Nikon D700 vs D750 usata: quale full frame Nikon scegliere

30 Luglio 2026 di Matteo - Team ReflexMania 0 letture
Nikon D700 vs D750 usata: quale full frame Nikon scegliere
D700 o D750 usata? Confronto reale su sensori, scatti, autofocus e prezzi di mercato, con i criteri che usiamo in laboratorio per certificarle.

In sintesi

  • La D700 è del 2008 con sensore 12 megapixel e ISO utili fino a 3200; la D750 è del 2014 con 24 megapixel e ISO utili fino a 6400 reali.
  • Sul mercato dell'usato una D700 in buone condizioni sta tra 350 e 500 euro, una D750 tra 700 e 950 euro: il salto di prezzo è quasi doppio.
  • Entrambe hanno l'otturatore dato per 150.000 scatti: la differenza vera è che le D700 in circolazione hanno spesso superato i 100.000 scatti, le D750 quasi mai.
  • La D750 registra video Full HD 1080p a 60 fps e ha il Wi-Fi integrato; la D700 non fa video e non ha connettività di alcun tipo.

La domanda arriva al banco almeno due volte a settimana, spesso da chi ha una reflex APS-C e vuole passare al pieno formato senza svenarsi. "Mi hanno detto che la D700 è una macchina leggendaria, ma la D750 costa di più: quale prendo?" Sono due full frame Nikon con innesto F, entrambe montano gli stessi obiettivi, entrambe scattano benissimo. Ma sono separate da sei anni di sviluppo e da una filosofia diversa di cosa debba essere una reflex.

In questo articolo le confronto voce per voce: sensore, autofocus, ergonomia, video, batteria, e soprattutto cosa significa comprarle usate oggi nel 2026. Perché su macchine di diciotto e dodici anni la scheda tecnica conta meno del conta-scatti e dello stato dell'otturatore. Alla fine ti dico chiaramente per quale tipo di fotografo ha senso l'una e per quale l'altra, e in quali casi conviene guardare altrove.

Le due macchine in due paragrafi: cosa sono davvero

La D700 e la D750 non sono la stessa macchina a sei anni di distanza. Il nome vicino inganna: sono due progetti nati per due mestieri diversi, con priorità opposte su cosa sacrificare. Chi le confronta cercando "la versione nuova della D700" sta cercando una cosa che Nikon non ha mai fatto.

Nikon D700 (2008): il corpo della D3 a metà prezzo

La D700 è una D3 rimpicciolita. Stesso sensore FX da 12,1 megapixel, stesso processore EXPEED, stessa filosofia da macchina per fotogiornalisti: telaio in lega di magnesio, tropicalizzazione seria, raffica di 5 fps che diventano 8 fps con il battery grip MB-D10. Il mirino copre il 95% dell'inquadratura, non il 100%, e su questo circolano parecchie leggende — con o senza grip resta 95%.

Il punto storico è il prezzo. Nel 2008 il full frame Nikon costava sopra i 4.000 euro di solo corpo; la D700 lo portò sotto i 3.000 e aprì il formato pieno a chi non lavorava per un'agenzia. Pesa 1.074 grammi, non fa video e non ha nessuna forma di connettività. Se vuoi il quadro completo su questo corpo abbiamo scritto un pezzo dedicato: la D700 usata conviene ancora?

Nikon D750 (2014): il full frame che ha rimpiazzato tre modelli

La D750 nasce con un compito di listino: stare in mezzo tra la D610 e la D810. Ha finito per mangiarsi entrambe le fasce, perché faceva quasi tutto quello che serviva a un matrimonialista senza chiedere il prezzo della D810. Sensore FX da 24,3 megapixel, EXPEED 4, monitor inclinabile, Wi-Fi integrato, video 1080p fino a 60 fps, raffica di 6,5 fps.

Il corpo è ibrido: magnesio sopra e dietro, fibra di carbonio davanti. Risultato, 750 grammi contro i 1.074 della D700.

