenza, con la macchina accesa e il mirino attivo, arrivi tranquillamente a 450-500 file per carica su entrambe. Se invece accendi e spegni di continuo, cammini con la macchina al collo e usi molto il live view sullo schermo, scendi sotto i 300.

  • Olympus E-M10 Mark III — BLS-50: circa 1210 mAh a 7,2 V. Ricarica esterna, nessuna ricarica USB sul corpo.
  • Panasonic G80 — DMW-BLC12: circa 1200 mAh alla stessa tensione di 7,2 V. Energia praticamente identica, e infatti il dato CIPA è lo stesso su entrambe: 330 scatti.

Una batteria usata di sette anni tiene il 60-70 percento della capacità originale. Non è un difetto del corpo, è chimica: se il venditore ti dice che "tiene poco", quasi sempre parla della batteria e non della macchina. Metti sempre in preventivo 30-40 euro per una seconda batteria originale. Le compatibili da 12 euro funzionano, ma su questi due corpi il display segnala la carica in modo grossolano e ti trovi a zero senza preavviso.

Autofocus e raffica: due filosofie, stesso limite

Sia il G80 che l'E-M10 Mark III mettono a fuoco per rilevamento di contrasto. Nessuna delle due ha pixel a rilevamento di fase sul sensore, e questa singola frase spiega quasi tutto quello che segue. Panasonic ci ha costruito sopra il DFD, Depth From Defocus: la macchina confronta due immagini leggermente sfocate e calcola in che direzione muovere l'elemento di fuoco, invece di cercarlo per tentativi. In AF-S il risultato è concreto — l'aggancio su soggetto statico con un 25mm è quasi istantaneo, più rapido dell'Olympus.

Il prezzo si paga in video. Il DFD lavora facendo micro-oscillazioni continue all'obiettivo, e in ripresa questo produce il pumping: il fuoco respira avanti e indietro anche su una scena ferma. Con alcuni obiettivi Panasonic è quasi invisibile, con altri diventa fastidioso in riproduzione a schermo grande. L'E-M10 Mark III non ha questo comportamento perché non ha il DFD, ma in cambio in AF-S è semplicemente più lenta e più prevedibile. Prevedibile è una qualità sottovalutata: sai sempre cosa aspettarti.

Sulla raffica i numeri sono vicini, ma è la seconda colonna quella che conta davvero.

ModalitàPanasonic G80Olympus E-M10 Mark III
Raffica AF-S (fuoco bloccato)9 fps8,6 fps
Raffica AF-C (fuoco continuo)6 fps4,8 fps

Il crollo tra le due righe è il limite del rilevamento di contrasto. Il sistema deve fermare il fuoco, valutare il contrasto, correggere: su un soggetto che si allontana lateralmente funziona, su un soggetto che viene verso di te no. Nella pratica al banco lo verifichiamo sempre allo stesso modo, con qualcuno che cammina verso la macchina a due metri al secondo: dopo il terzo o quarto fotogramma entrambe iniziano a mancare il fuoco.

Se fotografi sport o bambini che corrono, guarda altrove

Se il tuo uso principale è azione, nessuna di queste due è la macchina giusta e non ha senso spendere per scoprirlo dopo. Serve un corpo con AF ibrido a rilevamento di fase, che segue il soggetto invece di inseguirlo.

  • Sony A6100 a 550 euro: 425 punti di fase, tracking sul volto e sull'occhio che tiene il passo di un bambino in corsa. È la soglia d'ingresso onesta per l'azione.
  • Sony a6500 a 600 euro: stessa base AF ma con stabilizzazione sul sensore e corpo più solido, se vieni dal micro 4/3 e non vuoi rinunciare all'IBIS.

La differenza di sistema, però, va valutata prima di cambiare: abbiamo confrontato in dettaglio le due generazioni APS-C Sony nell'articolo su quale APS-C Sony conviene davvero nell'usato. Passare a Sony significa ricomprare gli obiettivi, e su un corredo micro 4/3 già avviato il conto può superare il vantaggio dell'autofocus.

