In sintesi
- La differenza pesante tra A7 e A7 II è la stabilizzazione sul sensore a 5 assi: 4,5 stop dichiarati CIPA, 2-3 stop reali a mano libera, su ogni obiettivo montato, adattato compreso.
- Il sensore è lo stesso da 24 megapixel Exmor in entrambe: a parità di ISO e di ottica la qualità del file è sostanzialmente identica.
- La A7 II pesa 599 grammi contro i 474 della A7 e ha un grip molto più profondo: cambia come la tieni in mano, non solo la scheda tecnica.
- Sul mercato dell'usato la A7 prima serie sta intorno ai 400 euro, la A7 II circa 250-350 euro in più: sono due fasce di prezzo diverse, non due varianti della stessa.
Al banco la domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: mi hanno detto che la A7 II è meglio, ma quanto meglio? Chi la fa ha già deciso di entrare nel full frame Sony con poca spesa, ha visto due annunci a distanza di trecento euro e non capisce se quei trecento euro comprano una fotocamera diversa o solo un numero romano in più sulla targhetta.
Questa guida mette a confronto Sony A7 e A7 II sul terreno che conta quando compri usato: cosa cambia davvero scattando, cosa resta identico, quanto vale ogni differenza in euro e in quali casi la prima serie è ancora la scelta più sensata. Niente elenco di specifiche copiato dalla scheda tecnica: parliamo di come si comportano le due macchine in mano e sul campo.
Due generazioni a un anno di distanza: il contesto
Tra l'uscita della Sony A7 e quella della A7 II passano circa dodici mesi. È un intervallo anomalo: nessun produttore rifà il corpo di una macchina appena lanciata se il primo tentativo ha funzionato del tutto. Sony l'ha fatto perché la A7 era un progetto rivoluzionario nella sostanza e incompleto nella forma. Chi confronta questi due corpi oggi, nel 2026, non sta scegliendo tra due generazioni di prodotto nuovo: sta scegliendo tra due macchine usate con tredici e dodici anni sulle spalle, con prezzi e usure diverse.
Cosa era la A7 nel 2013 e cosa è oggi
La A7 è stata il primo full frame mirrorless a un prezzo che un fotografo non professionista poteva permettersi. Prima di lei, il sensore 24x36 significava reflex ingombranti o Leica. Sony ha messo un Exmor da 24 megapixel dentro un corpo da 474 grammi e ha aperto l'innesto E al formato pieno.
Oggi quel ruolo è cambiato ma non è sparito. La A7 prima serie resta il modo più economico per avere un sensore full frame con baionetta E, e quindi accesso sia alle ottiche FE native sia a qualunque vetro adattato. Nel nostro catalogo una Sony A7 si posiziona intorno ai 400 euro: la forza di questo corpo è tutta lì, nel rapporto tra formato del sensore e cifra spesa. Se vuoi approfondire cosa aspettarti da questo modello specifico, abbiamo scritto un pezzo dedicato alla Sony A7 prima serie usata.
Cosa aspettarsi realisticamente da un esemplare a questa cifra:
- Gommature del grip e del pollice spesso lucide o leggermente sollevate: è il difetto d'età tipico di questa serie.
- Conteggio scatti molto variabile, da 5.000 a oltre 80.000: il numero cambia il valore reale del corpo più di qualsiasi altra cosa.
- Batterie NP-FW50 originali quasi sempre degradate, se incluse nella vendita.
- Nessuna stabilizzazione: ogni obiettivo che monti lavora esattamente com'è nato.
Perché Sony ha rifatto il corpo dopo dodici mesi
Le critiche alla A7 non riguardavano quasi mai i file prodotti. Riguardavano il corpo. Il grip era corto e poco profondo, pensato per una macchina che nella testa dei progettisti doveva restare tascabile, ma le ottiche FE — soprattutto gli zoom luminosi — pesano e sbilanciano in avanti. Il pulsante di scatto stava sul piano superiore invece che sull'inclinazione del grip, posizione scomoda con l'indice piegato.
Poi c'era l'otturatore: rumoroso, con un ritorno meccanico secco che generava micro-vibrazioni percepibili ai tempi intermedi. La A7 II risponde a queste tre cose precise. È una correzione di rotta ergonomica dettata da utenti che avevano già comprato, non un aggiornamento di listino programmato a tavolino.