 Nikon D700Nikon D750
Anno20082014
Sensore FX12,1 MP24,3 MP
ProcessoreEXPEEDEXPEED 4
Raffica5 fps (8 con MB-D10)6,5 fps
Peso corpo1.074 g750 g
Videoassente1080p fino a 60 fps
Usato 2026350-500 euro700-950 euro

Tradotto in una riga: la D700 è robustezza e velocità con pochi pixel, la D750 è versatilità e resa del file. Il resto dell'articolo serve a capire quale delle due priorità è la tua.

Sensore e qualità d'immagine: 12 contro 24 megapixel

Un file della D700 misura 4256x2832 pixel. Uno della D750 misura 6016x4016. Sembra il doppio, e in area lo è, ma la differenza che conta davvero in cabina di stampa e in post non sta nei megapixel: sta nei sei anni di elettronica di lettura che separano i due sensori.

Quando 12 megapixel bastano e quando no

Per la stampa il conto è semplice. Un 30x45 a 240 dpi chiede circa 12 megapixel: la D700 ci arriva esatta, senza margine per il crop. Un 40x60 a 240 dpi chiederebbe 21 MP, ma su una stampa di quel formato, che si guarda da un metro e mezzo, bastano 180 dpi: a quella risoluzione i 12 MP della D700 coprono il formato.

  • 12 MP bastano: reportage e street, consegna web e social, stampe fino a 40x60, ritratto inquadrato bene in scatto, bianco e nero.
  • 12 MP non bastano: ritratto con crop deciso in post, paesaggio stampato oltre il metro, still life e-commerce con ritagli multipli dallo stesso file, visione a schermo pieno su display 4K e 5K dove il pixel peeping è gratuito.

Il numero da tenere a mente è questo: da un file D750 puoi ritagliare al 50 percento in area e restare a 12 megapixel, cioè a un file D700 intero. Quel margine è la vera funzione dei 24 MP, non la nitidezza percepita.

Gamma dinamica e recupero ombre: dove la D750 stacca

Qui c'è il salto generazionale vero. A ISO base la D750 misura circa 14,5 EV di gamma dinamica nei test DxOMark contro i 12,2 EV della D700: oltre due stop di informazione recuperabile. Il sensore della D750 è praticamente ISO-invariante, quindi puoi sottoesporre di 2-3 stop per salvare le alte luci e alzare in post senza penalità visibile.

Sulla D700 non funziona così. Tirando su le ombre di 3 stop compare banding verticale nelle zone scure, ed è un artefatto che nessun software rimuove in modo pulito. La D700 va esposta bene in scatto, punto. In chiesa, con la sposa in controluce sulla porta e i banchi in ombra, la D750 salva entrambe le zone in un solo file; la D700 ti costringe a scegliere quale sacrificare.

Alti ISO: il mito della D700 rivisto nel 2026

Va detto con onestà: la D700 nel 2008 era straordinaria e a 3200 ISO resta usabilissima oggi. Ma la D750 a 6400 è pulita quanto la D700 a 3200, e questo sposta il confronto di uno stop pieno.

Poi c'è il denoise moderno. DxO PureRAW e il Denoise di Lightroom lavorano meglio su file da 24 megapixel, perché hanno più informazione su cui ricostruire il dettaglio: il vantaggio percepito della D700 si è ridotto molto da quando questi strumenti sono diventati lo standard. Sul mito "pixel più grandi uguale meno rumore" la risposta è che a parità di dimensione di stampa il vantaggio si annulla quasi del tutto, perché il rumore viene mediato sui pixel vicini. Se questo aspetto pesa nella tua scelta, vale la pena leggere anche il nostro approfondimento sulla D750 usata come full frame Nikon più equilibrato dell'usato.