Prezzi usato oggi e cosa controllare prima di pagare

Il divario di prezzo tra le due famiglie si è stabilizzato negli ultimi diciotto mesi. Un E-M10 Mark III passa di mano intorno ai 300 euro, un G80 body raramente scende sotto i 400. Quello che cambia davvero il valore di un esemplare non è la generazione, ma lo stato di due componenti che sui micro 4/3 si consumano prima del resto.

Le fasce di prezzo che vedo passare

ModelloFascia usato 2026Nota
Olympus E-M10 Mark II180-250 euroSolo 1080p, ma IBIS già su 5 assi
Olympus E-M10 Mark III280-350 euroIl rapporto qualità-prezzo migliore della gamma
Olympus E-M10 Mark IV380-480 euroSensore 20 Mp, schermo flip verso il basso
Panasonic G80 body380-480 euroTropicalizzato, video 4K completo
Panasonic G80 kit 12-60500-600 euroLo zoom da solo vale 180-220 euro usato

Un G80 sotto i 350 euro va guardato con sospetto, non con entusiasmo. Le due spiegazioni tipiche sono un conteggio oltre i 60.000 scatti oppure un'infiltrazione d'acqua che ha fatto danni al circuito. La tropicalizzazione resiste alla pioggia, non all'immersione, e chi rivende dopo un incidente del genere raramente lo dichiara.

Nella stessa fascia trovi alternative laterali interessanti. Un Olympus OM-D E-M5 Mark II a 210 euro offre tropicalizzazione e mirino migliore dell'E-M10, con l'IBIS a 5 assi della stessa generazione. Un Panasonic GH4 a 320 euro resta un corpo video serio, senza stabilizzazione sul sensore ma con codec e controlli che il G80 eredita.

I tre controlli che facciamo sempre su un micro 4/3

  1. IBIS. A macchina spenta, scuotila piano vicino all'orecchio: il sensore deve fluttuare libero e silenzioso. Se ticchetta o è rigido, l'unità è in avaria. Riparazione tra 180 e 250 euro, su un corpo da 300 è antieconomica.
  2. Otturatore. Conteggio scatti dai dati EXIF, poi una raffica a 1/4000. Un otturatore in fine vita produce esposizioni irregolari alle velocità alte, non rumori strani.
  3. Sensore. Foto a una parete bianca a f/16, poi contrasto spinto in post. Polvere e macchie d'olio dal meccanismo dell'otturatore sono tipiche sui micro 4/3 con molti cicli.

Il numero di scatti conta meno di quanto pensi

Gli otturatori di questi corpi sono dati per 100.000-150.000 cicli. Una E-M10 con 25.000 scatti è a un sesto della vita utile: quel numero da solo non giustifica uno sconto. Pesa molto di più come è stata usata. Una macchina da viaggio con sabbia nelle ghiere e guarnizioni secche è messa peggio di una da studio con 60.000 scatti e ghiere ancora fluide. Chiedi sempre dove ha lavorato, non solo quanto.

Quale scegliere in base a cosa fotografi davvero

Le due macchine si somigliano sulla carta e divergono in mano. La differenza non la decide la scheda tecnica ma cosa metti nello zaino il sabato mattina. Qui sotto trovi i quattro profili che vediamo passare più spesso al banco, con una scelta netta per ciascuno.

Prendi l'E-M10 Mark III se

Fotografi in viaggio, cammini molto e il corpo deve sparire. Con un 17mm f/1.8 montato entra nella tasca interna di una giacca: 410 grammi con batteria e scheda, spessore contenuto, nessuna sporgenza da impugnatura profonda. È la macchina giusta anche se hai già ottiche Olympus o Zuiko in corredo, perché l'IBIS lavora con qualunque obiettivo montato, marca compresa.