Cosa NON cambia: il sensore e la qualità d'immagine
Se metti la stessa ottica su una A7 e su una A7 II, imposti gli stessi parametri e scatti la stessa scena, i due RAW sono sovrapponibili. Non "simili": sovrapponibili. Stesso sensore Exmor CMOS full frame da 24,3 megapixel e stesso processore BIONZ X; sulla gamma dinamica a ISO base le misure DxOMark danno 14,2 EV alla A7 e 13,6 EV alla A7 II, mezzo stop scarso che in post non si vede. Chi paga 250-350 euro in più per la II aspettandosi file migliori sta comprando la cosa sbagliata, e se ne accorge al primo confronto in Lightroom.
24 megapixel, stessa gamma dinamica, stessi ISO utili
Nella pratica quotidiana significa che il limite di utilizzo è identico su entrambe. Fino a ISO 3200 il file regge senza discussioni: rumore presente ma fine, dettaglio intatto, margine per recuperare due stop sulle ombre. A ISO 6400 serve già mano leggera in post, soprattutto sul canale blu delle ombre profonde. Oltre, si scende a compromessi che nessuna delle due generazioni risolve meglio dell'altra.
| Parametro | Sony A7 | Sony A7 II |
|---|---|---|
| Sensore | Exmor CMOS 24,3 MP | Exmor CMOS 24,3 MP |
| Processore | BIONZ X | BIONZ X |
| Gamma dinamica a ISO base | 14,2 EV (misura DxOMark) | 13,6 EV (misura DxOMark) |
| ISO pienamente utile | fino a 3200 | fino a 3200 |
| Codec video | AVCHD | XAVC S 50 Mbps |
L'unica cosa che sposta davvero la qualità finale, a parità di corpo, è l'obiettivo che ci monti davanti. Un 55mm f/1.8 Zeiss su una A7 del 2013 produce file migliori di uno zoom kit su una A7 II. Vale la pena ricordarlo prima di allocare il budget sul corpo.
Le uniche differenze reali sui file: XAVC S e il video
Qui la II ha un vantaggio concreto, non di marketing. La prima A7 registra solo in AVCHD, un contenitore nato per i camcorder e scomodo in qualsiasi flusso di montaggio moderno. La A7 II aggiunge XAVC S a 50 Mbps e i profili S-Log2, che danno margine reale in color grading.
- Fai solo foto: questa differenza vale zero. Ignorala nel calcolo del prezzo.
- Filmi ogni tanto: XAVC S ti semplifica la vita al montaggio, ma non è da sola una ragione per spendere 300 euro in più.
- Fai video regolarmente: è la seconda differenza più concreta dopo la stabilizzazione, e insieme le due giustificano il salto.
Un'avvertenza sull'S-Log2: su un sensore di questa generazione, senza monitoraggio esterno e senza esperienza di grading, gira facilmente in file piatti e rumorosi che nessuna curva salva. È uno strumento professionale, non un preset da attivare per abitudine.
Sony A7 e A7 II: cosa cambia davvero, punto per punto
| Caratteristica | Sony A7 (2013) | Sony A7 II (2014) | Conta davvero? |
|---|---|---|---|
| Sensore | Exmor CMOS 24,3 MP full frame | Exmor CMOS 24,3 MP full frame | No, identico |
| Processore | BIONZ X | BIONZ X | No, identico |
| Stabilizzazione corpo | Assente | 5 assi, 4,5 stop dichiarati CIPA | Sì, la differenza principale |
| Peso corpo | 474 g | 599 g | Dipende dall'uso |
| Grip | Corto, scomodo con ottiche pesanti | Profondo, molto migliorato | Sì, se usi zoom f/2.8 |
| Punti AF a rilevamento di fase | 117 | 117 | Poco, algoritmo leggermente migliore sulla II |
| Video | AVCHD 1080p 60p | XAVC S 50 Mbps, S-Log2 | Sì, se filmi |
| Batteria | NP-FW50, ~340 scatti | NP-FW50, ~350 scatti | No, entrambe scarse |
| Otturatore | Rumoroso, shutter shock 1/60-1/125 | Meccanica ridisegnata e meglio smorzata | Sì, ma aggirabile |
La stabilizzazione sul sensore: la vera ragione per pagare di più
L'IBIS a 5 assi della A7 II è l'unica differenza che si sente a ogni singolo scatto, con qualunque obiettivo montato. Il sensore si muove per compensare i tuoi micromovimenti su cinque direzioni: due assi di inclinazione, due di traslazione e la rotazione sull'asse ottico. Sulla A7 prima serie questa compensazione non esiste in nessuna forma: se l'obiettivo non ha OSS, sei stabilizzato solo dalle tue mani. Tutte le altre differenze tra i due corpi sono di contorno rispetto a questa.