Nikon D700 e D750 a confronto: le specifiche che contano

Caratteristica Nikon D700 (2008) Nikon D750 (2014)
Sensore 12,1 MP FX CMOS 24,3 MP FX CMOS
Gamma dinamica ISO base circa 12,2 EV circa 14,5 EV
ISO nativi 200-6400 (estesi 100-25600) 100-12800 (estesi 50-51200)
Autofocus Multi-CAM 3500FX, 51 punti, -1 EV Multi-CAM 3500FX II, 51 punti, -3 EV
Raffica 5 fps (8 con MB-D10) 6,5 fps
Video Nessuno 1080p fino a 60 fps, mic e cuffie
Monitor 3", 922k, fisso 3,2", 1229k, inclinabile
Slot memoria 1x CompactFlash 2x SD UHS-I
Batteria EN-EL3e, circa 1.000 scatti EN-EL15, circa 1.230 scatti
Peso con batteria 1.074 g 750 g
Connettività Nessuna Wi-Fi integrato
Durata otturatore dichiarata 150.000 cicli 150.000 cicli

Autofocus: Multi-CAM 3500FX contro Multi-CAM 3500FX II

Il nome del modulo AF cambia di un solo numero romano, ma la differenza pratica è di due stop. La D700 dichiara aggancio fino a -1 EV, la D750 fino a -3 EV. Tradotto: in una chiesa illuminata solo dalle finestre laterali, o a una cena con le candele sui tavoli, la D700 comincia a pompare avanti e indietro mentre la D750 aggancia e chiude. Stesso schema di 51 punti, stessi 15 a croce al centro, elettronica di lettura del sensore AF completamente diversa.

L'altra aggiunta vera della D750 è il group-area AF, assente sulla D700. Attiva cinque punti adiacenti che lavorano come un blocco unico e privilegiano il soggetto più vicino: su uno sposo che cammina davanti a un fondo di alberi, o su un bambino che corre in un parco, è la modalità che risolve il problema del punto singolo che scivola sullo sfondo. Chi fotografa cerimonie e bambini la tiene attiva come impostazione di default e non torna al punto singolo.

Due difetti noti da mettere sul tavolo, perché riguardano proprio l'usato:

  • D750, serie iniziali: alcuni esemplari mostravano un flare anomalo sul bordo superiore del fotogramma con una fonte di luce forte appena fuori inquadratura. Nikon ha aperto un service advisory nel 2015 con controllo gratuito sui seriali interessati. Si verifica con una foto di prova controluce, non serve smontare niente.
  • D700, esemplari molto usati: il distacco degli specchietti interni del pentaprisma, che si manifesta come una zona scura o sfocata fissa nel mirino. Non tocca il file registrato, ma inquadrare diventa fastidioso e la riparazione costa più di quanto valga il corpo.

Copertura dei punti AF: entrambe strette al centro

Il limite lo condividono. Su un sensore full frame quei 51 punti occupano solo la fascia centrale del fotogramma: chi arriva da una APS-C, dove lo stesso modulo copriva quasi tutto il campo, se ne accorge al primo scatto. Per un soggetto decentrato serve il focus and recompose: aggancio al centro, blocco con AF-L o pressione a metà, riquadro.

Funziona, con un limite geometrico preciso. Ruotando la macchina il piano di fuoco resta a distanza fissa mentre il soggetto si sposta su un arco, quindi finisce dietro quel piano. A f/8 non lo vedi. Con un 85mm f/1.4 su un ritratto a un metro e mezzo la profondità di campo è di pochi centimetri e l'occhio esce di fuoco. In quel caso conviene selezionare il punto più esterno disponibile, anche se non è esattamente dove serve, e accettare una composizione leggermente diversa.