  • Street e reportage urbano: silenziosa, poco appariscente, otturatore elettronico disponibile quando serve.
  • Budget rigido sotto 350 euro: è la fascia in cui trovi un corpo revisionato con garanzia senza rinunciare all'IBIS a 5 assi.
  • Uso quasi solo fotografico: se giri video due volte l'anno, pagare la sezione video del G80 non ha senso.

Prendi il G80 se

Giri video con regolarità o lavori all'aperto in condizioni scomode. La tropicalizzazione e lo schermo completamente articolato cambiano la giornata più di quanto sembri leggendo la scheda. Ha senso anche se hai già obiettivi Panasonic con OIS, perché solo così il Dual IS 2 lavora davvero in coordinamento.

  • Mani grandi: l'impugnatura profonda regge un 12-60mm senza affaticare il polso dopo due ore.
  • Riprese in esterni con umidità o pioggia leggera: guarnizioni presenti, sull'E-M10 no.
  • Comandi fisici: leva AFS/AFC/MF e ghiera delle modalità di scatto dedicate, che sull'E-M10 Mark III si gestiscono da tasti e menu.

Non prendere nessuna delle due se

Il sensore 4/3 ha due stop di svantaggio sul full frame. Sono due stop veri, non marketing: sopra ISO 3200 in interni scuri il file si sfalda, e per lo sfocato estremo su un ritratto serve un 25mm f/1.4 per avvicinarsi a quello che un 50mm f/1.8 su full frame fa senza sforzo. Sullo sport, l'AF a contrasto di entrambe cede sui soggetti in avvicinamento.

Se ti serveAlternativa sensataPrezzo usato
Alti ISO e sfocatoCanon EOS RP, full frame leggero, ottime rese oltre ISO 6400520-600 euro
Full frame al minimo costoSony A7, primo full frame E-mount, file ancora ottimi in RAW400 euro

Se il budget non arriva a quelle cifre, meglio un micro 4/3 usato con un buon fisso luminoso che un full frame con lo zoom kit al buio.

Cosa facciamo noi al laboratorio su un micro 4/3 usato

Un corpo micro 4/3 che arriva in permuta non va in vetrina il giorno dopo. Passa dal banco di revisione e, in media, ci restiamo dentro tra le due e le tre ore per macchina. La ragione è semplice: su questi corpi il difetto che rovina l'acquisto quasi mai è visibile guardando le foto di un annuncio.

Il controllo che facciamo per primo è quello sulla stabilizzazione, perché è il pezzo più costoso da riparare e il più facile da nascondere. Accendiamo il corpo, attiviamo l'IBIS e riprendiamo un pattern fisso a 1/4 di secondo con un 25mm, ripetendo lo scatto otto volte. Se più di due frame su otto escono mossi, il sensore stabilizzato non lavora come deve.

Ecco cosa passa un corpo prima di entrare in vendita:

  • Conteggio scatti certificato — letto dai dati EXIF interni, non dichiarato dal venditore, e riportato in scheda prodotto.
  • Test otturatore a tutte le velocità — dalla posa lunga fino a 1/4000, cercando banding o esposizioni incoerenti tra scatti consecutivi alla stessa impostazione.
  • Pulizia sensore — a umido, con verifica finale a f/16 su fondo bianco uniforme.
  • Test IBIS — la procedura descritta sopra, più il controllo del rumore meccanico a macchina spenta.
  • Contatti baionetta — montiamo e smontiamo due obiettivi diversi, uno Panasonic e uno Olympus, e verifichiamo diaframma e comunicazione EXIF su entrambi. Un contatto ossidato dà errori solo con certe ottiche.
  • Guarnizioni sui corpi tropicalizzati — sul G80 controlliamo lo sportello batteria, lo sportello scheda e la baionetta. Le guarnizioni in gomma si seccano e su un corpo di dieci anni spesso non sigillano più nulla.