Cosa significano davvero 4,5 stop dichiarati
Il dato di 4,5 stop è misurato secondo standard CIPA: cavalletto motorizzato che simula il tremore, obiettivo 50mm, laboratorio. È un numero onesto nelle sue condizioni, ma quelle condizioni non sono le tue. Nella pratica quotidiana, con un fotografo che respira e non ha appoggi, il guadagno affidabile sta tra 2 e 3 stop.
Tradotto in tempi reali con un 50mm sul full frame:
- Senza stabilizzazione: 1/60 di secondo per andare sicuro
- Con IBIS, guadagno realistico: 1/8 di secondo con una buona percentuale di scatti nitidi
- Con IBIS, dato dichiarato: circa 1/4 di secondo, ottenibile ma non ripetibile a comando
Un punto che il marketing non chiarisce mai: la stabilizzazione agisce solo sul mosso della macchina, non su quello del soggetto. Se fotografi un bambino che corre a 1/15, l'immagine sarà stabile e il bambino mosso. Per congelare il movimento serve tempo breve, e lì l'IBIS non ti aiuta.
Perché l'IBIS cambia la vita con le ottiche adattate
Qui sta il vero valore. La A7 II stabilizza anche gli obiettivi completamente manuali: monti un adattatore, entri nel menu, imposti a mano la focale e il sensore inizia a compensare. Un Minolta MD 50mm f/1.7, un Takumar 55mm M42, un Nikkor AI 105mm diventano ottiche stabilizzate su un corpo del 2014.
Chi entra nel full frame con vetri manuali da 60-120 euro ottiene esattamente quello che gli serve: tempi lunghi tenuti a mano, con lenti che costano un decimo delle native Sony. Sulla A7 prima serie, con gli stessi obiettivi, sei tornato alle regole del 1980.
Quando l'IBIS non serve e stai pagando per niente
Se ti riconosci in uno di questi profili, la differenza di 250-350 euro tra i due corpi è denaro speso male:
- Lavori quasi sempre su treppiede — paesaggio, architettura, still life
- Scatti in studio con flash: il lampo dura 1/1000 e congela tutto da solo
- Fotografi di giorno, all'aperto, a tempi da 1/250 in su
In questi casi la A7 prima serie ti dà lo stesso file a molto meno, e i 300 euro risparmiati valgono molto di più investiti in un obiettivo migliore. Un buon 35mm o 85mm cambia le tue foto in modo visibile; l'IBIS, se non lo usi mai, resta una voce nella scheda tecnica.
Ergonomia, corpo e affidabilità meccanica
Prendi in mano le due macchine una dopo l'altra e capisci in tre secondi che Sony ha riscritto il progetto. La A7 sembra una compatta cresciuta troppo in fretta: sottile, spigolosa, con un'impugnatura che finisce prima delle dita. La A7 II ha un grip che riempie il palmo e uno chassis che comunica solidità. È la differenza più immediata tra le due, molto più della scheda tecnica.
474 contro 599 grammi: la compattezza si paga
La A7 pesa 474 grammi con batteria e scheda, la A7 II arriva a 599. Sono 125 grammi, praticamente un obiettivo pancake in più. Detta così sembra un punto a favore della prima serie, e lo è finché monti ottiche leggere.
| Situazione d'uso | Corpo più sensato |
|---|---|
| Pancake 35mm o 55mm f/1.8, viaggio leggero | A7 |
| Zoom 24-70 f/4, uso quotidiano | A7 II |
| Zoom f/2.8 o adattati manuali pesanti | A7 II, senza discussione |
Con uno zoom sopra i 600 grammi la A7 diventa sbilanciata in avanti e il polso lavora per compensare. Chi ha mani grandi ci mette circa un'ora prima che il mignolo, che resta fuori dal grip, cominci a dare fastidio. La A7 II sposta anche il pulsante di scatto in avanti sulla sommità del grip, più vicino alla posizione di una reflex: sembra un dettaglio, cambia l'appoggio dell'indice per tutta la giornata.