Raffica e buffer: 5 fps contro 6,5 fps

ParametroD700D750
Raffica corpo nudo5 fps6,5 fps
Con battery grip8 fps (MB-D10 + EN-EL4a o 8 stilo)6,5 fps (MB-D16 non aumenta)
Peso file RAWcirca 12-14 MBcirca 25-29 MB

Sulla carta la D700 con grip vince. Nella pratica il discorso si ribalta e poi si pareggia: la D700 ha un buffer generoso perché i file da 12 megapixel sono piccoli e ci stanno in tanti, la D750 raggiunge il limite prima con i suoi 24 megapixel. Per sport amatoriale, un torneo di calcio giovanile o un saggio di danza, sono equivalenti: nessuna delle due si blocca in momenti che contano, e a 8 fps la D700 chiede il grip più la batteria giusta, cioè peso e spesa in più.

Corpo, ergonomia e affidabilità: 1.074 grammi contro 750

Prendi in mano una D700 dopo aver usato una mirrorless moderna e capisci subito di cosa parliamo. Sono 324 grammi di differenza, poco più di una lattina piena. Su dieci minuti non cambia nulla, su otto ore di matrimonio o di camminata in città cambia parecchio, soprattutto se aggiungi un 24-70 f/2.8 che da solo fa 900 grammi.

La differenza nasce dai materiali. La D700 ha telaio in lega di magnesio su tutti i lati, con guarnizioni di tenuta serie e un pulsante di scatto che resta il migliore mai montato su una Nikon di quella fascia: corsa breve, stacco netto, feedback che ti dice esattamente quando è partito lo scatto. La D750 è ibrida: magnesio su calotta superiore e posteriore, fibra di carbonio rinforzata sul frontale. Tiene la pioggia, ma non è la stessa cosa se lavori in condizioni difficili tutti i giorni.

Dove la D750 vince nettamente è l'impugnatura. È più profonda e più scavata verso l'alto, e con un teleobiettivo pesante il polso lavora molto meglio. Chi ha mani grandi lo nota al primo scatto.

Il richiamo otturatore D750: come verificarlo prima di comprare

Nikon ha emesso un richiamo ufficiale per l'otturatore su esemplari D750 prodotti tra ottobre 2014 e giugno 2015, identificati per intervallo di numero di serie. Il sintomo del difetto è preciso: una banda scura sulla parte alta del fotogramma ai tempi rapidi, tipicamente sopra 1/2000. Non è un difetto occasionale, quando c'è si vede.

Come si verifica su un usato:

  1. Leggi il numero di serie nel vano batteria e confrontalo con la pagina di supporto Nikon dedicata al service advisory.
  2. Cerca il segno di avvenuta riparazione: gli esemplari sistemati portano un pallino nero sotto il numero di serie, o una lettera aggiuntiva a fine seriale.
  3. Se il seriale rientra e non c'è il segno, scatta a 1/4000 su una superficie chiara uniforme e guarda il bordo superiore.

Questo è esattamente il tipo di controllo che facciamo in laboratorio prima di mettere in vendita una D750. Un esemplare mai passato in assistenza va pagato meno o non va comprato.

Monitor fisso contro monitor inclinabile

La D700 monta un 3 pollici da 922.000 punti, fisso. La D750 un 3,2 pollici da 1.229.000 punti, inclinabile su e giù. Non è un dettaglio estetico: per lo still life appoggiato a terra, per il ritratto tenuto a livello vita e per qualsiasi ripresa video il monitor inclinabile cambia il modo di lavorare, perché ti evita di stenderti o di scattare alla cieca.

Detto questo, chi lavora solo a mirino non se ne accorgerà mai. Se il tuo flusso è reportage in ottico, il monitor della D700 fa il suo mestiere: rivedere l'istogramma e controllare la messa a fuoco al 100%.

Video: la D700 non ne fa, la D750 ne fa parecchi

Qui non c'è confronto: la D700 non registra video. Nessun filmato, nemmeno in bassa risoluzione. È uscita nel 2008, pochi mesi prima che il video entrasse nelle reflex Nikon, e quel treno l'ha perso per questione di calendario. Se ti serve anche un solo spezzone girato, la D700 è fuori discussione e il resto della sezione non ti riguarda.