Sui micro 4/3 la regola che applichiamo è netta: un corpo con IBIS in avaria non entra in vendita. O va in riparazione, e allora torna in catalogo solo dopo aver ripassato la stessa procedura, o viene scartato e finisce in ricambi. Non lo vendiamo scontato dichiarando "stabilizzazione da verificare", perché chi compra un micro 4/3 lo compra anche per quello.

Tutto l'usato che esce dal nostro laboratorio ha due anni di garanzia, non dodici mesi. È una scelta che ci costa: se un otturatore cede al diciottesimo mese lo copriamo noi. Ci porta però a essere severi in revisione, perché ogni macchina che passa il controllo con leggerezza torna indietro a nostre spese.

Domande frequenti

Gli obiettivi Olympus si montano sul Lumix G80 e viceversa?

Sì, l'attacco micro 4/3 è comune e non servono adattatori. Cambia la stabilizzazione: il Dual IS 2 del G80 coordina sensore e ottica solo con obiettivi Panasonic compatibili, con un'ottica Olympus resta attiva la sola stabilizzazione del sensore. Anche il profilo di correzione delle aberrazioni è più completo quando marca del corpo e dell'obiettivo coincidono.

Il G80 tropicalizzato si può usare sotto la pioggia?

Sotto pioggia leggera e per tempi contenuti sì, a patto che anche l'obiettivo sia sigillato. Il 12-60 f/3.5-5.6 Panasonic lo è, il 25mm f/1.7 no. La tropicalizzazione dichiarata non è certificata IP e su un corpo di dieci anni le guarnizioni si induriscono: noi le controlliamo in revisione, ma non trattare mai un usato sigillato come nuovo.

16 megapixel bastano nel 2026?

Per stampe fino a 50x70 cm e per qualunque uso web sì, ampiamente. Il limite si sente nel crop pesante in post: se ritagli metà inquadratura resti con 8 megapixel. La E-M10 Mark IV sale a 20 megapixel, ma la differenza pratica tra 16 e 20 è di circa il 12 percento sul lato lungo, cioè quasi nulla.

Quanti scatti sono troppi su una di queste due?

Gli otturatori sono dati per 100.000-150.000 cicli. Sopra 80.000 scatti il prezzo deve scendere sensibilmente, sopra 120.000 conviene considerare il costo di sostituzione dell'otturatore, tra 200 e 280 euro. Ogni macchina che vendiamo ha il conteggio letto dagli EXIF e dichiarato nella scheda prodotto.

Conviene ancora entrare nel micro 4/3 oggi?

Conviene se ti servono corpo e obiettivi leggeri e se il budget totale sta sotto i 900 euro. Il parco ottiche usate è enorme e i prezzi sono i più bassi tra tutti i sistemi mirrorless. Non conviene se il tuo lavoro è ritratto in luce scarsa: lì un full frame usato come una Canon EOS RP a 600 euro ti dà un vantaggio che nessun obiettivo micro 4/3 recupera.

L'IBIS si rompe? Come me ne accorgo prima di comprare?

Sì, è il guasto più costoso su questi corpi. A macchina spenta scuoti leggermente il corpo vicino all'orecchio: il sensore deve muoversi libero e silenzioso. Se senti un ticchettio metallico secco o il sensore è completamente bloccato, l'unità è in avaria. La riparazione costa tra 180 e 250 euro, quasi sempre antieconomica su una E-M10 Mark II.

Meglio una E-M10 Mark IV nuova di listino o un G80 usato?

Con lo stesso budget, circa 550 euro, prendi un G80 usato revisionato con garanzia e ti restano 100 euro per un 25mm f/1.7 usato. La Mark IV nuova ti dà 20 megapixel e un corpo mai usato, ma niente ingresso microfono, niente tropicalizzazione e nessun obiettivo. Per un intermedio che ha già chiaro cosa fotografa, la seconda combinazione rende di più.

Vuoi un parere prima di scegliere? Scrivici

Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.

Tre modi per parlarci:

E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.

Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.