Shutter shock e otturatore: quanto è un problema vero
L'otturatore della A7 è rumoroso e produce micro-vibrazioni che si vedono soprattutto tra 1/60 e 1/125 di secondo con focali medio-lunghe, dai 90mm in su. Su internet il tema è diventato una condanna definitiva del modello: non lo è. Si tratta di una finestra di tempi stretta, e basta salire sopra 1/250 o scendere sotto 1/30 su treppiede per non incontrarla mai.
La prima tendina elettronica c'è su entrambe: quello che cambia sulla II è la meccanica dell'otturatore, ridisegnata e meglio smorzata, che riduce sensibilmente il fenomeno. Se scatti soprattutto in luce piena o con flash, la differenza pratica è vicina allo zero. Se lavori spesso al crepuscolo con un 135mm a mano libera, invece, conta parecchio.
Baionetta e punti deboli noti da laboratorio
Il vero limite meccanico della prima serie è l'innesto: la baionetta della A7 non ha la struttura rinforzata introdotta con la II. Con ottiche pesanti montate per anni il gioco aumenta e il barilotto oscilla di qualche decimo di millimetro.
- Come si riconosce: monta l'obiettivo, ruota leggermente in senso orario e antiorario. Se senti un click o vedi luce tra flangia e corpo, l'innesto ha lavorato.
- Cosa controlliamo in revisione: planarità della flangia, tenuta delle viti dell'innesto, contatti elettrici ossidati, e uno scatto di prova a f/8 su soggetto piano per verificare che il piano focale sia parallelo.
Una Sony A7 a 400 euro con baionetta sana resta un ottimo corpo d'ingresso al full frame; una con l'innesto lasco va scartata, perché la riparazione costa quanto un terzo della macchina.
Autofocus e batteria: i limiti che le accomunano
Entrambe montano lo stesso sistema autofocus ibrido con 117 punti a rilevamento di fase e 25 aree a rilevamento di contrasto. Sulla carta è la stessa architettura, e nella pratica il comportamento resta parente stretto. La A7 II ha un algoritmo di predizione più raffinato e un buffer di calcolo più rapido, ma parte dallo stesso hardware. Chi si aspetta il salto generazionale che c'è stato con la A7 III resterà deluso.
AF: la II è più veloce, ma non abbastanza da cambiare genere
L'AF continuo della A7 II è circa il 30 percento più reattivo e tiene meglio i soggetti in avvicinamento frontale, dove la prima serie perde il punto e ricomincia da capo. Su un ritratto in movimento lento, o su una persona che cammina verso di te, la differenza si vede. Su un cane che corre o un bambino che attraversa il campo, no: perdono entrambe.
Il punto onesto è questo: nessuna delle due è una macchina da azione. Chi fotografa sport, danza o animali in movimento deve guardare altrove, e nella stessa logica di prezzo la risposta è la Sony A7 III usata, che con i suoi 693 punti a rilevamento di fase e l'Eye AF continuo gioca un campionato diverso. Costa il doppio, e per quel tipo di lavoro li vale.
Su cosa se la cavano entrambe senza problemi:
- Paesaggio e architettura — AF singolo su soggetto statico, precisione ottima con qualsiasi ottica.
- Ritratto in posa — l'Eye AF esiste su entrambe ma solo in AF-S, va attivato da menu e richiede un tasto personalizzato.
- Still life, prodotto, riproduzione — qui il focus manuale con focus peaking è più veloce dell'autofocus.
- Street a passo d'uomo — con la messa a fuoco preimpostata a distanza fissa non c'è nessun limite.
NP-FW50: 270-350 scatti dichiarati, meno nella realtà
Batteria identica per le due macchine, e identico il problema. Sony dichiara 270-350 scatti a carica secondo lo standard CIPA, ma nell'uso reale con display acceso e chimping frequente si sta tra 250 e 300. Sotto i 5 gradi il conto scende ancora, anche del 30 percento.