La D750 invece è una macchina da video sorprendentemente completa per il 2014. Registra 1080p a 60, 50, 30, 25 e 24 fps, ha uscita HDMI pulita 4:2:2 8 bit per registratori esterni, ingresso microfono e — cosa che sulle reflex di quella fascia mancava spesso — uscita cuffie per monitorare l'audio in ripresa.

  • Controllo manuale completo di diaframma, tempo e ISO durante la registrazione.
  • Auto ISO in esposizione manuale: tieni tempo e diaframma fissi e lasci correre la sensibilità, utilissimo in chiesa o passando da interno a esterno.
  • Profilo Flat per chi vuole margine in color grading senza girare in log.
  • Monitor inclinabile, che in ripresa da terra o sopra la testa cambia la vita.

Il limite nel 2026 è ovvio: 1080p. Per un'intervista, un matrimonio consegnato in Full HD o contenuti social è ancora perfettamente utilizzabile — la resa del sensore full frame regge senza problemi. Per un cliente che chiede 4K, no.

Se il video è metà del tuo lavoro, nessuna delle due

Sarò diretto anche se non mi conviene: se filmi sul serio, prendere una reflex del 2014 nel 2026 è un errore. Nessun 4K, nessuna stabilizzazione sul sensore, autofocus in video lento e rumoroso. Con lo stesso budget del corpo D750, sul nostro listino trovi mirrorless più adatte:

  • Panasonic Lumix S5D a 600 euro: full frame, 4K, stabilizzazione sul sensore e profili log. È la più orientata al video delle tre.
  • Canon EOS RP a 550-600 euro: full frame leggerissima, ottima per foto e video parlato in 1080p; il suo 4K ha crop pesante e autofocus meno brillante.
  • Nikon Z50 Mark II a 625 euro: APS-C, 4K, se vuoi restare in casa Nikon con un corpo recente.

Attenzione a un punto pratico: sono tutti corpi mirrorless con innesto diverso. I tuoi obiettivi F non ci vanno sopra direttamente, serve un adattatore — nativo su Nikon Z, di terze parti con qualche compromesso su L-mount e RF.

Prezzi reali sull'usato nel 2026 e costo totale del sistema

Una D700 in buone condizioni oggi sta tra 350 e 500 euro corpo. Sotto i 300 euro c'è quasi sempre un motivo: conta-scatti oltre i 150.000, gommini staccati, o nessuna verifica sul pentaprisma. Sopra i 550 non ha senso, perché a quella cifra sei già a metà strada verso una D750. La D750 corpo viaggia tra 700 e 950 euro, con gli esemplari sotto i 30.000 scatti stabilmente nella parte alta della forbice.

Il corpo però è metà del discorso. Gli obiettivi F usati sono crollati proprio perché il mercato si è spostato sulle mirrorless: un 50mm f/1.8G sta sui 130 euro ed è l'obiettivo con il miglior rapporto resa/prezzo dell'intero sistema Nikon; un 24-70mm f/2.8G sui 550 euro, cioè un terzo di quanto costava nuovo; un 70-200mm f/2.8 VR I sui 600 euro, con l'unico limite noto della resa un po' morbida ai bordi a 200mm su full frame.

KitComponentiTotale
Reportage leggeroD700 (420) + 50mm f/1.8G (130) + 24-70 f/2.8G (550)1.100 euro
Cerimonia completoD750 (850) + 24-70 f/2.8G (550) + 70-200 f/2.8 VR I (600)2.000 euro

Il confronto con il mirrorless si fa a parità di ottiche, non di corpo: una Z5 usata sta sui 650-750 euro e l'adattatore FTZ II sui 200. Con le stesse tre ottiche F il kit sale di circa 300 euro rispetto alla D750, in cambio di eye-detection e stabilizzazione sul sensore. Se invece vuoi ottiche native Z, il conto raddoppia. Chi ragiona come nell'articolo sulla Nikon D610 usata arriva alla stessa conclusione: il corpo è la voce meno determinante del preventivo.