Su corpi che hanno più di dieci anni la questione peggiora: le batterie originali fornite col kit hanno spesso perso capacità e ne fanno 150-200. Sul mercato dell'usato una NP-FW50 originale costa 40-50 euro, le compatibili di marca decente 15-20. Il calcolo pratico è semplice: due batterie di scorta nella borsa e una giornata di scatto è coperta. Chi arriva da una reflex abituata a 800-1000 scatti a carica deve mettere in conto questo cambio di abitudine, che vale per entrambe allo stesso modo.
Quanto costano oggi e come si posizionano nel listino usato
Le due macchine non stanno nella stessa fascia di prezzo. La differenza tra una A7 e una A7 II in buone condizioni è di 250-350 euro, e a quelle cifre entrano nel discorso corpi che con la A7 II non hanno nulla a che vedere. Chi ragiona solo sull'asse A7 contro A7 II rischia di ignorare metà del mercato.
I prezzi reali sul nostro banco
Oggi abbiamo una Sony A7 a 400 euro, revisionata e con garanzia 2 anni. È il punto d'ingresso più economico al full frame Sony, e a quel prezzo resta difficile da battere. La A7 II si colloca tipicamente tra i 650 e i 750 euro, a seconda del conteggio scatti e delle condizioni del corpo.
Le alternative vere alla stessa cifra
La Canon EOS RP parte da 520 euro: full frame più recente, autofocus Dual Pixel su un altro pianeta rispetto a entrambe le Sony, ma senza stabilizzazione sul corpo. Se scatti soprattutto in luce buona o con obiettivi stabilizzati, il compromesso ha senso e ci guadagni in reattività.
La Sony A7R II a 800 euro sta appena sopra la A7 II e porta 42 megapixel più l'IBIS a 5 assi. Per chi stampa grande o ritaglia molto è il salto che vale il centinaio di euro di differenza: ne abbiamo parlato in dettaglio nell'articolo dedicato alla A7R II usata.
Poi c'è la domanda che pochi si fanno: il full frame ti serve davvero? La Sony a6500 a 600 euro ha anche lei uno stabilizzatore a 5 assi sul sensore, in un corpo APS-C molto più piccolo, con autofocus più veloce e ottiche mediamente meno costose. Se il tuo lavoro non richiede sfocati estremi o ISO alti spinti, spendi meno e porti a casa una macchina più agile.
Cosa compri con lo stesso budget di una A7 II usata
| Modello | Prezzo indicativo | Formato sensore | Stabilizzazione corpo | Punto forte |
|---|---|---|---|---|
| Sony A7 | 400 euro | Full frame 24 MP | No | Full frame alla spesa minima |
| Canon EOS RP | 520-600 euro | Full frame 26 MP | No | AF Dual Pixel nettamente superiore |
| Sony a6500 | 600 euro | APS-C 24 MP | Sì, 5 assi | AF e raffica, corpo più recente |
| Sony A7R II | 800 euro | Full frame 42 MP | Sì, 5 assi | Risoluzione e IBIS insieme |
Come si controlla una A7 o A7 II usata prima di comprarla
Una A7 prima serie del 2013 oggi ha tredici anni di vita alle spalle. Non è un problema di per sé: sono corpi in lega di magnesio, costruiti bene, e ne vediamo passare di perfettamente funzionanti. Il punto è che a questa età le condizioni contano più del modello, e due esemplari dello stesso corpo possono valere 150 euro di differenza. Ecco cosa guardare, nell'ordine in cui lo guardiamo noi al banco.
Il conteggio scatti e cosa considerare alto
L'otturatore di entrambe è dato per circa 100.000-200.000 cicli. È una stima statistica del produttore, non una scadenza: abbiamo visto A7 arrivare a 180.000 scatti senza cedimenti e altre rompersi a 40.000. Detto questo, il conteggio resta il dato più onesto sull'uso reale della macchina.
- Sotto 30.000 scatti — macchina praticamente giovane, usata da un amatore. Nessuno sconto giustificato su questo parametro.
- 30.000-100.000 scatti — uso normale su dieci anni. È la fascia in cui rientra la maggior parte degli esemplari che trattiamo.
- Oltre 100.000 scatti — corpo che ha lavorato. Comprabile, ma va scontato di 80-120 euro rispetto a un pari condizione con metà dei cicli.
Il dato non compare nei menu Sony. Si legge dai metadati EXIF di un file JPEG appena scattato, con strumenti come exiftool o servizi web che leggono il campo ShutterCount. Se un venditore privato non è in grado di darti quel numero, o non sa come si estrae o preferisce non dirtelo. In entrambi i casi tratta il corpo come se fosse sopra i 100.000.
Sensore esposto: polvere, graffi e pulizia
Né la A7 né la A7 II chiudono l'otturatore quando spegni la macchina. Il sensore resta scoperto a ogni cambio di obiettivo, e oltre dieci anni di cambi lasciano il segno. Chiedi sempre una foto del sensore illuminato di taglio, oppure uno scatto a f/16 su una parete bianca: la polvere si vede come macchie scure sfocate.
La distinzione che conta è tra polvere e danno permanente. La polvere si toglie: una pulizia a umido con swab e soluzione la rimuove nel 95% dei casi. Un graffio sul filtro passa-basso invece è per sempre, si vede come una riga netta e a fuoco che resta identica in tutti gli scatti. Sostituire il gruppo filtro-sensore su una A7 costa più del valore della macchina.
Cosa facciamo noi al laboratorio
Ogni corpo che entra in ReflexMania passa dal nostro laboratorio prima di andare a scaffale. Leggiamo il conteggio scatti e lo certifichiamo in scheda prodotto, verifichiamo l'autofocus su tutti i punti a rilevamento di fase, controlliamo il gioco della baionetta e la tenuta delle viti, puliamo il sensore, testiamo la macchina su tutta la scala ISO per escludere pixel caldi e bande di lettura. Controlliamo anche le gommature, che sulla prima serie tendono a sollevarsi agli angoli.
Su tutto l'usato diamo due anni di garanzia. Su un corpo di oltre dieci anni non è un dettaglio commerciale: è la differenza tra un acquisto e una scommessa.
Il verdetto: quale delle due, per chi
Dopo dieci anni al banco, la domanda "meglio la A7 o la A7 II" quasi sempre nasconde una domanda diversa: quanto budget resta per le ottiche. Perché tra i due corpi ballano 250-350 euro, e quella cifra su un sistema full frame usato è mezzo obiettivo decente. Ecco come la vedo io, senza giri di parole.
Prendi la A7 prima serie se...
La Sony A7 che abbiamo oggi a 400 euro è la porta d'ingresso più economica al full frame mirrorless che esista sul mercato. Ha senso in questi casi:
- Budget corpo sotto i 500 euro, con l'intenzione di mettere il resto sull'ottica. È la scelta razionale: un 50mm luminoso decente cambia le foto più di quanto le cambi l'IBIS.
- Hai già ottiche stabilizzate OSS — un 28-70 OSS o un 24-240 OSS ti danno la stabilizzazione dove serve, e il vantaggio della II si assottiglia parecchio.
- Scatti prevalentemente su treppiede: paesaggio, architettura, still life. Lì l'IBIS lo spegni comunque.
- Filmi poco o niente. Il video a mano libera senza stabilizzazione è l'unico ambito dove la prima serie diventa davvero frustrante.
Prendi la A7 II se...
I 250-350 euro di differenza si ripagano in fretta in questi scenari:
- Adatti ottiche manuali vintage. Un Takumar 55mm o un Helios 44-2 su A7 II diventano stabilizzati: imposti la focale a mano nel menù e l'IBIS lavora. Sulla prima serie no, e questo è il motivo numero uno per cui vendiamo più II che I.
- Scatti spesso a mano libera in interni o al crepuscolo. Tre stop reali significano 1/8 di secondo tenibile con un 50mm, dove sulla A7 saresti a 1/60.
- Hai mani grandi. I 599 grammi e il grip profondo della II non sono un dettaglio: con un 24-70 f/2.8 montato, la prima serie ti resta scomoda per tutto il pomeriggio.
- Giri video oltre l'occasionale o pensi di tenere il corpo per cinque anni. In quel caso l'ammortamento sulla differenza di prezzo è irrilevante.
Non prendere nessuna delle due se...