Il costo nascosto: batterie, schede e accessori

La D700 usa le EN-EL3e, fuori produzione da anni: restano le compatibili a 20-25 euro, che funzionano ma con indicatore di carica meno preciso. Usa schede CompactFlash, che oggi costano più delle SD e si trovano in meno negozi. La D750 monta le EN-EL15, ancora in produzione e condivise con Z6 e Z7 nella versione EN-EL15c: batterie che troverai in commercio per altri dieci anni.

La differenza pesante è il doppio slot SD UHS-I della D750. Per chi scatta su commissione non è un vantaggio, è un requisito: la scrittura in parallelo su due schede è l'unica protezione reale contro il file corrotto durante un matrimonio. La D700 ha uno slot solo.

Quanto valgono fra tre anni: la curva di deprezzamento

La D700 ha già toccato il fondo. Oscilla tra 350 e 500 euro da tre anni e non scenderà molto: è entrata nel territorio in cui si compra per usarla o per tenerla, non per rivenderla. Se la paghi 420 euro oggi, fra tre anni ne recuperi 350-400.

La D750 sta ancora scendendo di circa 100 euro all'anno, perché il travaso verso Z6 II e Z5 continua a immettere esemplari sul mercato. Chi la compra a 850 euro oggi, nel 2029 ne ritrova realisticamente 550. Sono 300 euro di deprezzamento contro i 50 della D700: vanno messi nel conto insieme al prezzo di acquisto, non dopo.

Due kit completi a confronto: quanto spendi davvero

Voce Kit D700 Kit D750
Corpo usato 420 euro 850 euro
50mm f/1.8G 130 euro 130 euro
24-85mm f/3.5-4.5G VR 200 euro 200 euro
Batteria di scorta 25 euro (compatibile) 45 euro (EN-EL15 originale)
Schede 2x CF 32GB, 50 euro 2x SD 64GB UHS-I, 30 euro
Totale 825 euro 1.255 euro

Scatti, otturatore e stato di salute: cosa controlliamo in laboratorio

Su un corpo di 12 o 18 anni il conta-scatti è il dato più importante della scheda, più della condizione estetica. Una D700 impeccabile fuori con 160.000 scatti vale meno di una D700 con qualche segno di zaino e 45.000 scatti. L'otturatore è dato per 150.000 cicli su entrambe, ma la vita reale dei due modelli è stata diversa: le D700 arrivate qui negli ultimi due anni stanno quasi sempre tra 80.000 e 150.000 scatti, perché erano macchine da lavoro quotidiano. Le D750 si assestano più spesso tra 20.000 e 60.000.

Ogni corpo che entra passa dallo stesso protocollo, prima di essere prezzato:

  • lettura del conta-scatti dall'EXIF, con il numero riportato in scheda;
  • test dell'otturatore a tutte le velocità, da 30 secondi al tempo più rapido del corpo (1/8000 sulla D700, 1/4000 sulla D750), per cercare rallentamenti sulle lunghe e banding sulle brevi;
  • verifica di specchio e pentaprisma, incollaggi compresi;
  • controllo del sensore con scatto a f/16 su fondo uniforme, che rende visibile ogni granello e ogni macchia d'olio;
  • test dei 51 punti AF su target, per individuare punti pigri o disallineati;
  • verifica della tenuta di ghiere, selettori e pulsanti;
  • controllo del seriale D750 contro l'elenco del richiamo otturatore Nikon;
  • pulizia sensore a umido prima della messa in vendita.

Poi due anni di garanzia, su ogni corpo.

Il conta-scatti: quale soglia è accettabile per ciascuna

ScattiNikon D700Nikon D750
Ottimo esemplaresotto 50.000sotto 30.000
Normale, con vita davanti50.000-100.00030.000-80.000
Da valutare con attenzioneoltre 130.000oltre 120.000

Oltre quelle soglie il corpo non è da buttare, va prezzato come macchina di scorta. Il motivo è aritmetico: sostituire un gruppo otturatore costa tra 250 e 350 euro tra pezzo e manodopera. Su una D750 da 900 euro l'intervento ha senso, su una D700 pagata 380 euro conviene quasi sempre comprare un secondo corpo.

Difetti tipici che vediamo su questi due corpi

Sulla D700 tornano tre cose: lo specchio che si scolla dal supporto sui primi lotti, la gommatura dell'impugnatura che si stacca agli angoli e il tastierino direzionale che perde precisione dopo anni di menu. Sulla D750 il richiamo otturatore, il flare della prima serie e la gomma del vano schede che si allenta. Nessuno è insormontabile, ma tutti vanno prezzati prima della vendita, non dopo.

Verdetto: per chi la D700, per chi la D750, per chi nessuna delle due

Dopo dieci anni di banco, la domanda giusta non è quale delle due sia migliore: la D750 lo è, su quasi tutti i parametri misurabili. La domanda è se quei 350-450 euro di differenza li spendi meglio sul corpo o altrove. Ecco come divido i lettori che ci scrivono.

Prendi la D700 sePrendi la D750 seLascia perdere entrambe se
Hai meno di 500 euro per il corpo, scatti reportage, street o bianco e nero, ti piace il feeling meccanico, non ti serve il video e stampi fino a 40x60. Fai lavoro pagato e ti serve il doppio slot SD, scatti al chiuso o in chiesa con poca luce, ritagli in post, gestisci anche qualche video 1080p. Il video è centrale nel tuo lavoro, vuoi autofocus con riconoscimento dell'occhio, ti serve un corpo leggero da viaggio, o hai già obiettivi di un altro sistema.

Nel terzo caso la reflex full frame è la risposta a una domanda che non hai fatto. Con lo stesso budget prendi un corpo mirrorless recente: la Nikon Z50 Mark II a 625 euro ha eye-detection che funziona davvero e video 4K, la Nikon Z50 a 468 euro è la versione economica dello stesso concetto, e la Canon EOS RP — ne abbiamo sette a listino tra 550 e 600 euro — è full frame, pesa 485 grammi e ha l'attacco RF. Nessuna di queste ha la gamma dinamica della D750, ma se ti serve stare dietro a un bambino che corre vincono senza discussione.

Il caso in cui conviene guardare alla D610 o alla D810

C'è una terza via che quasi nessuno considera. La D610 usata sta sui 500-600 euro e dà 24 megapixel con file praticamente indistinguibili da quelli della D750: rinunci al monitor inclinabile, all'autofocus a -3 EV e al video migliore, e risparmi 200-300 euro. La D810 usata sta sui 750-900 euro e porta 36 megapixel, che hanno senso solo se stampi oltre il metro o fai riproduzione. Ne abbiamo scritto per esteso: la D810 usata a prezzo d'occasione spiega quando quei megapixel si pagano da soli e quando sono solo spazio su disco.

Se stai valutando il passaggio alla mirrorless

Il punto è semplice: nel 2026 l'attacco F significa obiettivi abbondanti ed economici su un sistema che Nikon non sviluppa più. Se stai costruendo un corredo per i prossimi dieci anni, guarda Z. Se ti serve full frame per i prossimi tre o quattro anni con budget contenuto, la D750 resta un affare difficile da battere.

Il consiglio più onesto che diamo al banco riguarda gli 800 euro totali. Con quella cifra una D700 con un 50mm f/1.8G e un 85mm f/1.8 batte una D750 nuda, sempre. Sono gli obiettivi a fare le foto: il corpo le registra.

Domande frequenti

La Nikon D700 è ancora utilizzabile nel 2026?

Sì, per reportage, street, ritratto e stampa fino a 40x60 centimetri. I 12 megapixel sono sufficienti per la maggior parte degli usi e il file a ISO 3200 resta pulito. I limiti reali sono l'assenza di video, la gamma dinamica inferiore di circa due stop rispetto alle full frame moderne e le schede CompactFlash, sempre più difficili da trovare. Se non ritagli molto in post e non ti serve filmare, è una macchina che fa ancora il suo lavoro senza compromessi evidenti.