Qui parlo contro il mio interesse, ma è il consiglio che darei a un amico. Due situazioni in cui il full frame vecchio è la scelta sbagliata:
| Se sei in questa situazione | Guarda invece |
|---|---|
| Fotografi sport, bambini che corrono, cerimonie con AF critico | Una Sony a6500 a 600 euro: APS-C, ma AF di generazione successiva, 11 fps e IBIS. Aggancia soggetti in movimento dove le A7 arrancano. |
| Budget totale corpo più ottica sotto i 700 euro | Una Canon EOS RP da 520 euro: full frame più recente, AF Dual Pixel molto più moderno, schermo orientabile. Ne abbiamo 7 in stock. |
La regola che ripeto sempre: un APS-C recente batte un full frame vecchio quando il soggetto si muove. Il sensore grande vince sulla resa in bassa luce e sullo sfocato, non sulla capacità di mettere a fuoco.
Domande frequenti
La Sony A7 II usa gli stessi obiettivi della A7?
Sì, entrambe montano l'innesto Sony E in versione full frame FE senza alcuna differenza di compatibilità. Qualsiasi obiettivo FE, e qualsiasi ottica adattata con anello, funziona identicamente sui due corpi. L'unico vantaggio della II è che stabilizza anche le ottiche che non hanno stabilizzatore proprio.
La differenza di prezzo tra A7 e A7 II vale la pena?
Dipende da cosa monti davanti. Se usi obiettivi FE stabilizzati OSS o scatti su treppiede, la differenza si assottiglia molto e la prima serie basta. Se vuoi adattare ottiche manuali vintage o scatti spesso a mano libera sotto 1/60, la stabilizzazione della II ripaga i 250-350 euro di differenza.
Quanti scatti sono troppi su una Sony A7 usata?
L'otturatore di entrambe è stimato intorno ai 100.000-200.000 cicli. Sotto i 30.000 scatti la macchina è sostanzialmente giovane, tra 30.000 e 100.000 è nella normalità, sopra i 100.000 il prezzo deve rifletterlo con uno sconto sensibile. Su un corpo di oltre dieci anni conta anche lo stato di gommature, baionetta e sensore, non solo il contatore.
La A7 prima serie ha davvero un problema di shutter shock?
È un fenomeno reale ma circoscritto. Le micro-vibrazioni dell'otturatore si notano soprattutto tra 1/60 e 1/125 di secondo con focali dai 90mm in su, e producono una leggera perdita di dettaglio. Si evita restando fuori da quella finestra di tempi o scattando su treppiede con il ritardo attivato.
Meglio una Sony A7 II usata o una Canon EOS RP?
La EOS RP è più recente, ha un autofocus Dual Pixel nettamente superiore ed è più leggera, ma non ha stabilizzazione sul corpo. La A7 II ha l'IBIS e un parco ottiche usate molto più ampio, incluse le adattate. Se scatti soggetti in movimento la RP è la scelta migliore, se scatti a mano libera in luce scarsa con ottiche manuali la A7 II vince.
Le batterie NP-FW50 di una A7 usata sono ancora buone?
Raramente. Su corpi di oltre dieci anni le batterie originali hanno perso capacità e spesso danno 150-200 scatti invece dei 300 nominali. Bisogna mettere in conto l'acquisto di due batterie nuove, originali o compatibili di marca affidabile, e considerarlo parte del prezzo reale dell'acquisto.
Posso usare la A7 II per fare video seriamente?
Per lavoro leggero sì, per lavoro serio no. Il codec XAVC S a 50 Mbps e i profili S-Log2 danno margine in post, e l'IBIS aiuta molto a mano libera. Ma resta ferma al 1080p senza 4K, con rolling shutter evidente nelle panoramiche veloci. Per video professionale oggi serve un corpo più recente.
Vuoi vedere una A7 o una A7 II prima di decidere?
Se hai dubbi su un acquisto o vuoi un consiglio per il tuo caso specifico, scrivici. Diamo consigli gratuiti perché siamo fotografi prima che venditori, e perché un cliente che compra male non torna a fotografare.
Tre modi per parlarci:
- Modulo contatti — risposta entro 24 ore lavorative
- WhatsApp al 342 362 3454 (solo messaggi)
- Telefono: 071 291 6347 (lun-ven 9-13/15-18, sab 9-13)
E se vuoi vedere subito cosa abbiamo in catalogo, esplora l'usato disponibile oggi: ogni macchina è certificata, garantita 2 anni e spedita in 24-48 ore.
Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.