Quanti scatti può fare una D700 o una D750 usata prima di rompersi?

Entrambe hanno l'otturatore dichiarato per 150.000 cicli, ma è una stima statistica, non una scadenza. Vediamo D700 con 180.000 scatti perfettamente funzionanti e casi isolati di otturatori ceduti a 90.000. Il dato utile è un altro: una D700 sotto i 50.000 scatti o una D750 sotto i 30.000 hanno praticamente tutta la vita davanti. La sostituzione dell'otturatore costa tra 250 e 350 euro, quindi su un corpo da 400 euro raramente conviene.

Come faccio a sapere se una D750 usata ha il difetto dell'otturatore richiamato da Nikon?

Il richiamo riguarda esemplari prodotti tra ottobre 2014 e giugno 2015 e si manifesta con una banda scura nella parte alta del fotogramma ai tempi rapidi. Il numero di serie si verifica sul sito di supporto Nikon. Gli esemplari già riparati sono contrassegnati con un pallino nero vicino al seriale nel vano batteria. Ogni D750 che passa dal nostro laboratorio viene controllata su questo punto specifico prima di andare in vendita.

Gli obiettivi Nikon F montano su entrambe senza problemi?

Sì, entrambe hanno il motore di messa a fuoco integrato nel corpo, quindi mettono a fuoco anche i vecchi obiettivi AF-D senza motore, cosa che le entry-level APS-C come la D3500 non fanno. AF-S e AF-D vanno senza pensarci; gli AF-P sono supportati dalla D750 solo con firmware aggiornato e sulla D700 non funzionano; gli obiettivi manuali AI e AI-S lavorano con esposimetro attivo inserendo i dati dell'obiettivo non-CPU. Un obiettivo DX montato su queste macchine attiva il crop automatico: sulla D700 restano 5 megapixel, sulla D750 circa 10.

Meglio una D750 usata o una mirrorless nuova di fascia entry con lo stesso budget?

Dipende da cosa fotografi. Con 800 euro prendi una D750 full frame con 24 megapixel, doppio slot e accesso a un parco obiettivi F usato economicissimo. Oppure una mirrorless APS-C nuova con autofocus a rilevamento dell'occhio e video 4K. Se fai ritratti, matrimoni o lavori in luce scarsa, il sensore full frame e la resa a ISO alti della D750 valgono più dell'autofocus moderno. Se fai video o soggetti in movimento veloce, la mirrorless vince.

La D700 soffre davvero meno di rumore ad alti ISO grazie ai pixel più grandi?

È un mito parzialmente vero e molto ripetuto. A parità di dimensione di visualizzazione o stampa, il vantaggio dei pixel grandi si riduce quasi a zero, perché il file da 24 megapixel viene ridimensionato e il rumore si media. Quello che conta davvero sono sei anni di miglioramenti nell'elettronica di lettura del sensore: la D750 a ISO 6400 è pulita quanto la D700 a ISO 3200. Nel 2026, con il denoise basato su AI, il vantaggio si sposta ulteriormente verso il file con più informazione.

Conviene comprare una D700 o D750 da un privato invece che da un negozio?

Da privato risparmi tra 80 e 150 euro, ma su un corpo di dodici o diciotto anni compri anche il rischio. I punti che non puoi verificare in dieci minuti al bar sono il conta-scatti reale, lo stato dell'otturatore alle diverse velocità, l'allineamento dei punti AF e la presenza del richiamo Nikon sulle D750. Se compri da privato, chiedi almeno uno screenshot del conta-scatti letto con un software EXIF e una foto a f/16 su cielo uniforme per vedere la polvere sul sensore.

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Articolo scritto da Matteo per il Team ReflexMania. Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Prezzi e disponibilità riferiti al momento della pubblicazione.